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L'analisi

Soldi, droga, ragazzi con la pistola
A Catania Gomorra non è un film


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Catania, gomorra, mafia, Cronaca

Sono i giovanissimi a dettare la legge nei quartieri a rischio, tutti in forza alla grande industria dello spaccio.

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CATANIA – Un fischio squarcia il silenzio apparente delle case popolari, sagome di ragazzi armati si muovono tra i pilastri di cemento dei palazzoni abbandonati, la vedetta segnala che stanno arrivando gli “sbirri”. In pochi secondi spariscono cocaina, eroina, marijuana e pistole. La meglio gioventù di Librino, quartiere popoloso di Catania, si addormenta sognando Gomorra e vive, con un fiume di contanti alla mano, come se non ci fosse un domani. Non sono gli anni dei 150 morti ammazzati ma a Catania, senza i vecchi boss, sono i giovanissimi a dettare la legge nei quartieri a rischio, tutti in forza alla grande industria dello spaccio che frutta 20mila euro al giorno in ogni singola strada che si incastona tra le vedette del Tondicello della Playa e il “palazzo di cemento”, di Librino: a conti fatti si tratta di centinaia di migliaia di euro.

Un fortino per tanti anni il palazzo di cemento, adesso sigillato dal Comune, si spaccia proprio di fronte, nella terra delle incompiute, eterno serbatoio di voti e di promesse non mantenute.

GLI ARSENALI – Grazie ai collaboratori, negli ultimi anni gli investigatori hanno sequestrato arsenali con armi da guerra nei quartieri di San Giovanni Galermo, San Cristoforo e, appunto, Librino. Armi a disposizione dei giovanissimi, cresciuti col mito di Andrea Nizza, a lungo super latitante, oggi al 41bis, condannato a 30 anni per l'omicidio di Lorenzo Saitta. Un omicidio brutale compiuto quando Andrea aveva appena 20 anni. I Nizza sono i veri signori dello spaccio, e quando Fabrizio Nizza si pente, Andrea, il fratello minore, prende le redini del gruppo e ordina ai soldati di sfilare armati da San Cristoforo a San Giovanni Galermo per lanciare un messaggio a Massimiliano Salvo, figlio di Pippo u Carruzzeri, del clan Cappello: “Noi ci siamo e comandiamo”. Non a caso, un ragazzo dei Cappello, Salvatore Tudisco detto “Bla bla”, gestiva la piazza di spaccio del viale Moncada 16, sempre a Librino e controllava il territorio dal trono dorato della sua casa, con una seduta rosso porpora circondata da intarsi dorati. Quando gli inquirenti gli sequestrano 300mila euro, lui si difende sostenendo di aver vinto al “gratta e vinci”. Un “trucco”, sottolineava l'allora procuratore capo di Catania Giovanni Salvi.


ASSALTI – Il traffico di droga sotto l'egida dei Nizza ha fatto di Catania la principale piazza di spaccio della Sicilia, una delle più importanti d'Italia, in grado di influire anche sugli equilibri nazionali aggirando la 'ndrangheta – in alcuni casi - per il rifornimento diretto di cocaina dai paesi di produzione.

La Direzione investigativa antimafia ha scritto, nell'ultima relazione, che “per i reati propri di mafia si nota come la fascia ricompresa tra i 18-40 anni abbia assunto una dimensione considerevole e tale, in alcuni casi (2015), da superare quella dei 40-65".

Dallo spaccio armato, agli assalti ai tir, non si contano le irruzioni dei giovanissimi armi in pugno, pronti a puntare la pistola in faccia anche ai poliziotti, a 16 anni, lanciando i motorini contro le volanti.

REGOLAMENTI DI CONTI – I litigi tra ragazzi finiscono spesso nel sangue. Alessio Marino a Librino ha ammazzato il papà di una compagna del fratellino perché si era “permesso di alzare la la voce”. Uno sgarro da pagare con le pallottole. Enzo Valenti, invece, pochi giorni fa, è stato ucciso al Fortino, tra la zona del cimitero catanese e San Cristoforo. Colpi di revolver dopo un litigio intorno le due di notte. Al Castello Ursino, cuore del centro storico catanese, Angelo Sciolino, 29enne pregiudicato, è stato inseguito a colpi di pistola da un sedicenne. L'elenco è lungo ed è destinato a crescere.

SOLDI – Ogni spacciatore guadagna cento euro al giorno, le vedette tra 50 e 70 euro, tra i soldati ci sono anche i bambini, i carabinieri ne hanno filmato uno di appena 6 anni, che veicolava la droga col padre a Librino, al centro di una strada da 200 cessioni di droga al giorno in via Biagio Pecorino, proprio sotto la casa di Rosario Lombardo, uomo d'onore.

I giovani dei quartieri in alcuni casi riescono a fare il salto di qualità. Quando gli uomini della guardia di finanza arrestano William Cerbo, poco più che trentenne, mettono le mani su un tesoro da 65milioni di euro frutto di operazioni finanziarie in odor di mafia, sotto l'egida del clan Mazzei. Dalla gestione delle discoteche alle bische clandestine, Cerbo aveva in casa il trono dorato di Tony Montana, il protagonista di Scarface, girava nel Corso Italia con auto di lusso e vantava rapporti a tutti i livelli.

CATANIA BENE - Quando scende la sera, la Catania bene si rifornisce nelle piazze di spaccio, i migliori clienti sono professionisti e giovani “figli di papà”. In quel momento le due città si guardano negli occhi, le sagome dei ragazzini armati si muovono freneticamente, anche quando sono trascorse poche ore dall'ultimo blitz. Per 20mila euro al giorno, tutti sono disposti a lavorare, ma anche a sparare, per difendere la piazza di spaccio.