Live Sicilia

La storia

Un posto caldo per Carmelo e Maria
Così Palermo si è risvegliata


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Carmelo e Maria nel loro alloggio

La coppia che vive in macchina, ora, ha un tetto sopra la testa. Ecco che cosa è accaduto.


Palermo era addormentata e si è risvegliata. Palermo era narcotizzata e spaventata: dalla fame che lambisce ormai le tavole imbandite di un tempo, dalla cappa del suo malaffare, dalla grettezza marmorea della sua indifferenza. Adesso ha riscoperto il suo cuore.

La notizia: Carmelo e Maria – la coppia che vive in macchina, di cui abbiamo scritto – avrà un tetto sopra la testa. Maurizio Artale, presidente del Centro Padre Nostro, ha letto la cronaca di LiveSicilia e ha alzato il telefono, con la generosità che è il suo segno distintivo. “Abbiamo una stanza per le emergenze e Brancaccio. La mettiamo a disposizione di Maria e Carmelo per un mesetto - dice -. Nel frattempo, speriamo che la situazione possa sistemarsi. So che lunedì hanno un incontro al Comune. Sto andando a comprare una stufa. Certo, non è una reggia, ma un riparo migliore del tettuccio di un automobile. Ospitiamo pure una famiglia numerosa accanto”.

E' bastato scriverlo. E' stato sufficiente raccontare ciò che tutti avevano visto ma non tenuto a mente, perché le cose cambiassero. Li avevamo notati – Carmelo e Maria – sul marciapiede della disperazione e subito dimenticati. Il dolore degli altri è un arredo urbano, qualcosa da rimuovere. Siamo duri come le pietre, talvolta. E sopravviviamo di terrore, sospesi come siamo sul ciglio di economie complicate. Gli altri, in una notte fredda, potremmo essere noi.

La seconda notizia è questa: il grande cuore della città ha ripreso a battere. Rino Martinez che si è occupato, con altri, dei ragazzi col salotto in una automobile ora racconta: “Sono stato sommerso da offerte di solidarietà e di sostegno. In tanti mi hanno chiamato. Qualcuno ha pure messo a disposizione il suo alloggio. E' incredibile, da tempo non c'era una cascata talmente benefica da sbalordirci così”. Le parole di Maria, al telefono, sono smozzicate e incredule. Dopo tanto disagio, finalmente un po' di bene: “Stiamo guidando, siamo emozionatissimi”. E lunedì, appunto, l'incontro con gli operatori della Politiche sociali, impegnati in una difficilissima trincea.

Ci voleva l'interesse di un giornale per smuovere le acque? Affermarlo sarebbe un atto di superbia mediatica. Era semplicemente necessaria una parola – una parola sola - che rimettesse in moto le pulsazioni di un muscolo cardiaco assopito. Poi, questa città ha fatto tutto da sé. Ha riaperto gli occhi. Ha spalancato le sue braccia al bisogno.

Sarebbe una beffa se fosse l'ultima volta che accade.