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Verso le Politiche

Perché sto in Ap, perché ho mollato
La nuova vita degli alfaniani


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Castiglione e Cascio, ormai divisi, spiegano le ragioni di una scelta.


PALERMO - C'è chi è rimasto dov'era e chi è tornato dov'era stato un tempo. La diaspora degli alfaniani, con la divaricazione delle strade tra chi ha scelto di proseguire nell'alleanza col Pd e chi ha preferito il ritorno alle radici di centrodestra, ha coinvolto anche i big siciliani. Tra loro, diversi hanno scelto, qualcuno già nei mesi scorsi, il rientro nella vecchia casa forzista o in altri movimenti di centrodestra. Altri stanno invece lavorando con Beatrice Lorenzin a “Civica popolare”, la nuova lista moderata che sarà alleata di Matteo Renzi alle Politiche del 4 marzo.Che è poi la scelta benedetta da Angelino Alfano, che com'è noto non si candiderà.

Francesco Cascio, ex presidente dell'Ars prossimo a tornare in campo dopo la chiusura della sua vicenda processuale, ha optato per Forza Italia. “Già all'inizio del 2017 per le comunali di Palermo avevo scelto il centrodestra, cercando in tutti i modi di spingere Alternativa popolare cui ero coordinatore regionale a convergere su Ferrandelli”. Non ci riuscì e così Cascio mise su con Marianna Caronia una civica a sostegno di Ferrandelli, che prese il 7 per cento eleggendo tre consiglieri. “Faccio notare che tutto il mio partito e tutto il Pd, uniti in un'unica lista, ottennero l'8 per cento”.

Poi, la scorsa estate, gli abboccamenti tra Alfano e Forza Italia per una possibile convergenza alle Regionali. “Ho cercato di far ritrovare Miccichè e Alfano, questo accordo poi non si è fatto e non ho capito bene perché. Peccato, perché se tutti insieme fossimo andati con il centrodestra avremmo ottenuto il 9 per cento, ma Alfano certo avrebbe dovuto dimettersi da ministro”. Per Cascio, il posto giusto è lì: “Non c'è stata lungimiranza, si è preferito tenere quelle quattro poltrone. Io ero la diga, il partito ora s'è svuotato, sono andati via tutti. Quelli che hanno un rimorso di coscienza oggi lo hanno per salvarsi e io credo che abbiano sbagliato il tempo”.

Cascio dunque torna in Forza Italia. Altri alfaniani rientrati nel centrodestra hanno scelto altri partiti. Come Pietro Alongi passato all'Udc o Alessandro Pagano andato con Salvini.

Per un co-coordinatore regionale di Ap andato via, uno che resta. Cioè Giuseppe Castiglione. Il sottosegretario all'Agricoltura racconta di essere al lavoro sul nuovo progetto politico che mette insieme anche Casini, De Mita, Dellai e Italia dei valori. Con lui anche Dore Misuraca e Giuseppe Marinello. “Ci stiamo organizzando in tutte le regioni. Penso che si possa rappresentare un'area popolare e moderata in questa alleanza con il Partito democratico. Non siamo interessati ai venti di centrodestra. La nostra è la linea della coerenza: siamo stati cinque anni al governo e rispetto ai populismi che ci sono in giro possiamo rivendicare i risultati ottenuti”.

Una scelta slegata da quella politica della poltrona che è stata per anni il marchio cucito addosso al movimento. “Non andiamo certo per convenienza ma per convinzione - dice Castiglione -. In questi anni abbiamo fatto un lavoro importante e nei risultati ottenuti dal governo c'è il contributo determinante di Ap. Abbiamo approvato leggi con una forte caratterizzazione sociale, in Agricoltura penso alla biodiversità, o alla legge contro il caporalato. Il fatto è che qui non c'è più centrodestra o centrosinistra, ormai c'è da una parte una cultura responsabile di governo, dall'altra chi insegue i populisti”.