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'Corna', onore e pistolettate
Tre arresti per tentato omicidio


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, Cronaca, Palermo

Il ferimento in via Brigata Aosta. Gli inquirenti ricostruiscono la vicenda. LE FOTO.

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PALERMO- È stata una faccenda di 'corna' e di onore da difendere a pistolettate. Nella Palermo del nuovo millennio c'è chi si arma ed è pronto a fare una carneficina per una questione passionale. I poliziotti della squadra mobile di Palermo hanno arrestato tre persone per il tentato omicidio di via Brigata Aosta. Su richiesta della Procura della Repubblica finiscono in manette Silvestro Sardina, 22 anni, il padre Francesco Paolo di 43 anni e il cugino Juzef di 23. Sarebbero stati loro, secondo l'accusa, ad organizzare quella che viene definita “un'azione militare pianificata” per salvare l'onore di un marito che riteneva di essere stato tradito dalla compagna.

Sarebbe stato Silvestro Sardina, accecato dalla collera, ad impugnare una pistola calibro 9 Luger e a precipitarsi al civico 56 di via Brigata Aosta, nella zona di via dei Cantieri. Qui, in compagnia dei familiari, si sarebbe reso protagonista di una caccia all'uomo. Il suo obiettivo era Gaetano La Vecchia, 24 anni, ferito all'addome assieme ad una donna, Teresa Caviglia, colpita a un braccio.

Nessuno aveva visto o sentito qualcosa di utile alle indagini. Ed invece le vittime dell'agguato sapevano bene chi avesse fatto fuoco. È bastato imbottire di microspie la stanza dove era stato ricoverato La Vecchia per capire cosa fosse accaduto. La moglie di quest'ultimo raccontava al padre: “Papà, era un mostro. I primi colpi che ha sparato, non si è fermato più. Era un mostro in faccia. Io ho detto ha ucciso anche me, ha ucciso anche me”. La madre della donna, Teresa Caviglia, aggiungeva: “ Vedi che c'è stato stu massacro per le corna... perché poi può prendere la merda e se la può stricare in faccia. Silvio non lo può fare più. Altrimenti se la deve prendere e se ne deve andare di qua per sempre”.

Un delitto d'onore. Aveva ragione il telefonista misterioso che alle 19:24 del giorno della sparatoria chiamò il 113 da una cabina telefonica di corso dei Mille: “Correte in via Montalbo c’è una sciarra e sono con le pistole in mano… la persona armata è Sardina Silvio che stava litigando con la moglie a causa di un presunto tradimento... era al civico 56 dove c’è il palazzo di ferro occupato... c’è un macello correte subito perché ci saranno più omicidi”. Sardina, sentito dagli uomini agli ordini del capo della Mobile, Rodolfo Ruperti, aveva detto di trovarsi a casa di uno zio al momento del tentato omicidio. Ma il suo alibi non ha retto.