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IN AULA

Ars, Musumeci: "Il mio programma"
Critiche dal M5s, apertura dal Pd


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(Foto Angelo Modesto)

Il governatore ha presentato il suo "dossier". Conti regionali, rifiuti, ex Province i temi toccati


PALERMO - 
Un dossier di 30 pagine. Un lungo documento in cui il presidente Nello Musumeci ha condensato il suo programma di governo. Lo ha preparato in vista della seduta dell'Assemblea regionale siciliana di oggi che all'ordine del giorno riportava "Disposizioni programmatiche del presidente della Regione". "Ci metto due minuti a pagina", ha spiegato il governatore poco prima di entrare in Aula. E così è stato: quasi un'ora di intervento in Sala d'Ercole per raccontare punto per punto, dai rifiuti alla sanità, dalla formazione professionale ai conti della Regione, tutte le prossime mosse e le intenzioni del governo regionale. L'obiettivo? "Restituire ai siciliani, al termine di questi 5 anni, una Sicilia normale".


L'emergenza rifiuti - "ma chiamarla emergenza è quasi un ossimoro", dice - è l'occasione per Musumeci per ribadire la sua intenzione sul tema Province: "Altro che smantellarle, dobbiamo dare più competenze, come la gestione dei rifiuti. E difendiamo l'elezione diretta dei presidenti e dei consigli". E quando durante il dibattito il vicepresidente grillino dell'Ars, Giancarlo Cancelleri, lo attacca perché, a suo dire, "vuole solo creare nuove poltrone", Musumeci ribatte: "Se la democrazia diventa affare di poltrone allora siamo nei guai.

L'argomento "economia" si snoda attraverso diversi temi, dai conti dell'amministrazione ai fondi europei agli investimenti per le imprese. Una novità importante sul tema del credito: "Bisogna ripensare alla sorte dell’Irfis, venuta meno alla propria funzione istituzionale, ma anche alla sorte dell’Ircac e della Crias. Stiamo pensando a una sola realtà che le metta insieme, per poter semplificare l'accesso al credito". C'è spazio anche per i precari, "faremo tutto quello che è in nostro potere per risolvere il problema", e per il rinnovo del contratto dei regionali, "presto ci sarà un incontro con i rappresentanti sindacali".

Musumeci non si tira indietro di fronte a una delicata questione politica: "So bene che in quest'Aula abbiamo una maggioranza risicata, numeri limitati, ma il governo non cerca in questa assemblea supporti numerici clandestini, noi confidiamo di trovare nelle opposizioni convergenze programmatiche, sui singoli punti, sulle singole proposte. Un leale confronto".

E mentre dal Movimento 5 stelle la chiusura è pressoché netta e si esprime nelle durissime parole di Cancelleri - "ci sono tutte le premesse perché la Regione resti spettatore" - un'apertura arriva dal capogruppo del Pd, Giuseppe Lupo: "Saremo opposizione positiva e propositiva sui provvedimenti del governo che conterranno proposte concrete di crescita e sviluppo per la Sicilia. Il Pd sarà pronto a confrontarsi sulle riforme, avremo come riferimento quello che è stato il nostro programma elettorale".

Di seguito il dettaglio di tutta la seduta d'Aula.

LA DIRETTA

20.53 - Si chiude la Seduta. L'Aula è rinviata al 17 gennaio alle ore 16.

20.41 - A Cancelleri che lo aveva accusato di voler creare nuove poltrone con le elezioni dirette nelle Province, Musumeci risponde: "Se la democrazia diventa una questione di poltrone siamo nei guai. L'elezione diretta di un rappresentante politico non è mai un costo". E aggiunge: "Nessun costo aggiuntivo con le province se effettuiamo un passaggio di competenze dalla Regione. Basta guardare che danni ha provocato quella folle rivoluzione degli enti locali".

20.32 - "Il rinnovo del contratto dei regionali è già oggetto di attenzione da parte degli assessorati preposti. E a breve ci sarà anche un incontro con le organizzazioni sindacali".

20.25 - Musumeci sui migranti: "Dobbiamo impedire che i migranti arrivino nel mare dove trovano la morte. Dobbiamo costruire rapporti ancora più concreti con i paesi del Mediterraneo per fermare i mercanti di uomini".

20.22 - Il presidente Musumeci risponde all'Aula e per prima cosa ha ringraziato i deputati per gli interventi e lo stile. "La gente che ci guarda non vuole solo comprendere di cosa parliamo ma vuole cogliere un nuovo stile. Ognuno di noi deve fare un passo in avanti rispetto ai metodi ai quali eravamo abituati".

20.21 - I capigruppo hanno concluso i loro interventi. 

20.04 - Giusy Savarino, segretario del gruppo Diventerà Bellissima: "Ci aspetta un lavoro lungo ma dobbiamo veder convergere le proposte del governo, le istanze che arrivano dai territori e i punti di vista delle altre forze politiche. Ognuno di noi è chiamato a essere parte del cambiamento che la Sicilia attende".

19.50 - A sostegno del presidente Musumeci, l'intervento di Antonio Catalfamo di Fratelli d'Italia: "Nel solco della responsabilità, Fratelli d'Italia c'è". Anche Orazio Ragusa, di Forza Italia, ha sostenuto il governatore: "A noi il suo stile piace, è chiaro e responsabile, lei parla direttamente al cuore con la franchezza degli uomini veri. È rispettoso delle esigenze del popolo. Per noi è essenziale il suo intervento sulla Sanità: perché per noi è importante che i nostri cittadini si sentano sicuri e aiutati nelle strutture sanitarie. E sui rifiuti voglio dirle: premiamo chi differenzia".

19.41 - Interviene Margherita La Rocca Ruvolo, iscritta al Gruppo dell'Udc: "Ci sono le premesse per fare bene. La priorità del governo attuale, che ha ereditato una serie di macerie, è stata quella di offrire dei servizi ai cittadini. I problemi sono moltissimi, ma mi permetto di dare qualche consiglio, tra questi quello del reddito di inclusione".

19.23 - In deroga al regolamento, il vicepresidente dell'Ars Di Mauro dà la parola all'altro vicepresidente Giancarlo Cancelleri, del Movimento 5 stelle, in quanto avversario di Musumeci alle scorse Regionali arrivato secondo. "Ci sembra corretto", ha detto Di Mauro. Cancelleri ha attaccato il presidente della Regione in primis sul tema Province: "Vogliamo dare alle Province nuove competenze, rimettere le elezioni e creare nuove poltrone, e i soldi? Chi paga? Lei dice che la Regione deve essere arbitro, c'è chi si augura che sia giocatore. Il punto è che fino a oggi è stata spettatore e credo che ci siano tutte le premesse perché lo rimanga".

19.05 - Nicola D'Agostino (Sicilia Futura): "Le chiederei di affrontare alcune questioni in maniera più precisa. Soprattutto quelle che riguardano il lavoro. Rimoduliamo i fondi europei e iniziamo a produrre".

18.55 - Prende la parola il capogruppo del M5s, Valentina Zafarana: "Basta campagna elettorale in questa Aula, presidente. Le ho sentito dire 'problema Sicilia', è brutto. Parliamo piuttosto di problemi della Sicilia, selezioniamoli, analizziamoli, affrontiamoli. Sono sicura che lei sarà attento, propositivo, inflessibile, così come l'abbiamo vista lavorare tra questi banchi. Lei ha detto che la Regione deve essere arbitro, no: la Regione deve essere forza trainante".

18.40 - Lupo (Pd): "Presidente - ha detto rivolgendosi a Musumeci - noi speriamo che quel documento programmatico possa essere approfondito dalle Commissioni parlamentari competenti. Sono convinto, infatti, che questa legislatura potrà essere molto importante se il governo saprà riconoscere al Parlamento il giusto ruolo. Noi del Partito democratico saremo propositivi e pronti a confrontarci. Tra l'altro, abbiamo apprezzato alcuni passaggi del suo intervento, a cominciare dal riferimento al lavoro dell'ex assessore Gucciardi in merito alla definizione della nuova rete ospedaliera. Intanto aspettiamo le leggi economico-finanziarie. Molte delle sue proposte non potranno essere discusse e realizzate fino a quando saremo in esercizio provvisorio". All’inizio del proprio intervento, Lupo ha invitato la Presidenza dell’Ars a convocare la commissione per il Regolamento a proposito di quanto accaduto in occasione del recente voto a Sala d’Ercole sull’esercizio provvisorio, perché "non si possono cambiare arbitrariamente e in corso d'opera le regole del Parlamento".

18.24 - Interviene Cateno De Luca, gruppo misto (eletto nell'Udc): "In Sicilia la maggior parte delle imprese sta fallendo per credito non riscosso. Noi vogliamo delle misure puntuali. Avremmo preferito - dice, rivolgendosi direttamente a Musumeci - che il suo intervento si basasse su azioni programmatiche e non sulla fotografia di un sistema che già conosciamo".

18.15 - Il primo a intervenire è Claudio Fava, eletto nella lista Cento passi per la Sicilia: "Lei, presidente, si è molto concentrato sul tema dei rifiuti. La nostra è una regione che è stata piegata e piagata dall'emergenza rifiuti. È un presente che dietro di sé ha un passato assai ampio. Con 4 miliardi che sono stati bruciati e con un esito per cui ancora oggi il 90 per cento dei rifiuti viene consegnato nelle discariche indifferenziato. Ho sentito parlare di un bando triennale per il trasporto all'Estero dei rifiuti: questa non è una soluzione d'emergenza, ma strutturale. È peraltro una soluzione molto costosa e bisogna chiedersi chi può assumersi il costo di questa scelta". Fava poi cita un passaggio della relazione sull'ecomafia: "Un sistema che obbliga in Sicilia a conferire i rifiuti in discarica".

18.10 - Si apre il dibattito in Aula in risposta all'intervento del presidente della Regione.

17.55 - Il presidente della Regione ha concluso il suo intervento.

17.49 - Musumeci affronta poi un delicato argomento politico: "La coalizione governativa si regge sulla corresponsabilità dei gruppi del centrodestra che la compongono. Questa coalizione è ben consapevole dei propri limitati numeri in aula, a causa di una legge elettorale che va cambiata ed anche presto. Il governo però non cerca in questa assemblea supporti numerici clandestini, noi confidiamo di trovare nelle opposizioni convergenze programmatiche, sui singoli punti, sulle singole proposte. Un leale confronto".

17. 45 - "Dopodomani abbiamo convocato un incontro con tutti gli ingegneri del Genio civile della Sicilia per monitorare tutte le opere infrastrutturali incompiute o già cantierabili. Una sorta di unità di crisi. Secondo i nostri dati, avrebbero un valore di tre miliardi e 836 milioni di euro, con una ricaduta sul piano occupazionale ed economico di vaste proporzioni. Non possiamo non intervenire al più presto".

17.33 - "Lo scottante tema dei rifiuti non ci ha concesso, come governo, nemmeno una piccola fase di luna di miele. È difficile parlare di emergenza per un problema che dura da vent'anni. Un prefetto, due magistrati, cinque commissari: dal 1998 il problema è rimasto insoluto e sempre più gravoso. Piuttosto che valorizzare il rifiuto si è preferito alimentare il sistema delle discariche, ingovernabile, che ha aumentato i costi di smaltimento, con un sistema troppo spesso clientelare che alimenta sistemi criminali. Siamo arrivati a un punto di non ritorno". Musumeci vuole affidare alle nove province il compito di gestire i rifiuti e accelerare il processo di liquidazione delle Srr e degli Ato. "Di 33 Srr in Sicilia ne funzionano solo quattro", ha spiegato Musumeci.

17.29 - Sanità: "Il Governo ha già approvato una delibera di indirizzo sulla riforma della rete ospedaliera. L'iter avviato dal governo Crocetta si era interrotto. In questi mesi si provvederà a una parziale revisione della rete, che terrà conto del lavoro svolto dall'assessore Gucciardi e delle sollecitazioni che arrivano dai territori. Non dobbiamo partire da zero dunque".

17.24 - Formazione professionale: "Dobbiamo favorire la ripresa delle attività, da troppo tempo in una situazione di stallo. Pensiamo a un nuovo patto di collaborazione con gli enti. Ci assumeremo la responsabilità di assicurare la continuità del lavoro. Ma basta con la formazione di attività professionali che il mercato non chiede. Per questo stiamo operando un censimento sull'albo dei formatori professionali".

17.18 - "L'Arpa, deve attivare una sinergia con le procure della Repubblica per evitare disastri ecologici. Inoltre, ci stiamo affrettando a capire perché il registro per i tumori non è mai stato seriamente attivato nelle tre aree petrolchimiche di Gela, Siracusa e Milazzo". Il governatore poi affronta il tema abusivismo: "Sarebbe da sprovveduti generalizzare su questo tema e dire che tutte le case abusive sono da abbattere. Lo dico con grande serenità. Ma non esiste l'abusivismo di necessità, questo sia chiaro".

17.11 - Turismo: "Dobbiamo creare una rete tra i soggetti che si muovono sul territorio. La promozione arriva dopo il coordinamento. La promozione deve conquistare spazi stranieri. Il turista non va aspettato, dobbiamo cercarlo a casa sua, partecipando alle fiere, alle esposizioni. E poi preparare il territorio ad accoglierli. I grandi eventi di intrattenimento e di spettacolo vanno promossi almeno un anno prima". Il governatore poi lancia uno slogan: "Meno politica nel teatro e meno teatro nella politica.

17.05 - Tema Fondi europei. "Il tasso delle somme impegnate e spese è quasi pari all'1%. Muoriamo di sete mentre davanti a noi scorre un copioso fiume di acqua potabile. È necessario rimodulare i fondi europei subito".

17.04 - "L'Ente di sviluppo agricolo va soppresso. E sul credito? Stiamo pensando a una sola realtà che le metta insieme, per poter semplificare l'accesso al credito. Bisogna ripensare alla sorte dell’Irfis, venuta meno alla propria funzione istituzionale, ma anche alla sorte dell’Ircac e della Crias".

17.00 - "Il principale obiettivo della politica economica del mio governo è quello di aumentare l'occupazione e quindi la base economica di questa regione. Ridurre la dipendenza della Sicilia dalle imprese del Nord, almeno per il settore dell'agro-alimentare e nel settore dello sfruttamento delle nostre risorse naturali. La nostra isola è solo un mercato di consumatori di prodotti non locali, e non è sciocco protezionismo lavorare per invertire questa tendenza, incoraggiando e sostenendo il made in Sicily". 

16.55 - "Le aziende devono essere il cuore dell'economia. La Sicilia è ancora oggi troppo poco attraente sul piano degli investimenti. Sia per via di ataviche diseconomie (carenze infrastrutturali, fenomeno criminalità), ma anche per le incertezze legislative e la lentezza della pubblica amministrazione. Agli imprenditori serve una burocrazia efficiente e coraggiosa".

16.50 - Il governatore passa al tema Autonomie locali: "La presenza della Regione, è stata assai rara e poco incisiva. Vogliamo provare a sanare i problemi del passato sul fronte dei precari, non siamo gli unici attori, ma la nostra parte vogliamo farla per intero. Le ex province devono essere potenziate. La Regione deve essere arbitro non giocatore. Deve intervenire solo quando lo impongono situazioni di particolare necessità: i giocatori sul territorio devono essere le province, gli enti locali, i privati organizzati. Alle province devono essere date più competenze, altro che smantellarle. E difendiamo l'elezione diretta dei vertici. Questa è una conquista della democrazia".

16.46 - Il governatore affronta la situazione dei conti: "I recenti accordi con lo Stato vanno ripensati se vogliamo pensare a investimenti e crescita. È stato preferita una prospettiva di breve periodo a discapito di una programmazione di lungo periodo. Forti criticità sono emerse dall'analisi dei conti del nostro governo. Dobbiamo correre ai ripari attraverso un fitto e proficuo confronto con Roma".

16.41 - "Il prerequisito essenziale è una decisa azione di contrasto alla mafia comunque si manifesti". Il presidente della Regione ricorda il messaggio Piersanti Mattarella, commemorato qualche giorno fa: "Il suo messaggio è tuttora di grande attualità: i mafiosi prima di cercare morti cercano alleati". "La commissione Antimafia ha ancora molto da fare, pur nei limiti che ha", ha detto il governatore.

16.39 - "Siamo consapevoli di dover portare a termine la riforma del nostro Statuto, alla luce del nuovo contesto nazionale e internazionale. Ma questo non può essere un alibi per tenere la nostra regione nel ruolo della Cenerentola europea".

16.34 - "Questo programma - dice il governatore - sarà una guida per i prossimi 5 anni. L'obiettivo che abbiamo è quello di restituire ai siciliani una regione normale. Facendo lievitare una fiera consapevolezza, che sia argine contro i fenomeni criminali e la rassegnazione". Il presidente apre con un attacco a quel giornalismo "fatto di ostilità e pregiudizi".

16.33 - Musumeci inizia il suo intervento salutando tutti i siciliani, "sia in patria che all'estero".

16.23 - La seduta si apre con il vicepresidente Giovanni Di Mauro. In aula, tra i banchi del governo, il presidente Musumeci e buona parte dei suoi assessori.