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Le foto segrete della mafia
I verbali: terremoto a Palermo


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Foto, soldi e relazioni pericolose. L'anticipazione del mensile “S” in edicola.

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PALERMO – Le foto degli investigatori documentano i segreti della mafia. Il pentimento di Francesco Chiarello, uomo del racket a Borgo Vecchio, aveva costretto il clan a pigiare sull'acceleratore per garantire continuità.

Il mensile “S” in edicola dedica uno speciale, dal titolo “Spiati”, alla mafia palermitana. Arrestato un capo qualcuno deve essere pronto a subentrargli. È la regola principale dell'organizzazione. Chi resta fuori deve portare avanti gli affari, riscuotere il pizzo, pagare gli stipendi dei picciotti e garantire l'assistenza economica dei detenuti e delle loro famiglie.

Cristian Cinà giunge al bar Kentia in sella a uno scooter



I fratelli Tantillo, Domenico e Giuseppe, che al Borgo Vecchio detenevano il potere, erano certi di avere i giorni contati. Prima o poi li avrebbero arrestati. E così si attivarono per la successione.

Elio Ganci e Michele Zizza nei pressi dell’ingresso del bar Kentia.



Ecco come ricostruisce quei giorni Giuseppe Tantillo, che nel frattempo ha deciso di collaborare con la giustizia. Le sue dichiarazioni sono entrate a fare parte dell'ordinanza di custodia cautelare che il mese scorso ha raggiunto diciotto persone. A cominciare da Elio Ganci, indicato dai carabinieri del Nucleo investigativo del Comando provinciale di Palermo, come l'ultimo uomo forte della cosca.

Elio Ganci e Cristian Cinà sostano sull'uscio del bar



Poi, ha aggiunto altri particolari sulla nomina di Ganci: “Noi avevamo domandato a lui se era disponibile, nel caso ci fossero stati arresti se lui era disponibile a proseguire diciamo questa.... l'estorsione, cioè la reggenza del Borgo Vecchio, in cui noi parlammo con Calcagno e in quanto ci portò un giorno a Di Giovanni.... a Gregorio Di Giovanni (già condannato per avere retto il mandamento di Porta Nuova, è uno degli scarcerati eccellenti per fine pena, ndr) in quanto si decise che Elio Ganci potesse gestire la famiglia del Borgo Vecchio. E ci fu un incontro, che ci siamo spostati al Bar Kentia”.

Elio Cinà parla al cellulare conversa al proprio cellulare, mentre Cinà gli sta di fianco



Davanti al Kentia di via Principe di Scordia c'era un gran viavai. E c'erano pure le telecamere dei carabinieri a filmare gli incontri di boss e picciotti del Borgo Vecchio. Sul mensile “S” in edicola tutte le foto.