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Ingroia e gli altri: i nomi in blilico
Parte il “repulisti” di Musumeci


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Il governatore scrive alle partecipate: “Convocare presto le assemblee”. Quali sono le poltrone “a rischio”.


PALERMO - La lettera è partita oggi da Palazzo d’Orleans. Ed è stata recapitata a tutte le società regionali. Il contenuto, è semplice:
il presidente della Regione Nello Musumeci ha chiesto agli organi che attualmente guidano le spa di convocare prestissimo le assemblee dei soci. Con un ordine del giorno chiarissimo: l’elezione dei nuovi consigli di amministrazione o dei nuovi amministratori unici.

“Si invita la signoria vostra – scrive Musumeci – a convocare, con urgenza e in ogni caso entro e non oltre la data del 5 febbraio 2018 in seconda convocazione, l’Assemblea ordinaria dei soci con il seguente punto all’ordine del giorno: conferma, revoca, modifica o rinnovo dell’organo d’amministrazione della società”.

Una richiesta da assolvere presto, quindi, da parte delle società. Visto che l’azione del presidente della Regione altro non è che la prima, ufficiale traduzione delle norme sullo spoils system. Una norma che assegna al nuovo governo novanta giorni, a partire dalla proclamazione del governatore, per revocare le nomine volute dall’esecutivo precedente.

E il limite dovrebbe cadere intorno al 16 febbraio, visto che la proclamazione di Musumeci è avvenuta il 18 novembre scorso. Insomma, rimane meno di un mese. E adesso le società dovranno adeguarsi al richiamo del governatore che rappresenta in molti casi il “socio unico” Regione, in altri comunque il socio di maggioranza. Ovviamente, in qualche caso non è escluso che si possa andare verso qualche conferma. È il caso dell’Irfis, ad esempio, dove la posizione di Alessandro Dagnino non sembra al momento in discussione.

Iniziano invece a scricchiolare le poltrone delle aziende che attualmente vedono alla guida uomini scelti direttamente dal precedente presidente della Regione Rosario Crocetta.  È il caso ad esempio di Antonio Ingroia a Sicilia Digitale (ex Sicilia e-servizi), anche se l’ex pm aveva ammesso di non considerarsi “in bilico” e di essere fiducioso in una conferma anche nell’era Musumeci. E ancora, è il caso di Gaetano Montalbano, amministratore unico di Seus, la società che gestisce il 118 in Sicilia, una di quelle in cui lavora il maggior numero di dipendenti. E ancora, ecco Sergio Tufano, commercialista vicino a Crocetta oggi alla guida della società Sas, Massimo Finocchiaro, amico personale di Crocetta oggi a capo della società dei trasporti Ast, Emanuele Zappia alla guida del Mercato Agroalimentare siciliano. E dopo le società, sarà quasi certamente la volta degli enti regionali, tanti e anche questi guidati da molti fedelissimi dell’ex governatore. Dall’Ircac dove è stato inviato, tra le polemiche, l’ex consulente di Crocetta Sami Ben Abdelaali e gli Istituti autonomi case popolari, dove sempre il governatore gelese, sotto elezioni, inviò militanti del suo movimento e componenti dei suoi uffici di staff. Adesso, anche le loro poltrone sono assai meno stabili.