Live Sicilia

Palermo

Partecipate, la partita di Orlando
Aperta la corsa ai nuovi vertici


Articolo letto 10.674 volte
comune di Palermo, leoluca orlando, partecipate, vertici partecipate palermo, Politica, Palermo

Si apre la corsa ai nuovi vertici di Amat, Rap e delle altre aziende partecipate dal Comune.


PALERMO – Un nuovo assessorato nato dalla riorganizzazione della macchina comunale, un cambio di deleghe, la riapertura delle candidature spontanee per i consigli di amministrazione. Il fronte delle aziende partecipate ha ricominciato a muoversi, dopo mesi di rinvii e la decisione di Leoluca Orlando di non fare coincidere nuove nomine con le elezioni regionali. Al centro il rinnovo dei vertici di tutte le società, i cui Cda sono scaduti lo scorso settembre, con Rap gestita dal consiglio sindacale.

L’urgenza con cui Orlando ha deciso di occuparsi dei nuovi vertici è testimoniata dai tempi: la prima determina sindacale dell’anno, pubblicata il 9 di gennaio, è stata proprio la riapertura del bando con cui raccogliere candidature per i posti nei consigli di amministrazione nelle partecipate. Segno che i curriculum arrivati con la prima selezione, scaduta ad agosto, non hanno convinto l'amministrazione, e che si spera che ci siano altre adesioni. Ma anche un modo per aprirsi alla società civile, che Orlando aveva già sperimentato nel 2012 quando, dopo il vaglio dei profili professionali dei candidati, finì però per mettere ai vertici delle aziende i suoi fedelissimi. Fu l’atto che portò, tra le altre cose, alla prima crisi di quella sindacatura, con le dimissioni dell’allora vicesindaco Ugo Marchetti proprio per questioni legate alle nomine.

Ma anche il cambio di deleghe deciso ieri è il segno che qualcosa si sta muovendo. Al nuovo assessorato alle Partecipate, creato con la riorganizzazione della macchina comunale voluta dal sindaco, è stato assegnato Sergio Marino, che è stato già ai vertici di Amia e che eredita le deleghe di Iolanda Riolo. Un cambio di passo che potrebbe segnalare l’arrivo delle nomine in tempi brevi soprattutto per Rap e Amat, le due aziende più importanti della partita, ma anche per le altre partecipate, di cui si devono rinnovare non solo i cda ma anche i collegi sindacali e quelli dei revisori dei conti.

I nomi che circolano con più insistenza tra i corridoi di Palazzo delle Aquile sono due, entrambi considerati possibili presidenti di Rap. Il primo è Ettore Artioli, presidente di Amat fino alla decisione di candidarsi alle elezioni politiche del 2013, che da alcuni viene indicato anche come possibile Direttore Generale dell’azienda che si occupa di rifiuti. Il secondo nome è invece quello di Antonio Tomaselli, ex presidente della seconda circoscrizione. Per le altre aziende la situazione rimarrebbe sostanzialmente immutata, con qualche piccolo cambiamento nei consigli d’amministrazione. Verrebbe confermata in questo modo l’impostazione del passato che vede i fedelissimi del sindaco a dirigere un settore delicatissimo e in cui hanno impiego settemila persone, quasi la metà dell’intera macchina amministrativa comunale.

Ma il giudizio dell’opposizione è critico: “Credo di non sbagliare pensando che qualcuno di interesse dell'amministrazione non ha presentato la domanda, e quindi si è riaperto il termine di presentazione per permettergli di partecipare – dice Fabrizio Ferrandelli, consigliere d’opposizione - Si è creata la metodologia del bando pubblico per poi fare scelte discrezionali, quando invece sarebbe più trasparente scegliere direttamente la governance delle partecipate senza creare illusione tra i professionisti della città". Ugo Forello, capogruppo del Movimento cinque stelle, sottolinea: “Abbiamo denunciato più volte questo ritardo di mesi nelle nomine ai vertici, che crea un danno alle stesse partecipate. Da questa situazione emerge una incapacità di rispondere ai problemi della città, per esempio per quanto riguarda l'ambito dei rifiuti. La riapertura delle candidature spontanee – aggiunge Forello – è segno del fatto che l’amministrazione non ha trovato le persone su cui aveva puntato, perché i nodi delle partecipate sono tutti delle patate bollenti”.

Di parere diverso Sergio Marino, neo assessore alle Partecipate: “Le nomine sono di esclusiva competenza del sindaco, e dunque anche i tempi sono dettati da lui. La riapertura delle manifestazioni d’interesse fa pensare a che saranno fatte in tempi rapidi, e che, rispetto alle nomine possibili, il sindaco ha bisogno di una platea più ampia”.