Live Sicilia

Il corsivo

Giletti, schiamazzi e maschere
Ma la Sicilia vera non c'è


Articolo letto 11.617 volte
Giletti milazzo non è l'arena video, Giletti milazzo pagliaccio, giletti milazzo sicilia

'Non è l'Arena' e gli stipendi d'oro. Tanta retorica, pochissima sostanza.


Ma davvero la Sicilia, con i suoi problemi tendenti al tragico, merita di finire nel tritacarne di una indifferenziata retorica?

Puntatone di 'Non è l'Arena', ieri sera, con Massimo Giletti, dedicata, in una sua parte, agli stipendi d'oro dell'Ars. Personaggi e intepreti: don Cosimo Scordato, sacerdote di trincea, molto vicino ai diseredati, Antonio Ingroia, leader della lista del Popolo per la Costituzione, amministratore di Sicilia -e Servizi, convocato al capezzale della società da Rosario Crocetta, Giuseppe Milazzo, capogruppo di Forza Italia e vittima designata per l'occasione.

Breve cronaca dell'evento. Per la verità, don Scordato ci prova, inizialmente, a ragionare: sulle emergenze, sull'Isola derelitta, ultima in tutte le classifiche, sui bisogni e sulla povertà. Una voce subito spazzata via da una tracimante marea che lascia le cose agganciate allo sfondo e porta la discussione sul piano inclinato – e, appunto indifferenziato - della sfida gridata in cui niente si distingue più.

Giletti incalza - a proposito, quanto prende di stipendio? Perché il primo qualunquista di passaggio potrebbe pensare che pure lui sia, in fondo, un 'privilegiato' – e conciona: “Non fate i giochi di parole, non giochiamo con le parole, capito!? Se lei viene qua a fare il pagliaccio, in questo modo...”. Un intervento fiammeggiante sostenuto dal pubblico in sala che punteggia ogni affermazione con un 'oooohhhh', come i bambini di una celebre canzone.

Antonio Ingroia è perentorio – a proposito, il secondo qualunquista di passaggio potrebbe farsi pure qualche, sicuramente maligna, domanda sulla 'kasta' della burocrazia regionale e affini - nel dare su la voce al combattivo Milazzo che l'interrompe: “Stia al suo posto... Stia zitto che non sa niente. Lei ignora ciò di cui parla! Lei non capisce niente, stia zitto!”. Né può mancare il passaggio, sempre sacrosanto, ma nell'occasione, chissà, un tantino demagogico e assai siciliano: “Una terra che ha visto il sangue di tanti servitori dello Stato”. Arrivano le tabelle, in studio, però, davvero, nessuno ci capisce più nulla, tra intemerate, affondi, parate, mentre il malcapitato e tenace Milazzo – che dà del tu a tutti – si comporta, ormai, come il giapponese asserragliato nella giungla e si arrabbia pure con chi gli chiede: scusi, che ore sono? Fino all'auto-celebrazione del conduttore: “Io starò sempre dalla parte di gente come don Scordato”. Applausi. Sipario.

E la Sicilia? Non c'è, si intravvede appena oltre lo schiamazzo della grancassa mediatica. Eppure, ci sarebbe di che parlare, con argomenti concreti, sofferenze e coscienza, a cominciare dalle più recenti notizie del disastro che descrivono una regione poverissima e senza prospettive. Invece non accade ed è forse questo il destino più tragico. Siamo il teatro di tutte le maschere. Il resto è deserto.

IL VIDEO