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La vertenza

Ex Pip, non arriva la proroga
In dubbio il pagamento dei sussidi


, Cronaca, Palermo
Una manifestazione degli Ex Pip

Il mancato rinnovo di una convenzione mette a rischio i pagamenti per 2900 lavoratori.


PALERMO – Un malinteso tra uffici tiene con il fiato sospeso 2900 lavoratori ex Pip, che a gennaio non hanno percepito il sussidio e rischiano uno stop dei pagamenti che potrebbe durare mesi. A impedire l’erogazione delle somme la mancata proroga di un accordo tra Inps e Regione. Per la Fisascat Cisl “si rischia l’emergenza sociale, chi fa il proprio lavoro non può essere schiacciato da problemi burocratici”.

La vicenda riguarda i lavoratori compresi nel bacino ex Pip, ovvero componenti del Piano di reinserimento professionale. Dopo complicate vicende burocratiche e finanziarie, le quasi tremila persone del progetto percepiscono un sussidio per il lavoro svolto tra dipartimenti ed enti regionali, ospedali, uffici giudiziari, onlus, scuole e parrocchie. I sussidi sono coperti dalla Regione, ma sono erogati dall’Inps, con cui gli uffici regionali hanno stipulato una convenzione.

Ed è proprio nel rinnovo della convenzione che la macchina si è inceppata. A novembre, Inps aveva fatto sapere di non volere più continuare a erogare i sussidi, e aveva avvertito l’assessorato al Lavoro. “Con l’Inps di Palermo abbiamo ottimi rapporti di lavoro – dice Antonio Parrinello, dirigente generale del Dipartimento del lavoro – e proprio in virtù di questa collaborazione l'Inps regionale aveva concesso tre mesi di proroga alla convenzione, con la possibilità di stipularne un’altra per il 2018”. Gli uffici regionali dell’ente previdenziale, dunque, avevano concesso la continuazione del servizio fino a marzo di quest’anno.

Venerdì scorso, però, la cattiva notizia. Dagli uffici di Roma dell’Inps, infatti, è arrivato lo stop a qualsiasi altra convenzione, e persino alla proroga di tre mesi. Senza la quale gli ex Pip non hanno potuto ricevere il sussidio di gennaio, e rischiano un ritardo anche per i prossimi mesi. “Si rischia un problema sociale – dice Mimma Calabrò, segretaria Fisascat Cisl – perché spesso si tratta di nuclei familiari con un singolo lavoratore. Non si possono lasciare intere famiglie senza sussidio per problemi burocratici”. All’allarme del sindacato si è affiancato l’interesse della Regione, dalla presidenza all’Assessorato al bilancio a quello del lavoro. Da cui oggi trapela un moderato ottimismo: da Roma arrivano notizie sull’intenzione di prorogare di tre mesi la convenzione. “Non abbiamo ancora ricevuto nulla di scritto – dice Parrinello – ma ci hanno assicurato che copriranno il servizio fino a marzo. Se poi la convenzione non verrà rinnovata, avremo tutto il tempo di organizzarci per erogare noi stessi il servizio”.

“Siamo intervenuti a tutti i livelli per sbloccare la proroga di tre mesi e consentire nell’immediato il pagamento del sussidio”: per Mimma Calabrò, l’impasse burocratica degli ultimi giorni è “l'occasione per predisporre gli atti per e affidare alla Regione l'erogazione del sussidio, con un enorme risparmio dei costi diretti dell'Inps. Chiediamo agli assessori al Lavoro e al Bilancio di convocare un tavolo per capire quale sarà il futuro dei lavoratori, che svolgono gli stessi compiti dei dipendenti regionali ma senza le stesse garanzie. È il momento – conclude Calabrò - di pensare a percorsi di stabilizzazione”.

La nota dell'assessore regionale al Lavoro Mariella Ippolito. “I diritti di Asu e Pip non si toccano! Lo scorso 5 febbraio, immediatamente dopo aver appreso del parere negativo espresso dalla Direzione Generale dell'Inps alla proroga della convenzione per l'erogazione di sussidi ai lavoratori coinvolti, ho chiesto al Ministero del Lavoro e allo stesso Istituto un urgente incontro istituzionale per verificare le condizioni necessarie ed utili per l'idonea soluzione della problematica, garantendo l'erogazione di sussidi dovuti per legge, indispensabili per il sostentamento delle persone coinvolte e delle loro famiglie in difficoltà”.

Lo ha detto l'assessore regionale del Lavoro Mariella Ippolito intervenendo sulla decisione che nelle ultime ore ha adottato la direzione generale dell'Inps. “Intanto – ha continuato l'esponente del Governo Musumeci – il 6 febbraio, ho acquisito dal dirigente del Dipartimento del Lavoro tutta la documentazione relativa alle precedenti interlocuzioni con la Direzione Regionale dell'Inps, la quale aveva prospettato la disponibilità alla prosecuzione dei rapporti convenzionali, che negli anni hanno consentito e garantito il corretto pagamento, nel rispetto di tutte le condizioni di legge, dei sussidi che interessano quasi 9.000 lavoratori. A riprova di questa possibilità, già nel mese di gennaio avevamo infatti erogato le risorse necessarie per il pagamento del sussidio dello stesso mese. A questo punto, forti delle nostre ragioni, non permetteremo ai soggetti implicati direttamente o indirettamente in questa vicenda di scaricare le proprie responsabilità sul Governo Regionale. Invito inoltre certe organizzazioni sindacali a non esasperare gli animi dei loro iscritti reali o, a maggior ragione, di quelli potenziali. Con estrema lucidità – ha concluso l'assessore Ippolito -, va chiarito che una gestione diretta dei servizi di pagamento, in assenza del complessivo sistema informativo istituzionalmente in possesso dell'Inps, sarebbe impraticabile per la Regione”. Della vicenda è stata informata anche la Prefettura di Palermo.