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Faccia a faccia Musumeci-Miccichè
Dirigenti generali, nomine in arrivo


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Prima il vertice di maggioranza. Poi il confronto tra i presidenti. Lamentele nella maggioranza.


PALERMO - Aggiornamento Dopo il vertice di maggioranza, l’incontro tra presidenti. Previsto per stasera a Palazzo d’Orleans un confronto tra
Gianfranco Miccichè e Nello Musumeci. Al centro, la vicenda delle nomine dei dirigenti generali. E forse anche quelle dei vertici di Asp e ospedali.

Il presidente dell’Ars questo pomeriggio ha convocato i segretari regionali e i capigruppo delle forze di maggioranza, dopo avere registrato malumori e tensioni. Diversi partiti alleati del governo, infatti, non avevano apprezzato alcune dichiarazioni del governatore relative al possibile arrivo di dirigenti esterni, e hanno lamentato il “mancato coinvolgimento” nelle scelte. Malumori rappresentati anche in occasione del vertice tenuto all’Ars nel pomeriggio. E che Miccichè sta “notificando” al presidente della Regione, in vista della giunta di domani, quando si metterà mano alle nomine dei dirigenti generali. E forse, si parlerà anche di altre nomine: quelle dei manager di Asp e ospedali. Ma c’è un nodo da sciogliere: il governatore ha deciso di operare nomine “transitorie” per le società partecipate, per evitare che le nomine definitive venissero calate nel corso della campagna elettorale. Sarà così anche per i capidipartimento e per i direttori generali della Sanità? Intanto, anche gli assessori sono a Palazzo d’Orleans. Stanno incontrando i sindacati regionali, con un occhio alle nomine. La legge prevede infatti che siano gli assessori competenti, quasi tutti espressione di una forza politica, a sottoporre alla giunta di governo il nome dei dirigenti generali. Quelle nomine, insomma, passeranno dalla politica. E testeranno la solidità della giunta di Musumeci.

Le lamentele nella maggioranza

La tensione è alta. E così, i big della coalizione di centrodestra hanno deciso di vedersi, guardarsi negli occhi, prima che sia troppo tardi. Prima, cioè, di domani, quando la giunta di governo potrebbe varare il primo valzer dei dirigenti generali, a pochi giorni dalla scadenza fissata dalla norma sullo spoils system. E così, il coordinatore di Forza Italia Gianfranco Micciché ha convocato a Palazzo dei normanni i segretari regionali e i capigruppo dell'alleanza che sostiene l'esecutivo. Non è presente Musumeci.

Eppure il tema è caldissimo. E i malumori tanti e diffusi. A cominciare da quelli suscitate dalla “anticipazioni” dello stesso governatore che pochi giorni fa ha parlato, intanto, dell'apertura a dirigenti generali esterni. Il nome che al momento sembra suscitare maggiori dubbi e mal di pancia è quello di Roberto Sanfilippo che Musumeci vorrebbe alla guida del dipartimento della Programmazione. L'altro nome in ballo è quello di Gianni Bocchieri, che andrebbe a guidare il dipartimento della Formazione professionale. E c'è poi un possibile terzo nome. A sorpresa, ma nemmeno troppo, visto che di Massimo Russo si era parlato anche alcune settimane fa.

Ma quello degli esterni non è l'unico nodo. Perché per attuare a pieno lo spoils system, di fatto Musumeci potrebbe revocare l'incarico della maggioranza dei burocrati. Nelle ultime ore è filtrata l'ipotesi della conferma di pochi attualmente in carica: tre o quattro al massimo. Che si aggiungerebbero agli esterni, appunto. Affidando a questi anche gli interim di altri dipartimenti. In vista, ovviamente, del voto del 4 marzo, quando si potrebbe decidere di incaricare i “nuovi” direttori, quelli col “bollino” della politica. Un po' lo schema finora seguito per le rotazioni degli amministratori delle società partecipate regionali.

Ma come detto, i primi passi sembrano già suscitare diversi malumori. I rappresentanti dei partiti che fanno parte della coalizione non si sono sentiti sufficientemente "coinvolti" nelle scelte. Quelli di Musumeci, a molti di loro sono apparse come annunci legittimi, ma anche affrettati. Prima, spiega qualche big della coalizione, sarebbe stato preferibile un confronto con i partiti. Le tensioni, però, sono anche tra i partiti stessi. Alla riunione di oggi, intanto, non ha preso parte Fratelli d'Italia, mentre qualche attrito è stato registrato anche all'interno dei “Popolari e autonomisti” tra la componente che fa capo a Saverio Romano e quella riconducibile a Raffaele Lombardo. E domani la giunta potrebbe far esplodere definitivamente la questione. Ma la guerra dei dirigenti generali sta già provocando una nuova breccia nella maggioranza di Musumeci.

Romano: "Nessun attrito"

"Nessun attrito tra Popolari e Autonomisti sul tema dei dirigenti regionali. Nel corso dell’incontro avuto con Roberto Di Mauro non abbiamo toccato questo tema ma abbiamo sorriso nel leggere su Livesicilia di nostri fantasiosi attriti che esistono solo per la fonte segreta della testata". Lo dichiara Saverio Romano.