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MARIANNA CARONIA

"Abolire la doppia preferenza?
Dal mio partito idea maschilista"


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"Un problema per le candidate che non fanno le soubrette. Le deputate stiano dalla mia parte".


PALERMO - La parlamentare regionale di Forza Italia,
Marianna Caronia, non ha decisamente gradito l'iniziativa del suo capogruppo, Giuseppe Milazzo, di presentare un disegno di legge con cui si vuole abolire la legge sulla doppia preferenza di genere. "Evidentemente - scrive Caronia in una nota - una certa mentalità, che vorrebbe relegare la donna a far la casalinga e che è costretta malvolentieri a dover accettare i tanti ruoli importanti che la donna si è conquistata nella società civile, non riesce in nessun modo ad accettare e digerire che una donna possa far politica e possa scalzare un uomo da alcune 'poltrone' che ritengono essere di loro assoluto e totale proprietà e dominio".

Marianna Caronia parla di "sdegno" riferendosi al testo del disegno di legge: "Non avendo io nessun passato da modella, soubrette, ballerina o da donna di spettacolo, professioni queste che, per carità, apprezzo e di cui ho il massimo rispetto, ma essendo al contrario solamente una donna, come tantissime altre, impegnata seriamente e in maniera esclusiva in politica e che non ha mai goduto di alcuna corsia preferenziale e si è sempre conquistata col voto la rappresentanza nelle diverse Istituzioni, posso forse esprimere più di altre, con forza e con sdegno la mia più totale contrarietà al preannunciato disegno di legge del collega di partito". 

"Non credo infatti che la finalità di questa 'brillante' iniziativa - prosegue, con ironia - sia quella di migliorare l’attuale normativa in direzione del raggiungimento di una vera parità di genere, ma sono certa invece che si vuole perseguire esattamente il contrario". Per Marianna Caronia, infatti, è necessario piuttosto un miglioramento della norma, anche a livello nazionale: "La obbrobriosa legge elettorale (voluta da tutti i partiti, nessuno escluso) con cui andremo a votare il prossimo 4 marzo - precisa - che ha peraltro espropriato ad ogni cittadino di poter scegliere colei/colui che dovrà rappresentarlo/a in Parlamento, ha drammaticamente evidenziato il disagio, la stizza e la difficoltà dei partiti obbligati a presentare liste che, sia pure solamente al 40% e non al 50% come sarebbe stato giusto, offre alle donne, naturalmente alle sole rigidamente scelte dai capipartito, di avere ruoli Istituzionali ed eventualmente di Governo".

"E poiché le donne sono sempre state bistrattate e quindi impossibilitate ad accedere alla politica qualunque normativa a favore della parità di genere, quella sulla doppia preferenza e quant'altro, non vanno assolutamente abolite ma decisamente migliorate. Per quanto può valere - conclude - contando anche sulla solidarietà delle mie colleghe indipendentemente dalle singole appartenenze, mi opporrò con tutte le mie forze ad un ritorno a un passato, maschilista e di oscurantismo politico".