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Da Palermo a Santa Cristina Gela
Natura, vento, pioggia e...


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Uno scorcio del Cammino

Inizia il percorso di un pellegrino lungo la Magna Via Francigena. LE FOTO

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PALERMO - Inizia il racconto a tappe di Sandro. Percorrerà la Magna Via Francigena. Ci racconterà le sue sensazioni lungo il Cammino, accompagnate da scatti fotografici.

PRIMA TAPPA PALERMO-SANTA CRISTINA GELA

"Ero davanti al piano della Cattedrale, stamani all'alba. Ero nella mia Palermo, ma sembrava di essere a San Jean Pie de Port, piccolo comune francese, la prima tappa del Cammino di Santiago. Dopo mesi e mesi di siccità siamo arrivati noi pellegrini e abbiamo portato la pioggia. Alleluia.
La notte prima di ogni Cammino è sempre qualcosa di speciale. Questa volta lo sarà ancora di più. Camminerò lungo i sentieri della mia terra per riscoprirne bellezza, energia e magia. Con me ci saranno due compagni di viaggio. Li chiamerò l’ingegnere e l’infermiera.
Sono partito dalla Cattedrale, ad una manciata di metri dal Liceo che ho frequentato da ragazzo. Chiudo gli occhi e penso alla ragazza e agli amici di allora. Quasi nove ore di camminata, 32 chilometri, 43.854 passi per arrivare a Santa Cristina Gela.
Abbiamo battuto per lo più strade cittadine. Il Corso Calatafimi sembra non finire mai. Una scalinata porta al santuario di Santa Maria La Reale o della Grazia. Merita una visita.
Poi, Monreale con il duomo che toglie il fiato. Finalmente, il silenzio della campagna. Vento e pioggia sono stati i compagni di viaggio. Abbiamo allenato la “resilienza”, e cioè la capacità di reagire alle avversità.
Forse è stata la tappa più dura che abbia mai camminato in tanti anni. Lungo la strada, tra Altofonte e Santa Cristina Gela, uno sfregio alla natura che resta bellissima. Un frigorifero dismesso, spazzatura e bottiglie rotte tra gli alberi. Un caso isolato, fortunatamente. Speriamo che non si ripeta.
Penso agli stranieri che percorreranno la Magna Via Farncigena. Se invitiamo qualcuno a casa nostra la facciamo trovare pulita e non sporca. Che dite? 
L’accoglienza in paese è stata eccezionale così come il famoso cannolo e una cena succulenta con prodotti di qualità. È questo che mi piace vedere nella mia terra. Gente che si prodiga per dare eccellenza. Rispettiamo la nostra terra e diamo il meglio che sappiamo dare nel modo in cui in tanti ci invidiano proprio per il modo in cui lo facciamo, col cuore e generosità... Tutto il resto lascia il tempo che trova... E qui chiudo ogni discorso perché comunque siamo sempre persone che si trovano in casa di altri ed in quanti tali dobbiamo entrare in punta di piedi come se fossimo in un negozio di cristalli di Boemia
".

Sandro Casuccio.