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Verso le Politiche

Strette di mano, sorrisi e abbracci
Dore Misuraca passa al Pd


, Politica

Dal centrodestra al centrosinistra (passando per Alfano). Il nuovo acquisto dei democratici.


PALERMO- La nota è scoppiettante, frizzante e gioviale, come si conviene all'evento: "Sono orgoglioso dell’adesione di Dore Misuraca al Pd. E’ la conferma di un percorso di coerenza che parte dal sostegno ai governi di centrosinistra e prosegue con l’esperienza vincente delle amministrative di Palermo che ci ha visto insieme con la lista unitaria ‘Democratici e Popolari’. La scelta di Dore, così come quella di tanti che in queste ore stanno aderendo ai Dem, conferma la vocazione del Pd all’apertura e al pluralismo, una grande casa pronta ad accogliere tutti quelli che vogliono fermare gli estremismi e governare con serietà e responsabilità il Paese”.

Parole da gioiosa macchina da guerra 2.0, quelle di Davide Faraone, "che stamattina - si legge in una velina - insieme al segretario del Pd, Carmelo Miceli e al sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, hanno consegnato la tessera dei Democratici al parlamentare nazionale, Dore Misuraca. 'Chiamiamo a raccolta tutti quelli che vogliono essere argine ai populismi', ha sottolineato Leoluca Orlando che ha ribadito come il Pd sia 'l’unica proposta politica strutturalmente alternativa ai due populismi, quello disfattista che non sa governare del M5S e quello intollerante della Lega'”.

E in nozze tanto scintillanti, non poteva mancare la favella del novello sposo: “Quelle che abbiamo di fronte il prossimo 4 marzo - dice Dore Misuraca - sono elezioni decisive per il futuro del Paese: c'è il serio rischio che forze populiste ed estremiste mettano a repentaglio la stabilità del sistema Paese, garantita in questa legislatura con grande fatica e sacrifici dalle forze di maggioranza. All'interno di questa compagine, con coerenza ho portato avanti il mio percorso politico e condotto importanti battaglie in Parlamento insieme al Pd. Impegno politico che mi ha visto tra i promotori lo scorso anno della lista unica alle amministrative a Palermo con il Pd, il cui risultato ha contribuito alla riconferma del sindaco Orlando, e supportare con convinzione l'alleanza col Pd a sostegno di Micari alle ultime regionali”.

E vai col tango del mistero gaudioso di un Partito Democratico che imbarca tutti (ma proprio tutti, tutti, sia detto solo con riferimento alle storie di militanza, senza malanimo) a prescindere dal pedigree politico. Già era stata celebrata la santa alleanza con 'Luca' - al secolo Leoluca Orlando, sindaco di Palermo - nonostante un intenso cannoneggiamento negli anni scorsi. Lo stesso Faraone aveva definito, ieri, l'amico di oggi, così: "Il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando è rimasto ancorato alla preistoria".

Per Misuraca, basta scorrere la voce a lui dedicata su wikipedia, un po' a saltare: "Nel 1996 viene eletto all'Assemblea Regionale Siciliana – collegio elettorale di Palermo – nella lista di Forza Italia, risultando il primo degli eletti. Viene nominato Vice Presidente della Commissione Bilancio e Programmazione e nel 1998 è assessore agli Enti locali nella giunta Drago. Nel 2001 viene rieletto all'Assemblea Regionale Siciliana, sempre a Palermo, in Forza Italia, confermando il primato delle preferenze. Dal 2004 al 2006 ha ricoperto il ruolo di Capogruppo di Forza Italia in Assemblea Regionale. Nel 2006 viene rieletto per la terza volta all'ARS ed è contestualmente nominato Assessore al Turismo, Comunicazioni e Trasporti della giunta Cuffaro. Nel 2008 viene eletto alla Camera dei Deputati nelle liste del Popolo delle Libertà. Nel febbraio del 2013 viene rieletto alla Camera dei deputati nelle liste del Popolo delle Libertà. Il 16 novembre 2013, con la sospensione delle attività del Popolo della Libertà, aderisce al Nuovo Centrodestra guidato da Angelino Alfano...". Etc, etc, etc... da Alfano al Pd, il passo è stato breve. Chi vuole, se può, smentisca un tale cursus honorum.

Ora, dando per scontato che tutti i cambiamenti citati siano avvenuti per supreme esigenze ideali, senza tornaconto alcuno, ché mai ne dubiteremmo, si deve confessare che la suddetta foto, a corredo dell'evento, pone, forse, qualche problema di identità. Come vedere - per esempio - Totti con la maglia della Lazio, la maionese sulla pasta e fagioli, o la 'Gioconda' appesa al muro di un bagno.

E qualcuno potrebbe pensare che questo Pd a trazione renziana, nella sua ossessione di omologare i diversi per vincere, perderà. Perché l'elettore residuo votante sarà pure confuso, obnubilato e stanco. Ma mica è scemo.