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POLITICHE 2018

Forza Italia, il ritorno di Cascio
"Il 4 marzo stravinceremo"


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Da sin. Francesco Scoma, Giulio Tantillo, Renato Schifani, Francesco Cascio

Sul palco Schifani, Scoma, Tantillo e Milazzo. L'ex presidente Ars: "Come iniziare una nuova vita".


PALERMO - Era l'apertura
 della campagna elettorale del candidato alla Camera dei Deputati Francesco Cascio, questa mattina al Mondello Palace, ma è stata 
in realtà l'occasione per inaugurare la campagna elettorale di tutta Forza Italia in Sicilia. Sul palco, assieme all'ex presidente dell'Assemblea regionale siciliana, infatti, c'erano anche il senatore Francesco Scoma, l'ex presidente del Senato Renato Schifani e il deputato nazionale e consigliere comunale Giulio Tantillo. In platea, un'altra candidata azzurra Domitilla Giudice, figlia dell'ex deputato Gaspare, e Franco Mineo, padre del giovane candidato Andrea. "Per me è come iniziare una nuova vita, sono stato lontano dalla politica per un po' ma questo bagno di folla è incredibile e se le aspettative sono quelle che ci consegnano i sondaggi non posso che sperare bene e la realtà potrebbe essere addirittura migliore", ha detto Cascio, arrivando al Palace. E il suo antico amico-nemico Francesco Scoma ha ribadito: "Se non fosse stato per Gianfranco Micciché non saremmo tutti qui". Ma il presidente dell'Ars oggi non era presente all'evento di Mondello.

Il ritorno di Francesco Cascio alla politica e a Forza Italia, dopo la permanenza nel partito di Angelino Alfano, è stato il refrain della giornata. "Vi riconsegniamo Francesco Cascio", ha detto l'avvocato Nino Caleca, ex assessore di Crocetta, aprendo la giornata. "Avevamo scelto un percorso per un nuovo centrodestra - ha detto Renato Schifani - e ci siamo ritrovati invece protagonisti involontari di un percorso per il poltronificio. Quando non ci siamo più riconosciuti in quell'atteggiamento, abbiamo dimostrato che la politica seria esiste ancora e abbiamo scelto di seguire gli ideali". Anche perché, ha aggiunto Schifani, "questo trasversalismo, questo qualunquismo, allontana la gente dalla politica e la trascina verso il populismo del Movimento 5 stelle. Che, ve lo confermo dopo anni in Senato con loro, non hanno nemmeno un progetto politico". Di "pericolo 5 Stelle" ha parlato anche Giulio Tantillo, seduto sul palco accanto a Giuseppe Milazzo, capogruppo di Forza Italia all'Ars. E Cascio sui grillini ha aggiunto: "Singolarmente sono anche brave persone, ma insieme sono come una setta di fanatici manovrati da una persona sola, Casaleggio, il figlio, che è anche peggio del padre".

Quello di questa mattina è stato per Cascio il primo evento pubblico dopo un lungo periodo lontano dalla politica per via delle vicende giudiziarie che lo hanno visto coinvolto. "Sono stato troppo tempo in silenzio - ha detto, aprendo il suo intervento. - Quando mi hanno tolto la parola mi hanno tolto l'anima. Non ci avrei scommesso sulla possibilità per me di tornare in politica e invece oggi sono qui, perché quando il 29 novembre dello scorso anno sono stato assolto ho sentito di nuovo forte la voglia di riscatto". "In questo periodo in cui sono stato lontano dalla vita pubblica - ha aggiunto - in realtà ho riscoperto la vera politica. Perché la politica si fa anche e soprattutto al di fuori del Palazzo e io sono sempre stato un politico che ha costruito il proprio lavoro sul confronto con la gente".

Dal pulpito, davanti a una gremita sala di sostenitori e colleghi, Cascio si è tolto qualche sassolino dalla scarpa in merito ai procedimenti penali che lo hanno visto coinvolto e di cui ha sottolineato "la sorprendente coincidenza con eventi della sua vita pubblica". "Nessuno mi toglie dalla testa - ha detto - che chi allora, quando avrei potuto candidarmi per la Presidenza della Regione, ha manovrato affinché Rosario Crocetta fosse l'uomo del centrosinistra abbia anche avuto un ruolo in questa vicenda, perché allora si mossero dei veri poteri forti per quelle elezioni. Mi fecero sparire dai radar con l'annuncio di un'indagine che fu sparata in prima pagina ma il cui avviso di garanzia mi arrivò un anno dopo e in nove mesi la Procura chiese l'archiviazione".

Duro attacco anche al sindaco di Palermo, Leoluca Orlando. "Stavo pensando di candidarmi a sindaco di questa città quando è arrivata l'inchiesta per la mia villa di Collesano. Candidarsi quando Orlando è ancora in pista? Impossibile. Un annuncio per tutti voi: se state pensando di candidarvi a sindaco di Palermo alle prossime amministrative potrete farlo perché Orlando non sarà più in pista".

"Proprio per tutto quello che vi sto raccontando ho deciso di candidarmi per la Camera dei deputati - ha aggiunto - perché ci sono moltissime cose da fare per questa Italia, a cominciare proprio dalla riforma della giustizia. Il sistema giudiziario così com'è a volte può anche frenare lo sviluppo della società".

Di fronte alla sala piena di gente, con tutti i posti a sedere occupati e con altri in piedi, Cascio si è azzardato a fare una previsione: "Sono convinto che noi queste elezioni le stravinceremo. Il voto è impersonale, ma ognuno di noi ci mette la faccia. La mia campagna elettorale è per il partito, siamo una squadra, si vota Forza Italia - Berlusconi presidente".