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A PALERMO

Renzi: "Bene Orlando nel Pd
Solidarietà a Massimo Ursino"


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Il leader del Pd sul palco del Teatro Massimo per il voto del 4 marzo: "Contenuti, non parole".


PALERMO - Matteo Renzi è arrivato a Palermo e sul palco del Teatro Massimo ha tenuto il suo comizio per la campagna elettorale del 4 marzo. Un intervento breve in cui il segretario del Pd ha parlato di una "campagna elettorale lunare, surreale". "Sembra impossibile raccontare la verità. Ciascuno racconta una verità parziale, sta avvenendo in tutti i settori. Vogliamo affermare - ha proseguito - che è la realtà dei fatti quella che conta. Non quella che viene raccontata attraverso le fake news".

Il segretario del Pd non ha fatto alcun riferimento alle tensioni interne del suo partito, dove una fronda di "Partigiani" ha preso le distanze dalla politica del partito dopo la compilazione delle liste, ma ha dato il suo benvenuto al sindaco di Palermo, che da poco - prima della presentazione del suo fedelissimo Fabio Giambrone come capolista a Palermo - ha scelto di aderire al Pd: "La scelta di Leoluca Orlando di stare nel Pd è una scelta che mi onora e che mi rende felice".

Renzi ha fatto poi un riferimento ai fatti di Palermo, dove ieri un dirigente di Forza Nuova è stato aggredito in piano centro, non poteva essere omesso. "Io sono di quanto più lontano da Forza Nuova esista, ma voglio dare da questo palco tutta la mia solidarietà a quell'uomo che è stato picchiato. Diamoci una regolata. Dobbiamo abbassare i toni - ha ribadito - dobbiamo capire che non è questo il modo di esprimere le opinioni".

"La nostra scommessa - ha proseguito - è quella di stare sui contenuti. Il Pd ha permesso al Paese un clima di solidità. Ma ha bisogno di vincere la sfida della crescita superando le divisioni tra Nord e Sud". Poi la stoccata agli avversari: "Se fossi siciliano non voterei per il partito della Lega" e "Lezioni di onestà dai 5 Stelle noi non ne prendiamo. Se di Maio vuole e ha finito di scappare noi siamo pronti a un confronto politico serio".

Poi un pensiero alla scadenza del 4 marzo: "La politica non è insultare ma avere idee, andare incontro alle persone. Ci sono 10 giorni che ci separano dal voto, che valgono 5 anni. Devono essere gli italiani a decidere se vogliano mettersi in mano a centrodestra a trazione leghista, alla incompetenza del M5s o dare fiducia al Pd".