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Politiche 2018

Il rischio beffa dei seggi per il M5s
Cancelleri: "Spettano a noi"


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Il leader dei grillini siciliani: "Rosatellum scritto ad arte per fermarci".


Francesco Nuccio (ANSA)

PALERMO - L'exploit del M5s in Sicilia, dove il Movimento sfiora il 50%, trascinerà in Parlamento quattro candidati pentastellati di altre regioni, anche se resta ancora incerta l'attribuzione di un seggio al Senato. E' questo il risultato del combinato disposto tra la nuova legge elettorale e il boom di voti grillini nell'isola. Gli eletti Cinquestelle sono infatti "solo" 53, mentre i seggi a disposizione sono 57. Il primo ad accorgersi della paradossale situazione è stato il leader del Movimento in Sicilia, Giancarlo Cancelleri, che ieri aveva subito sottolineato tutte le criticità di una legge, il "Rosatellum", "scritta ad arte per fermare il M5s". Per quanto riguarda la Camera i dubbi sono stati subito fugati dalla norma che assegna i seggi rimasti vacanti ai candidati della stessa lista ma di un'altra circoscrizione. Più complessa la situazione per quanto riguarda il Senato, visto che in base alla Costituzione la rappresentanza viene eletta su base regionale come ammette lo stesso Cancelleri. "La questione verrà risolta dalla giunta per le elezioni di palazzo Madama - spiega - non appena si riunirà. Noi quel seggio lo rivendichiamo, anche se la decisione potrebbe essere quella di non assegnarlo, come già avvenuto nel 2002 per la Camera".


Ma c'è anche una terza ipotesi, che suonerebbe come una beffa per i Cinquestelle: un ricorso di Forza Italia, la lista con i resti maggiori in Sicilia, che ne rivendica l'attribuzione. In pratica un senatore berlusconiano verrebbe eletto grazie ai voti dei grillini. "Non voglio neanche pensarci - scuote la testa Cancelleri - del resto basta guardare cosa è avvenuto con questa legge elettorale in Molise, dove il seggio al plurinominale è stato assegnato, in base ai resti nazionali, a un esponente di LeU che aveva ottenuto il 3,9% mentre il nostro candidato che ha raggiunto il 47% è rimasto fuori". Adesso lo sfortunato pentastellato molisano e forse anche altri due candidati M5s di Lazio e Piemonte potrebbero essere "ripescati" proprio grazie al boom elettorale in Sicilia. "Siamo passati - sottolinea Cancelleri, che quattro mesi fa mancò l'elezione a Governatore - da 722 mila a 1 milione e 200 mila voti, dal 35% al 48%. Tutto questo grazie al grande lavoro che abbiamo fatto in questi mesi in Sicilia. Un risultato che da un lato costituisce un premio alla nostra coerenza e dall'altro rappresenta una bocciatura senza appello per il governo Musumeci che dopo i primi cento giorni ha dimostrato tutta la sua fragilità e inconsistenza".

Ma questo risultato avrà degli effetti anche per quanto riguarda la composizione di un'eventuale governo a Cinque stelle guidato da Luigi Di Maio, con una forte rappresentanza della Sicilia? "No, perchè non è nel nostro Dna fare questo tipo di ragionamenti che rientrano nel vecchio modo di fare politica", risponde Cancelleri che tuttavia sottolinea: "Di sicuro sarà il miglior biglietto da visita per chiedere al nuovo governo una grande attenzione nei confronti del Sud e della Sicilia in particolare".

(ANSA).