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Il caso "Cardiochirurgia pediatrica"
Il futuro? Taormina, Civico o Ismett


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L'assessore Ruggero Razza

La storia infinita del reparto che 8 anni fa fu spostato da Palermo. Decisive le prossime settimane.


PALERMO- Una decisione definitiva ancora non c'è. Ma nella lunga storia della Cardiochirurgia pediatrica potrebbe prospettarsi un nuovo capitolo. Ossia quello di un passaggio, anche in via provvisoria, all'Ismett. Al momento questa è solo un'ipotesi, caldeggiata alla Regione da diverse associazioni. Il decreto ancora in vigore in materia dice che il reparto, che da anni è finito a Taormina, deve tornare a Palermo all'azienda Civico-Ospedale dei Bambini. Ma potrebbe volerci tanto tempo. E così l'assessore alla Salute Ruggero Razza sta vagliando possibili alternative. “C'è un problema di allocazione e di stato di avanzamento dell'attuazione di questa unica unità, lo valuteremo insieme con l'Agenas e il ministero – dice Razza -. Siamo aperti anche a soluzioni ponte, mi è stata proposta dalle associazioni quella dell'Ismett e anche questo valuteremo con i nostri interlocutori”.

La storia della cardiochirurgia pediatrica è una storia molto siciliana che ne incrocia altre. Storie di annunci, progetti, denari pubblici buttati via a iosa e aspettative frustrate. Il che certo la mette in buona – o meglio, abbondante – compagnia nell'Isola. Ma poiché qui si parla di bambini che soffrono di gravi patologie cardiache, lo sdegno che la storia suscita è ancora maggiore. La storia comincia nel 2010 con il trasferimento del reparto dall'Arnas Civico di Palermo, quello del cardiochirurgo Carlo Marcelletti, verso il presidio provinciale ospedaliero “S. Vincenzo” di Taormina. Il coordinamento clinico venne affidato, in convenzione, ai medici dell’Ospedale Pediatrico “Bambino Gesù”. Assessore regionale alla Salute era all'epoca Massimo Russo.

Da allora tanta acqua è passata sotto i ponti. Diverse associazioni hanno a più riprese richiesto il ritorno a Palermo del reparto. Nel frattempo andava in scena la disastrosa storia dell'Ismep, l'incompiuta monstre della sanità siciliana, l'Istituto Mediterraneo di Eccellenza Pediatrica. Doveva essere il nuovo Ospedale dei Bambini e doveva sorgere in fondo Malatacca a Palermo e che mai ha visto la luce, con un cantiere fermo da più un decennio e una cinquantina di milioni già andati in fumo. Con il centro di Taormina non si è riusciti a fermare i viaggi verso il continente di tante famiglie. Diverse associazioni hanno rivolto appelli alla Regione per il ritorno del reparto a Palermo, nell'ambito di una struttura ospedaliera più grande e attrezzata. Nel luglio 2016 il governo Crocetta, assessore Baldo Gucciardi, decide il transito da Taormina a Palermo, all'ospedale dei Bambini che forma un'unica azienda ospedaliera con il Civico. Che addirittura bandisce il concorso per primario, vinto l'anno scorso da Sonia Albanese, la prima donna in Italia a realizzare un trapianto cardiaco in ambito pediatrico, in forza al Bambin Gesù.

C'è il primario (naturalmente non ancora immesso in ruolo) ma non c'è il reparto, perché nel frattempo il trasloco della Cardiochirurgia pediatrica non è ancora avvenuto. "L’azienda - spiega il direttore dell'Arnas Civico Giovanni Migliore -, successivamente al recepimento, nel giugno del 2017, del documento di riorganizzazione della rete ospedaliera regionale, che individuava il presidio “Di Cristina” di Palermo, quale sede dell’Uoc di cardiochirurgia pediatrica, ha portato a termine le relative attività di programmazione, analisi organizzativa e la progettazione degli interventi logistici ed infrastrutturali. Per quanto riguarda il reparto 'ex Marcelletti', presso il padiglione cardiologico dell’Ospedale Civico, destinato ad ospitare le attività assistenziali per i cardiopatici congeniti adulti (GUTCH), la ristrutturazione è stata conclusa secondo i tempi previsti e sono in corso le operazioni di collaudo".

Associazioni come il Movimento per la Salute dei giovani però hanno chiesto di prendere in considerazione il trasferimento del reparto all'Ismett, l'Istituto mediterraneo dei trapianti, dove già si fanno trapianti pediatrici e ci sono competenze per la terapia intensiva pediatrica. Una lettera di 22 associazioni caldeggiò questa soluzione all'allora assessore Gucciardi. Un'idea sposata in campagna elettorale anche da Roberto Lagalla. “La messa in funzione della nuova “Ala Pediatrica” dell’Irccs/Ismett potrebbe già essere un’occasione propizia per estendere le attività del “Centro Cuore” e far nascere un Reparto Cardiochirurgico Pediatrico“, diceva l'ex rettore. Che al governo però è andato a occuparsi di Formazione. Al momento, il decreto dell'assessore Gucciardi che istituiva il reparto a Palermo – in pratica ritornando dov'era prima del trasloco deciso dal governo Lombardo - resta in vigore. “Io penso che sia urgentissimo dare attuazione al decreto che firmai a suo tempo, riportare la Cardiochirurgia pediatrica nel suo alveo naturale, cioè nell'unico ospedale pediatrico siciliano – dice l'ex assessore Baldo Gucciardi -. L'Ismett? Non c'è competizione, ognuno deve fare il suo lavoro. Quando al problema della Sicilia orientale, mi ero attivato per una convenzione con la Regione Calabria perché insieme c'erano le condizioni per avere la seconda Cardiochirurgia pediatrica”.

Invece, l'ipotesi Ismett è sul tavolo. In assessorato si teme che i tempi per attrezzare il reparto al Civico possano essere lunghi. Timore che è anche quello dell'associazionismo. Ci sarebbe però la perplessità di allocare l'unico reparto così delicato di tutta la regione in una struttura che è in gran parte privata (seppure una quota maggioritaria fa capo alla Regione). E quindi l'allocazione del reparto nella struttura collegata all'Università di Pittsburgh potrebbe essere solo una soluzione ponte. Il tema sarà affrontato nei prossimi giorni. La settimana prossima Razza dovrebbe incontrare sia Migliore sia Gaetano Sirna, direttore generale dell'Asp di Messina. Sul tavolo non c'è solo la questione legata ai tempi di realizzazione del novo reparto al Civico. Ma anche la possibilità - non semplice - di mantenere due reparti in Sicilia se dovesse concludersi una convenzione con la Calabria, che porterebbe i pazienti calabresi ad avere come centro di riferimento quello della Sicilia orientale. Anche su questo in assessorato ci sarebbe un atteggiamento di non chiusura ma bisognerà fare bene i conti. La lunga storia a puntate della Cardiochirurgia pediatrica continua.