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Quando finisce un amore
Causa tra genitori e figlio adottivo


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L'idillio familiare si spezza e la vicenda si sposta dalle mura di casa alle aule del tribunale.

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PALERMO - Più che una che una condanna è il triste epilogo di una storia di conflitti familiari. Di due genitori che denunciano il figlio adottivo, lo fanno arrestare, processare per lesioni e si costituiscono parte civile contro di lui.

Il giovane, un ventenne palermitano, è stato condannato a un anno e due mesi di carcere per lesioni e maltrattamenti in famiglia.

È incensurato e ha ottenuto la sospensione condizionale della pena. Dovrà, però, pagare un risarcimento danni di 5 mila euro alla parte civile costituita con l'assistenza dell'avvocato Fabio Bognanni. Il giudice, su precisa volontà degli stessi genitori, ha devoluto la somma ad un'associazione che si prende cura di bambini malati.

L'avvocato Andrea Bragato



Il conflitto è esploso un giorno della scorsa estate. Tutto era iniziato con l'ultima di un serie di liti. Il clima è sempre stato pesante con continui episodi di violenza da parte del giovane. La madre denuncia di essere stata spinta con forza contro il divano. La caduta le ha provocato la frattura di due costole. E così i genitori chiamano i carabinieri. Il giovane studente viene arrestato. Dopo la convalida del fermo il giudice gli impone l'obbligo di dimora nella città siciliana dove frequenta l'università grazie all'aiuto dei genitori adottivi, una coppia nota in città.

I suoi legali, gli avvocati Andrea Bragato e Ivano Natoli, faranno ricorso in appello contro la sentenza del giudice Daniela Vascellaro. Forse le divergenze genitori-figlio nascono alla radice della loro relazione. E cioè in quell'adozione tanto desiderata, in quella vita che non è andata come i protagonisti avrebbero voluto.