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BOTTA E RISPOSTA

Vaccini e scuola, caos in Sicilia
Il Ministero blocca la proroga


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Lagalla chiede "maggiore tolleranza": "Completamento delle procedure entro il 30 marzo".

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PALERMO - È caos vaccini in Sicilia. Scaduto il termine del 10 marzo per presentare la certificazione relativa alle avvenute vaccinazioni dei bambini, obbligatoria per poter accedere alle scuole,
la Regione oggi ha inviato una nota, firmata dall'assessore alla Formazione, Roberto Lagalla, con cui si spostava di fatto la data per il completamento delle procedure al 30 marzo. La decisione presa in comune accordo con l'assessorato alla Salute, Ruggero Razza.

Poche ore dopo, però, ecco arrivare la comunicazione del Ministero alla Salute che blocca tutto: "Nessuna proroga sulla scadenza del 10 marzo ai fini della presentazione alle scuola dei certificati di vaccinazione o della prenotazione alla Asl. Il termine del 10 marzo vale per tutte le Regioni, anche per quelle che hanno aderito alla procedura semplificata". Come la Sicilia, appunto.

Interpellato da LiveSicilia sulla questione, l'assessore Lagalla replica: "Abbiamo chiesto più tempo per portare a termine la procedura. In ogni caso, ci confronteremo domani stesso con l'assessore alla Salute per capire come affrontare questa situazione".

"Data la complessità della procedura - aveva scritto Lagalla - in riferimento anche alla necessaria valutazione degli esiti delle comunicazioni cui sono tenute, in questa fase, le Istituzioni, gli Enti e le Aziende sanitarie locali, si evidenzia la necessità di consentire il completamento delle procedure in itinere entro il 30 marzo 2018, nell'ottica del giusto contemperamento dell'obbligo di osservanza delle previsioni di legge con la necessità di non interrompere l'erogazione del servizio, evitando in questo modo la compromissione della continuità didattica e l'insorgenza di disagi alle famiglie di quanti non siano ancora riusciti a completare le vaccinazioni". Per conoscere nel dettaglio quanti bambini non sono stati coperti dai 10 vaccini previsti dal decreto Lorenzin, infatti, bisognerà aspettare ancora qualche giorno, il tempo che report e cifre passino dai database delle scuole alle Asp, e poi agli uffici regionali.

Ma la posizione del Ministero è precisa: "Il termine del 10 marzo - rileva il Ministero in una nota - è fissato dalla Legge ed è stato ribadito anche dall'ultima circolare Miur-Ministero della Salute dello scorso 27 febbraio che ha fornito le indicazioni operative per l'anticipo, per l'anno scolastico 2017/2018, della procedura semplificata prevista dalla legge a partire dall'anno scolastico 2019/2020 che consente lo scambio diretto di dati tra Asl e Istituti scolastici. Per questo, nel caso non si sia adempiuto agli obblighi vaccinali entro il 10 marzo, è vietato l'accesso per asili nido e scuola infanzia (0-6 anni) sino a quando il minore non sarà vaccinato o non avrà regolarizzato la propria posizione vaccinale". Il Ministero della Salute ricorda inoltre che per i ragazzi della scuola dell'obbligo (6-16 anni) scatta la procedura che può portare ad una sanzione pecuniaria da 100 a 500 euro. In ogni caso, i bambini (0-6 anni) saranno immediatamente riammessi a scuola nel momento in cui dimostrino di essere in regola.

"Stiamo chiedendo ai soggetti istituzionali interessati di avere maggiore tolleranza - continua Lagalla - rispetto a provvedimenti diretti e sanzionatori, previsti dalla legge 119 del luglio 2017, fino alla fine del mese per permettere l'aggiornamento e l'incrocio dei dati tra Asp e Scuole. In ogni caso, la copertura vaccinale in Sicilia è ad oggi rassicurante, secondo quanto rilevato dagli ultimi dati disponibili".