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AGRIGENTO

Vuole riconosciuta l'invalidità
Aggredisce dipendente Asp


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L'uomo ha fatto irruzione nella stanza della commissione. La preoccupazione dei sindacati.

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PALERMO - Martedì scorso un dipendente dell'Asp di Agrigento è stato aggredito da un utente che ha fatto irruzione nella stanza dove era riunita la commissione che si occupa delle pratiche di invalidità civile, rivendicando il riconoscimento di una sua patologia da parte della commissione. L'impiegato ha riportato varie contusioni e una frattura al cranio ed è ricoverato al San Giovanni Di Dio. L'aggressore, che si era dileguato, si è poi recato in commissariato ed è stato denunciato.

"Condanniamo con fermezza ogni modalità di violenza perpetrata sulle persone e ancor di più quelle ai danni di chi svolge la propria attività lavorativa in modo corretto e irreprensibile. Il clima pesante, creato in questi anni nei confronti dei dipendenti pubblici, influenza in modo ingiustificato il comportamento dei cittadini nei confronti di chi esercita un servizio pubblico", dice Floriana Russo Introito, segretaria della Cisl Fp di Agrigento. "Riteniamo necessario e urgente - aggiunge - attivare un presidio di sicurezza presso tutti i i luoghi sensibili così come potrebbero essere alcuni reparti dove spesso l'utenza, credendo di poter essere irrispettosa dell'orario di accesso per le visite in ospedale, si indispettisce oltremodo, divenendo in alcuni casi anche violenta nei confronti del personale infermieristico".

"Dopo avere fatto montare questo clima pretestuoso nei confronti dei dipendenti pubblici, la politica cerchi di ritornare sui propri passi, riconducendo ciascuno - conclude la sindacalista - alle proprie responsabilità, anziché addossare colpe su lavoratori riguardosi di norme e tempistiche che ciascuno utente, oltre il diritto di richiesta del servizio, ha il dovere di rispettare".

"Era prevedibile - dichiarano Calogero Coniglio, segretario regionale della Fsi-Usae Federazione Sindacati Indipendenti organizzazione costituente della Confederazione Unione Sindacati Autonomi Europei, e Salvatore Ballacchino, segretario territoriale Fsi-Usae per le province di Agrigento e Caltanissetta - e se non si interviene è prevedibile anche una massacro di infermieri, medici, tecnici, oss, ausiliari, per tutto il 2018". “Esprimiamo la massima solidarietà al collega. Tale vile atto va ad aggiungersi ad altri episodi di violenza negli ospedali italiani a cui, purtroppo, non segue un provvedimento ministeriale adeguato a fronteggiarli", continuano.

"Il lavoro per gli operatori della sanità sta diventando un incubo e diventa ormai improrogabile affrontare questo fenomeno con interventi incisivi - affermano Antonio Iacona e Vincenzo Callea, dirigenti sindacali Fsi-Usae presso l’Asp Agrigento - chiediamo che vengano subito messi in atto misure di sicurezza, sistemi d’allarme, presenza attiva del servizio di vigilanza, pianificazione di un numero appropriato di operatori e la formazione specifica del personale. "La direzione dell’Asp - concludono i sindacalisti - attivi subito un tavolo di confronto per verificare la situazione in tutta l’azienda e individuare le azioni più opportune per impedire altri simili episodi".

"Rinnoviamo la richiesta di incontro urgente con il presidente Musumeci – conclude Coniglio - per porre l'attenzione su tutti gli operatori della sanità siciliana e per offrire la propria collaborazione nella risoluzione di questa escalation di aggressioni".