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IL CASO

Tangenti al comune di Siracusa
Colpo di scena al processo


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Chi ha denunciato di aver pagato tangenti, potrebbe essere imputato per induzione indebita.

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SIRACUSA - Avevano denunciato di aver pagato tangenti per quindici anni al Comune di Siracusa: non sarebbero solo parte lesa ma anche soggetti imputabili di induzione indebita. È più o meno questo il principio che ha determinato un colpo di scena nel processo che a Siracusa vede imputata una parte della macchina amministrativa del Comune. I soci di una cooperativa, la Stes, che si occupava dell’appalto Manutenzioni per il municipio siracusano, nell’agosto 2015 andarono in Procura a denunciare di aver pagato tangenti per lavorare (“in denaro, regalie, opere di ristrutturazione di appartamenti personali e assunzioni”) e di aver ricevuto il benservito attraverso una gara segnalata come “anomala”. Davanti al gup sono finiti cinque dirigenti comunali. Ora il pm Marco Dragonetti ha chiesto al gup Anna Pappalardo la trasmissione degli atti in Procura per contestare ai soci Stes il reato di induzione indebita.

Allo stesso tempo il pm ha chiesto di derubricare il reato contestato ai dirigenti, da concussione a induzione indebita. In pratica equiparando gli eventuali comportamenti illeciti.

Due dei cinque imputati, la dirigente Loredana Caligiore e il funzionario Rosario Pisana, hanno richiesto il rito abbreviato: per la prima il pm ha chiesto l’assoluzione, per il secondo la condanna a un anno (la difesa ha chiesto l’assoluzione “perché i fatti non sussistono”). Gli altri imputati proseguono le udienze con il rito ordinario. Per il dirigente Natale Borgione, e i funzionari Sebastiano Reale e Sergio Russo il pm ha chiesto il rinvio a giudizio, mentre le difese hanno chiesto il non luogo a procedere perché “i fatti non sussistono” e in subordine per prescrizione. Il rinvio a giudizio, come detto, è stato chiesto qualificando diversamente il reato: da concussione a induzione indebita, un reato che prevede pene meno severe.