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L'emergenza rifiuti

"Regione contro il modello Palermo"
Ecco l'atto d'accusa di Orlando


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La lettera del sindaco al dipartimento regionale: "Emergenza scaricate sul Tmb di Bellolampo"


PALERMO - Botta e risposta a colpi di missive ufficiali fra Comune di Palermo e Regione sull'emergenza rifiuti in città. A una settimana esatta dalla pubblicazione della durissima nota del dirigente generale del dipartimento regionale dei Rifiuti Salvatore Cocina, spedita all'indirizzo del sindaco Leoluca Orlando ma anche alla Procura e alla Corte dei conti, oggi il primo cittadino ha rilasciato alla stampa la sua risposta formale. "La parte lesa siamo noi", è in soldoni la tesi sostenuta dal sindaco. Per Orlando da un lato la Regione cercherebbe di ostacolare Palermo nella sua gestione pubblica dei rifiuti e dall'altro dovrebbe fare un mea culpa in quanto non ha avrebbe mai stilato un Piano regionale dei rifiuti come rilevato in un documento ufficiale del 2010 della Corte dei conti. Documento che Orlando non ha certamente dimenticato di citare.

La lunga risposta del primo cittadino fa emergere in più parti la stizza del sindaco per una mancata e "doverosa interlocuzione istituzionale" e per una presunta volontà della Regione di ostacolare e smantellare la gestione pubblica dei rifiuti in città. Per il 'professore', il dipartimento Rifiuti denunciando l'Amministrazione e Rap direttamente alla Corte dei conti e alla Procura, ha avviato "nei confronti del Comune un'azione di forte impatto che non ci risulta sia stata operata ad oggi nei confronti di altre amministrazioni e dei numerosi gestori privati operanti nella regione Sicilia". Per Orlando la circostanza per cui la "città di Palermo abbia scelto di gestire la raccolta e lo smaltimento rifiuti con una partecipata, piuttosto che costituire un elemento di forza da cercare di replicare altrove, potrebbe apparire nei fatti come un sistema destinato ad essere superato e abbattuto. Si assiste infatti da diversi anni – si legge – a scelte che lentamente la Regione e i suoi uffici compiono con il risultato di mettere in crisi tale sistema gestionale".

Orlando poi punta il dito sulla lentezza di approvazione dei progetti per l'adeguamento della sesta vasca di Bellolampo e quelli per la creazione della settima. E non dimentica di puntualizzare alcuni elementi nella gestione del Tmb, oggi al palo a causa di un guasto: "L'impianto progettato e realizzato dalla Regione si è rivelato sin dall'inizio insufficiente a servire la sola città di Palermo. Tale circostanza è stata sin dall'inizio contestata da Rap". E ancora: "A seguito delle emergenze ripetute in tutto il territorio, codesta Regione ha sovraccaricato l'impianto con i rifiuti prodotti da oltre cinquanta comuni mettendo per parecchi mesi sotto stress gestionale continuo le strutture impiantistiche". Insomma per Orlando "Rap e Comune hanno, con senso di responsabilità fatto fronte a tale circostanza garantendo continuità nella gestione con enormi sforzi anche economici e di personale". Sforzi economici che per il sindaco si sarebbero potuti evitare grazie a fondi comunitari che invece sono andati persi proprio per la mancanza di un Piano regionale.


Orlando si rivolge direttamente al presidente della Regione Nello Musumeci in qualità di commissario per l'emergenza rifiuti, ruolo affidatogli a febbraio dal governo nazionale. Per il sindaco di Palermo è stato l'inserimento di materiale indifferenziato a provocare il guasto all'impianto di pretrattamento: da qui la richiesta formale a Musumeci di un "potenziamento dei controlli attraverso l'impiego del corpo forestale e di altre forze di polizia che potrebbero supportare le attività della polizia municipale nella migrazione dei rifiuti dai paesi confinanti con Palermo. Fenomeno - continua la missiva - che contribuisce all'incremento dei rifiuti indifferenziati a discapito della raccolta differenziata". Da un lato, dunque, Orlando critica aspramente l'atteggiamento della Regione, dall'altro chiede aiuto e un sostegno per cercare di arginare l'emergenza rifiuti che da giugno, mese entro il quale la sesta vasca di Bellolampo arriverebbe a saturazione, potrebbe mettere definitivamente in ginocchio Palermo.