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Opera Pia Ruffini

L'appello dei lavoratori:
"Don Corrado, ci aiuti"


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La protesta e la richiesta.

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PALERMO- I lavoratori licenziati, dell’Ipab “Opera Pia Ruffini” in mattinata hanno protestato davanti al palazzo arcivescovile per chiedere all'arcivescovo, Corrado Lorefice, la revoca dei licenziamenti che hanno colpito quarantadue lavoratori e le loro famiglie. Sfiduciati, i lavoratori continuano in questo modo la loro lunga battaglia.

“Siamo qui – racconta Ernesto Bellitteri, lavoratore dell’Ipab Ruffini e sindacalista Uil Fpl - per chiedere al vescovo un atto di carità cristiana: la revoca dei licenziamenti per consentire ai lavoratori di procedere alla mobilità presso gli altri enti pubblici. Lo chiediamo, in forza del fatto che il personale dell’Ipab Ruffini non ha un contratto di lavoro privatistico ma lo stesso contratto dei lavoratori degli Enti locali e sono stati vincitori di un concorso pubblico”.

I lavoratori comunque sottolineano come l'arcivescovo, attento al problema, abbia elargito in contributo economico alle famiglie degli ex dipendenti che attendono 19 mensilità. “Riteniamo che l'arcivescovo Lorefice – prosegue infatti, Salvatore Sampino, segretario provinciale Uil Fpl – subisca il peso di una vicenda che è sempre stata sottovalutata dai precenti Cda dell’ente. Non si spiega come mai dodici lavoratori dell’Opera Pia Ruffini continuino a lavorare e quarantadue siano stati licenziati. Sebbene gioiamo per i dodici fortunati ci sentiamo di fronte a una ulteriore disuguaglianza che ci fa sperare nella revoca dei licenziamenti. – e conclude -. La nostra mobilitazione però continua anche in assessorato alle Politiche sociali a cui abbiamo chiesto per ben due volte, al momento senza esiti, d’essere ricevuti”.

Al sit in è intervenuto anche Vincenzo Figuccia, il deputato ha portato la propria solidarietà ai lavoratori e ha annunciato d’aver presentato un disegno di legge al Parlamento siciliano e una proposta operativa al servizio regionale che si occupa delle Ipab. “Una proposta di interpretazione autentica della legge – dice Figuccia – tesa a evitare che la cattiva interpretazione della natura delle Ipab, erroneamente ritenute private, porti a ulteriori atti illegittimi".