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Consultazioni

Uno, due e tre
Silvio contro tutti


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Il compito difficile del Presidente Mattarella.

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È un quadro in continua evoluzione che stenta a assestarsi quello che dovrebbe portare nei prossimi giorni (se non nelle prossime ore) alla nomina del nuovo Presidente del Consiglio. Dopo il secondo e “pirotecnico” giro di consultazioni, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella aveva infatti chiesto tempo, qualche giorno per ponderare la faticosa decisione e sciogliere i nodi. Un lavoro che i gruppi politici sembrano rendere difficoltoso per il Capo dello Stato, ogni giorno di più. Quello appena trascorso è stato un fine settimana particolarmente intenso per i leader dei partiti, impegnati tutti sia nella campagna elettorale per le regionali (si voterà in Friuli Venezia Giulia e Molise il prossimo 29 aprile), sia in altre iniziative “di vetrina” come il Vinitaly di Verona.

È proprio alla rassegna enologa che si sarebbero potuti incontrare i protagonisti più discussi del quadro post voto, Matteo Salvini e Luigi Di Maio. Un incontro che - a quanto sembra – nessuno dei due ha voluto che si realizzasse. 
Salvini è rimasto alla manifestazione per tutta la giornata di domenica, dimostrandosi ancora una volta fermo sulle proprie posizioni: “Non c’è nessun incontro con Di Maio. Gli offrirei volentieri un bicchiere di vino, ma lui deve sforzarsi a fare qualcosa di più”.

In un questo duello volutamente a distanza, parlando ai cronisti, il leader pentastellato ha risposto quindi al leghista chiedendogli di scegliere “fra la rivoluzione (un esecutivo M5S-Lega) e la restaurazione (l’alleanza di Centrodestra)”. Il grillino è poi tornato ad aprire la porta al Partito Democratico, facendo intendere implicitamente che il problema per lui resterebbe soltanto uno: Silvio Berlusconi.

Il capo di Forza Italia è ormai in guerra aperta da tempo con i 5 stelle. Ma non ha avuto parole dolci nemmeno per gli alleati Salvini e Meloni, la cui presenza al governo – secondo Berlusconi - “preoccuperebbe i mercati e le imprese, pronte a delocalizzare”. In una replica all’ex premier di centrodestra, Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, ha rimarcato il proprio stupore per tali dichiarazioni, ricordando che il risultato ottenuto dal Centrodestra è legato all’alleanza fra le tre forze politiche e non al protagonismo di una sola figura.

A completare il quadro ci sono le indiscrezioni sempre più insistenti che vedrebbero il Presidente del Senato Elisabetta Casellati ormai senza rivali verso Palazzo Chigi. L’avvocato di Forza Italia – secondo quanto dichiarato da lei stessa alla stampa – avrebbe dato piena disponibilità a Mattarella ad assumere l’incarico esplorativo di Presidente del Consiglio, qualora il Capo dello Stato glielo chiedesse.