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IL PRESIDENTE DELL'ARS

Miccichè, i poveri, la Finanziaria
"Senza vitalizio tornavo da papà"


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"Se il governo non dialoga sarà dura. L'Ars taglierà i costi, ma quanta demagogia...”.


PALERMO - "Quest'anno l'Assemblea risparmierà 4 milioni di euro. Di questi, circa 2 milioni riguarderanno la spesa per i portaborse e altri 660 mila euro di risparmi verranno dall'introduzione dei tetti alle retribuzioni dei dirigenti".
A dirlo all'Italpress, nel corso di un forum in redazione, è il presidente dell'Ars Gianfranco Miccichè. "Alla Regione l'Ars chiederà quest'anno un milione in meno", ha aggiunto Miccichè. Dall'introduzione dei tetti alle retribuzioni, ha aggiunto il presidente dell’Ars, dei dirigenti nel 2019 saranno risparmiati 850 mila euro e 1,1 mln nel 2020, per un totale di 2,6 milioni di risparmi complessivi nel prossimo triennio.

“Spendo il mio budget come voglio”

"Il presidente dell'Assemblea Regionale Siciliana – prosegue Miccichè - deve essere libero di potere usare il budget a sua disposizione, i fondi a sua disposizione, come meglio crede per ottimizzare il funzionamento del Parlamento. Da presidente avrò diritto di spendere il budget a mia disposizione come credo sia piu' opportuno e come credo sia meglio per l'Assemblea? Non è che Miccichè un giorno impazzisce e spende questi fondi in pane e panelle - continua il presidente dell'Ars -, perché se così fosse il Consiglio di presidenza e il collegio dei questori interverrebbero. Ma se all'interno di questo budget decido di avere dieci collaboratori, che mi aiutino, per fare un esempio, a meglio a esaminare la legge finanziaria, devo poterlo fare senza essere criticato".

“Creato un fondo per i poveri: ma siamo solo in tre...”

"Con i risparmi ai costi dell'Assemblea Regionale Siciliana – racconta ancora Miccichè - abbiamo istituito un fondo per la povertà da 100 mila euro. A questo fondo potranno attingere famiglie in serie difficoltà economiche a cui su decisione del Consiglio di Presidenza saranno assegnate delle somme di denaro. Avevo chiesto ai deputati di incrementare questo fondo con parte del loro stipendio, per la precisione con 1400 euro per ogni parlamentare, ma all'invito, oltre a me, hanno aderito solo i deputati regionali Giorgio Assenza e Riccardo Savona. Siamo in tre... Sono certo che per gli altri e' mancanza di informazione... Ma finora non hanno aderito nemmeno i Cinquestelle"

“Io massacratore dei poveri? Colpa dei giornali”

"Ieri sera mi trovavo in un locale e un signore mi ha aggredito verbalmente, accusandomi di continuare a fare assunzioni fregandomene di chi e' povero. La gente mi ritiene il massacratore dei poveri perche' certa stampa mi definisce in questo modo. Certi giornali mi continuano ad attaccare quando invece continuiamo a fare tagli e a risparmiare", perche' "alla fine se la stampa fa cosi' io mi adeguo, legnate per strada non ne voglio prendere". Il racconto di Micciché sempre nel corso di un forum dell'agenzia di stampa Italpress. “Per sconfiggere la povertà – ha aggiunto - bisogna trovare sistemi diversi dei tagli ai costi della politica e degli stipendi dei dirigenti. Purtroppo oggi siamo vittime di una demagogia senza precedenti che uccidera' questo Paese - ha aggiunto Miccichè - La verità è che ci avviamo a grandi passi verso la peggiore classe dirigente che l'Italia abbia mai avuto. La parola d'ordine e' 'tagliare'. Sembra che si viva solo di tagli... non si capisce che tagliando gli stipendi risparmieremo 100 ma perderemo 10 mila in termini di produttività. Se un discorso del genere lo facesse la Fiat pensate che Marchionne continuerebbe a fare l'amministratore delegato? Probabilmente sceglierebbe un lavoro nel quale si diverte di più e ha meno responsabilità", ha aggiunto Micciche'. "Chi è più bravo deve essere pagato più degli altri. Sono queste le regole del mercato".

Inoltre, aggiunge Micciche', "finché il costo della politica sara' considerato uno spreco, fino a quando non si ricomincerà a capire che il costo della politica è un bene per il paese forse la finiremo con questo assurdo babbìo (scherzo, in dialetto siciliano, ndr) del taglia taglia... Una cosa è certa: se le condizioni fossero state quelle di oggi io non avrei lasciato il mio lavoro per fare politica. Non mi sarebbe convenuto... Mia moglie mi avrebbe lasciato". Così, a fare politica sarebbero "solo i disoccupati", dice ironico il numero uno dell'Ars. "Cosi' finalmente la politica avrà risolto i problemi della povertà in Italia.... Agli altri non converrà, cosi' come non converrà ai medici più bravi, agli avvocati più bravi, ai professionisti più bravi lasciare il proprio lavoro per fare politica o fare i manager al servizio del settore pubblico".

"Senza vitalizio sarei tornato a vivere con mio padre"

Poi sull'altro grande tema di questi giorni, quello dei vitalizi: "Siamo di fronte a un'altra follia assoluta. Se non avessi avuto il vitalizio, nel periodo in cui non sono stato deputato, probabilmente sarei stato costretto a tornare a vivere con mio padre che ha 97 anni, in attesa di maturare i 67 anni per la pensione. Sarei stato costretto a chiedere l'elemosina davanti a una chiesa. È questo che si vuole oggi dalla politica? E' questo quello che vogliono i Cinquestelle?". Peraltro, aggiunge, "credo che i deputati M5S stiano studiando un sistema per cui il vitalizio gli arrivera' comunque, non dall'Assemblea Regionale Siciliana ma dalle assicurazioni. Con la minore contribuzione dovuta dal deputato in caso di taglio dei vitalizi stipuleranno delle assicurazioni. Ho detto a Giancarlo Cancelleri (vicepresidente M5S dell'Ars, ndr), di spiegarmi come faranno, possibilmente tornera' utile a tutti", ha aggiunto Miccichè.

“Se il governo non dialoga sarà dura”

Poi il presidente dell’Ars è passato a temi più legati all’attualità politica: “Se il governo regionale non discuterà con tutto il parlamento, - ha detto - la finanziaria avrà vita molto difficile. Quello che auspico è che l'esame della legge si faccia in un ambiente sereno, nel rispetto di tutti i gruppi parlamentari, ma se inizierà una guerra feroce tra maggioranza e opposizione su ogni singolo articolo è sicuro che verranno approvati centinaia di emendamenti che distruggeranno la Finanziaria - ha aggiunto Micciche' -. Tutto posso fare tranne che invitare maggioranza e opposizione all'inciucio ma il confronto è assolutamente necessario perché abbiamo vinto le elezioni ma non abbiamo avuto la forza di stravincere e questo più che un nostro punto debole è un punto debole della legge elettorale”. Per portare in porto la Finanziaria "serve il compromesso - ha aggiunto Micciche' - e quando dico compromesso non intendo inciucio, che viene fatto normalmente sottobanco e per fare danno. Il compromesso in politica è vita. Ogni partito avrà un emendamento, una norma che quella parte politica ritiene importante anche a fini elettorali... E' un richiamo che faccio a tutti i gruppi politici e a tutte le parti politiche. Credo che il presidente Musumeci abbia tutta l'intenzione di avere una serenità parlamentare che consenta di portare in porto quella che per lui è la migliore legge finanziaria. Il problema non è solo Musumeci, ci deve essere una convergenza tra tutte le parti politiche. Da parte del presidente e del governo regionale credo ci siano tutte le intenzioni per favorire questa convergenza".