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Il sequestro

L'invasione dei batteri fecali
Lampedusa, stop al depuratore


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Il tribunale di Agrigento

Emessi 13 avvisi di garanzia. Le accuse della Procura. Il sindaco: "Ma il nostro mare è pulito"

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AGRIGENTO- La Procura di Agrigento ha disposto il sequestro dell'impianto di depurazione del Comune di Lampedusa e protezione delle acque. Lo rende noto il procuratore Luigi Patronaggio annunciando per le 11 una conferenza stampa sul provvedimento.

Impianti non funzionanti e livelli di inquinamento da batteri fecali 10mila volta superiori ai limiti di legge: è il risultato degli accertamenti della procura di Agrigento che ha disposto il sequestro dell'impianto di depurazione del Comune di Lampedusa e protezione delle acque. I magistrati, coordinati dal procuratore Luigi Patronaggio, hanno notificato anche 13 avvisi di garanzia e sequestrato 600 tonnellate di materiali. (ANSA).

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"E' da tempo che teniamo d'occhio la situazione di Lampedusa. Dal 2012 il vecchio depuratore non funziona più. E' una situazione che, nel tempo, si è sempre più aggravata, le opere che dovevano essere effettuate non sono state realizzate e oggi abbiamo una situazione di estrema gravità". Lo ha detto, durante la conferenza stampa convocata al tribunale di Agrigento, il procuratore capo Luigi Patronaggio che ha disposto il sequestro dell'impianto di depurazione di Lampedusa. "Abbiamo dovuto necessariamente inviare le informazioni di garanzia a tutti gli amministratori che si sono succeduti dal 2012 ad oggi - ha aggiunto Patronaggio - proprio perché vogliamo capire se ci sono state omissioni penalmente rilevanti. Non escludiamo l'esistenza di reati contro la pubblica amministrazione e inadempienza nelle pubbliche forniture perché questo appalto si è protratto per più tempo e ancora non è stato chiuso". Dell'attività investigativa si sono occupati i carabinieri del centro Anticrimine natura del comando provinciale di Agrigento e la Guardia costiera. "E' nostra preoccupazione far partire la stagione estiva per cui abbiamo impartito al Comune delle direttive che se verranno rispettate, probabilmente, riusciranno a contenere l'inquinamento ambientale, altrimenti poi si procederà con un amministratore giudiziario", ha concluso.(ANSA)

Oltre al sindaco di Lampedusa (Ag) Salvatore Martello e al suo predecessore, Giusi Nicolini, sono 11 - fra dirigenti di Regione e Comune e responsabili delle ditte che avrebbero dovuto fare i lavori di sistemazione dell'impianto di depurazione di Lampedusa - ad essere stati iscritti nel registro degli indagati per le presunte irregolarità nel funzionamento del depuratore. Si tratta di Maurizio Pirillo, 56 anni, ex direttore generale del dipartimento Acqua e Rifiuti della Regione Sicila; Felice Ajello, 60 anni, direttore dei servizi attuativi della gestione del servizio idrico della Regione; Salvatore Stagno, 47 anni, responsabile unico del procedimento relativo al rinnovo del depuratore; Giuseppe Tornabene, 64 anni, direttore dei lavori; Giuseppe Dragotta, 62 anni, direttore dei lavori; Manlio Maraventano, 50 anni, ex dirigente dell'Utc di Lampedusa; Francesco Brignone, 55 anni, ex dirigente Utc; Calogero Fiorentino, 61 anni, ex dirigente dell'Utc; Sonja Nunziatina Cannizzo, 48 anni, amministratore della Nuroni Srl, società che avrebbe dovuto realizzare il nuovo depuratore dell'isola; Luigi Fidone, 43 anni, direttore tecnico della Nuroni e Giovanna Taormina, rappresentante della Epilscan, società che si occupava del conferimento dei rifiuti sull'isola che avrebbe creato una discarica abusiva.

"Ritengo sia un 'atto dovuto': quando sono stato eletto sindaco, poco meno di un anno fa, mi sono immediatamente attivato per chiedere all'assessorato regionale all'Energia il motivo per il quale il vecchio impianto di depurazione era stato chiuso, nonostante il nuovo impianto non fosse ancora pronto". Lo dice Totò Martello, sindaco di Lampedusa e Linosa, a proposito dell'avviso di garanzia ricevuto insieme con altre 12 persone nell'ambito dell'indagine della procura di Agrigento sul depuratore di Lampedusa. Martello sostiene che sono stati sequestrati i lavori per la realizzazione del nuovo depuratore della rete fognaria e che quello vecchio era stato smantellato senza che il nuovo fosse pronto. "In questa vicenda i lampedusani sono parte lesa - aggiunge - ed io, insieme con loro, sono il primo a chiedere che sia fatta piena luce. L'amministrazione comunale è pronta a fornire tutte le informazioni e quanto sarà necessario alla magistratura per l'accertamento dei fatti". "Quanto al mare di Lampedusa - conclude Martello - resta pulito ed immacolato. Solo nella zona di Cavallo Bianco, interessata dall'impianto di depurazione, risultano livelli di inquinamento. Ma nessun allarmismo, il nostro mare resta quello che migliaia di turisti hanno amato ed apprezzato in questi anni".