Live Sicilia

ARS

È caos sugli ex Pip in Aula
Finanziaria ancora in alto mare


ars finanziaria seduta, ars seduta domenica, diretta ars seduta, diretta seduta ars, domenica ars seduta finanziaria, finanziaria diretta seduta ars, finanziaria leggi approvate ars, leggi approvate finanziaria, seduta ars diretta domenica
Sala d'Ercole (foto d'archivio)

A salvare il governo potrebbe arrivare un maxiemendamento. Tutti gli articoli approvati nella seduta domenicale.


PALERMO -
 Era stata una domenica tranquilla all'Assemblea regionale siciliana. Nessuno scivolone oggi per il governo Musumeci sulle norme della Finanziaria. Poi, si è aperta la discussione sulla stabilizzazione alla Regione degli ex Pip Emergenza Palermo. E gli animi si sono accesi. Davanti alla riscrittura dell'articolo 78 da parte del governo, maggioranza e opposizione sono tornate sulla barricate, con il M5s impegnato a sottolineare l'incostituzionalità di una norma che prevede assunzioni a tempo indeterminato di questi lavoratori alla Resais, società partecipata della Regione. Il presidente Micciché ha dovuto più volte riprendere i deputati per il "chiacchiericcio" di sottofondo, fino all'"esplosione" finale con cui ha chiuso la seduta e rinviato i lavori a domani, lunedì 30 aprile, alle 10. Gli ex Pip restano sospesi. E domani, tra l'altro, sarà l'ultimo giorno di esercizio provvisorio.


Intanto, nessuna notizia del maxiemendamento che avrebbe potuto snellire l'esame della manovra. La Commissione Bilancio ha lavorato al testo, con la presenza anche del presidente Micciché, ma senza i grillini che si sono opposti.

Eppure oggi tutto sembrava davvero filare liscio per il governo. Non c'erano stati scossoni nemmeno su due delle norme più delicate dell'intera manovra: quella sui regionali e quella sui precari. L'articolo 28, "Norme per il personale regionale e degli enti", racchiude numerose questioni legate al personale regionale: equipara il trattamento economico di 400 funzionari in servizio nei Beni culturali, assunti come tecnici diciotto anni fa, a quelli dei dirigenti, riapre i termini per i prepensionamenti, modifica la regolamentazione sui permessi per la 104. Norme, queste, contestate dalle opposizioni, Pd in testa. Con l'approvazione dell'articolo 30, invece, "Norme sulla stabilizzazione dei precari delle autonomie locali", la Regione avvia il percorso di stabilizzazione per oltre 15 mila precari: si tratta di circa 13 mila precari degli enti locali, il resto del personale gravita in società controllate dalla Regione. Per alcuni deputati delle opposizioni, tuttavia, ci sarebbe il rischio di impugnative da parte della Presidenza del Consiglio dei ministri.

Per un momento oggi in Sala d'Ercole erano anche sparite le differenze tra maggioranza e opposizione. È accaduto per l'approvazione dell'articolo 33 sui fondi per i disabili: 266 milioni complessivi più un ulteriore fondo di 5 milioni di euro per i "Progetti individuali per le persone disabili", aggiunto grazie a un'iniziativa condivisa da governo e Assemblea regionale siciliana, su input del presidente dell'Ars Gianfranco Micciché. "Sono felice in questo momento di essere presidente di questa Assemblea", ha detto Miccichè al momento del voto. Anche Musumeci ha parlato con l'Aula a cuore aperto: "A chi ha speculato sulla trincea del dolore dico: io da quella trincea non ho nulla da imparare. Se non avete rispetto per il presidente della Regione, almeno abbiate rispetto per il padre".

La giornata era iniziata lì dove si era conclusa ieri sera, dall'articolo che rivoluzione il sistema dei beni culturali in Sicilia: la norma prevede che una parte degli introiti dei musei regionali saranno versati direttamente all'Assessorato ai Beni culturali per investimenti. Nel 2018 la quota sarà del 50%, nel 2019 del 70%; recepite anche le norme statali sull'erogazione dei contributi per gli edifici di interesse storico accessibili al pubblico.

Con l'approvazione dell'articolo 17 cambiano anche i criteri per il trasferimento delle risorse dalla Regione ai Comuni: "Rispetto ai precedenti nove criteri, alcuni anche molto complessi - spiegano il presidente Musumeci e l’assessore Grasso - da quest’anno il calcolo verrà basato su due dati facilmente reperibili: popolazioni e spesa storica riferita al 2016. In questo modo l’erogazione delle somme sarà molto più celere, evitando agli enti locali il ricorso alle anticipazioni di cassa e consentendo loro di avere certezza sulle risorse che verranno trasferite".

Con l'ok all'articolo 16, invece, la Regione acquisisce nel proprio patrimonio il Centro direzionale del Consorzi Asi di Palermo, a Brancaccio, e il villino 'Messina Verderame' della Crias, nel cuore del capoluogo siciliano. I due beni verranno ristrutturati e resi fruibili. Sempre nello stesso articolo sono stanziati circa otto milioni di euro per la manutenzione del demanio idrico fluviale e per interventi di cura e pulizia di fiumi e torrenti, da affidare a personale "del dipartimento regionale dello sviluppo rurale e territoriale, dell’Esa e dei Consorzi di bonifica".

Insomma, come era prevedibile, l'ok alla Finanziaria arriverà in extremis.

LA DIRETTA DELLA GIORNATA IN AULA

21.38 - Dopo aver ripreso per l'ennesima volta il parlamentare Milazzo perché discuteva animatamente in Aula, Micciché ha chiuso repentinamente la seduta e ha rinviato a domani mattina alle 10. L'articolo sulla stabilizzazione degli ex Pip Emergenza Palermo rimane sospeso. 

21.05 - Lo Curto, capogruppo Udc, presenta un subemendamento all'articolo sugli ex Pip per includere gli Asu nella norma. Micciché dichiara "con dispiacere" inammissibile la norma e rivela quello che è stato il contenuto di una conversazione telefonica con Musumeci: "Il presidente della Regione mi diceva che è consapevole che dovrà farsi carico di questa negoziazione con Roma, per varie categorie di lavoratori". Interviene anche Marianna Caronia (Misto) si dichiara favorevole alla norma, perché "circoscritta a una categoria di lavoratori precisa: gli Ex Pip Emergenza Palermo". Dipasquale (Pd) chiede che vengano almeno garantiti gli stipendi. Figuccia (Udc), tra i maggiori sostenitori di questa norma, attacca chi ha tentato "di strumentalizzare questa norma che permette di mettere fine a una vergognosa situazione di lavoro nero legittimato dallo Stato. Finalmente questo governo sta assumendo una scelta precisa: rompere le catene che sottopone questi lavoratori a continui ricatti. E lo fa attraverso un percorso preciso". Savarino di Diventerà Bellissima chiede che il governo tuteli tutte le categorie di lavoratori che si trovano in situazioni simili.

20.31 - Si riparte dall'articolo 78 sugli ex Pip nella riscrittura fornita dal governo. Arancio del Pd chiede che i lavoratori Rmi siano equiparati agli ex Pip. Milazzo (Fi) spiega che con lo stesso stanziamento si permetterà il percorso di stabilizzazione di questi "mi permetto di chiamarli, lavoratori". "È una norma spinosa - aggiunge Milazzo - la sottoporremo al Consiglio dei ministri, ma diamo una possibilità a questi lavoratori a parità di risorse". Cancelleri "smonta" la norma: "La Resais è una società regionale e non si possono assumere persone a tempo indeterminato, sia per il blocco delle assunzioni sia perché devono essere assunti attraverso un concorso. Tra l'altro col comma 6 creiamo un nuovo bacino, una circostanza che potrebbe aggravare i costi per la Regione di qui ai prossimi anni". Zito (M5s) aggiunge: "E se ci dovessero essere dei concorsi per dei posti in pianta organica della Resais, è ovvio che dovremo aprirli a tutti. Ma voi volete ergervi a paladini degli ex Pip e noi passiamo per i cattivi. Invece siete voi che prendete per i fondelli questi lavoratori". Tamajo, di Sicilia Futura, annuncia il suo voto favorevole. Anche Lantieri del Pd annuncia il suo voto favorevole. Pullara di Popolari e autonomisti: "Sono lavoratori che ormai sono indispensabili, lo affermo per via della mia esperienza all'ospedale Civico di Palermo". Cracolici (Pd): "Questa è una questione complessa che va negoziata con lo Stato e che non può essere risolta con un 'vediamo se passa'. Io affiderei questa negoziazione alla Regione".

20.23 - La seduta ricomincia.

19.47 - Il presidente dell'Ars Gianfranco Miccichè raggiunge la Commissione Bilancio per capire come si sta organizzando il prosieguo dei lavori. L'obiettivo è di dare un'accelerata alla manovra finanziaria già questa sera e rinviare a domani l'approvazione delle tabelle.  Il M5s non sta trattando sul maxi-emendamento che la maggioranza sta cercando di scrivere per dare un'accelerata alla manovra finanziaria. "Nessuno di noi è entrato in commissione bilancio", dicono i pentastellati.

18.37 - Micciché sospende l'Aula. Pare che la Commissione Bilancio, d'intesa con il governo e parte dell'opposizione, prepari un maxiemendamento in cui racchiudere molte delle norme in attesa di approvazione. Potrebbero essere raggruppate in un'unica norma tutti quegli articoli che prevedono singole voci di spesa.

18.35 - Approvato l'articolo 33 sui disabili. Le cifre destinate al fondo per la disabilità e la non autosufficienza ammontano a 226 milioni di euro per i disabili gravissimi, 40 milioni per i disabili gravi e 5 milioni per i Piani personalizzati. Micciché: "Sono felice in questo momento di essere presidente di questa Assemblea".

18.23 - Il presidente della Regione Musumeci chiede di intervenire sul tema della disabilità: "Questo è un primo passo, il nostro impegno, come governo, è anche quello di cominciare ad abbattere le barriere architettoniche. Stiamo cominciando dalle scuole. Questo non è un atto di eroismo, ma il mantenimento di un impegno che avevo già preso. La migliore risposta alle ignobili e vergognose speculazioni politiche che sono state promosse e alimentate anche dall'interno di questo palazzo in queste ultime ore. A chi ha speculato sulla trincea del dolore dico: io da quella trincea non ho nulla da imparare. Se non avete rispetto per il presidente della Regione, almeno abbiate rispetto per il padre".

17.45 - Sull'emendamento, che nasce in un primo momento dalla volontà del presidente Micciché di tutelare le persone con autismo, intervengono  l'assessore alla Salute Razza, tutti i capigruppo che hanno firmato l'emendamento e numerosi parlamentari.

17.34 - Miccichè annuncia che, a proposito dell'articolo 33 "Fondo regionale per la disabilità e la non autosufficienza", governo e Ars insieme hanno deciso di includere un emendamento con cui si stanziano 5 milioni di euro per un fondo destinato ai "Progetti individuali per le persone disabili" (art. 14 l. 328/2000). L'emendamento è firmato dal governo e da tutti i capigruppo dell'Ars. Il progetto individuale comprende, "oltre alla valutazione diagnostico-funzionale o al profilo di funzionamento, le prestazioni di cura e di riabilitazione a carico del servizio sanitario nazionale, il piano educativo individualizzato a cura delle istituzioni scolastiche, i servizi alla persona a cui provvede il comune in forma diretta o accreditata, con particolare riferimento al recupero e all'integrazione sociale, nonché le misure economiche necessarie per il superamento di condizioni di povertà, emarginazione ed esclusione sociale". 

17.26 - Miccichè mette in votazione l'articolo 30: è approvato. L'articolo sblocca le stabilizzazioni per migliaia di precari dei Comuni e della Regione. I Comuni sono autorizzati ad assumere anche Lsu. I precari delle ex Asi, un centinaio di persone, transitano in forza della norma all'Irsap.

17.19 - Sulla norma che riguarda le stabilizzazioni dei precari degli enti locali, sono numerosi i punti messi in evidenza dai parlamentari. Il presidente Miccichè più volte chiede delucidazioni sulle eventuali coperture. Ma arrivano le rassicurazioni.

16.36 - Grasso: "Norma condivisa in tutte le Commissioni, c'è stato il confronto con i sindacati e sul tema c'è una norma nazionale". L'assessore illustra comma per comma la norma e spiega in che modo i comuni procederanno alla stabilizzazione dei precari. Interviene Luisa Lantieri, del Pd ed ex assessore regionale alle Autonomie locali con Crocetta: "Questa era una riforma dell'ex governo e sono contenta che il nuovo governo l'abbia fatta propria e l'abbia armonizzata con la Madia. In questo caso tra assessori c'è stata una continuità positiva". Si apre il dibattito e gli interventi sono nella maggior parte dei casi a favore della norma.

16.35 - Si passa all'articolo 30 "Norme sulla stabilizzazione dei precari delle autonomie locali".

16.34 - L'articolo 28 è approvato. Un articolo che racchiude numerose questioni legate al personale regionale: equipara il trattamento economico di 400 funzionari in servizio nei Beni culturali, assunti come tecnici diciotto anni fa, a quelli dei dirigenti, riapre i termini per i prepensionamenti, modifica il regolamento sui permessi per la 104.

16.33 - Si vota l'articolo 28.

16.08 - Si procede con la votazione degli emendamenti a un articolo molto delicato, sulla gestione del personale regionale e degli enti (articolo 28). Il governo presenta un emendamento su cui i 5 Stelle, con Zito, chiedono spiegazioni. "Non vorremmo fosse una sanatoria", dice. Dipasquale invece si schiera a favore dell'emendamento. L'assesore Grasso spiega che ha firmato l'emendamento perché "riguarda 400 funzionari dei Beni culturali che svolgono da anni funzioni di dirigente. I fondi ci sono". L'emendamento che sblocca il passaggio economico di questi regionali da funzionari a dirigenti è approvato.

15.49 - Cancelleri chiede al governo di spiegare comma per comma l'articolo. Al comma 1 si parla di "comandati della centrale unica di committenza". Per l'emendamento che chiede la soppressione del comma 1 c'è la richiesta di voto segreto: l'aula approva.  Micciché mette in votazione gli altri emendamenti all'articolo 28. Razza illustra il comma 2 che riguarda i comandati all'Assessorato alla Sanità. Cancelleri chiede il voto palese per l'emendamento sulla soppressione del comma 2: l'aula non approva. Approvato l'emendamento a firma Calderone sul comma 3. Il comma 4, dice la Grasso, "è un allineamento di norma". Savona spiega che il comma 5 ha a che fare con l'indennità di quiescenza per dirigenti che erano stati trasferiti. "L'assessore Grasso non conosceva il contenuto del comma - denuncia Cancelleri. - Queste sono norme che accontentano i parlamentari e che hanno nomi e cognomi scritti dietro. Davvero vogliamo fare ancora norme così?". Si vota l'emendamento sulla soppressione del comma 5 con voto segreto: non è approvato.

15.47 - Si passa all'esame dell'articolo 28 "Norme per il personale regionale e degli enti".

15.46 - L'articolo 16 è approvato.

15.19 - La seduta riprende. Micciché avvisa che è in distribuzione ai deputati una riscrittura dell'articolo 16. Nella riscrittura, il governo riduce i fondi a disposizione "per la realizzazione e gestione degli interventi finalizzati ad assicurare la manutenzione ordinaria e straordinaria, compresi gli interventi di urgenza e somma urgenza sul demanio idrico fluviale, esclusi i bacini montani, e gli interventi di cura e pulizia di fiumi e torrenti" da 7.741.284,75 a 6.541.284,75 euro e affida questi interventi al personale "del dipartimento regionale dello sviluppo rurale e territoriale, dell’Esa e dei Consorzi di bonifica" in maniera esclusiva e non prioritaria. In quest'ultimo caso, ha accolto un suggerimento arrivato dal Pd, con Antonello Cracolici. Gianpiero Trizzino (M5s) presenta un subemendamento per introdurre una convenzione con i vigili del fuoco. Cordaro annuncia la presentazione di un emendamento per inserire nell'articolo anche gli interventi per la bonifica del "mammellone" di Palermo dove sta sorgendo il parco Libero Grassi.

14.30 - Considerando la coincidenza con l'ora di pranzo, la sospensione dell'Aula si prolunga.

14.06 - Micciché sospende i lavori 5 minuti per capire con quali articoli proseguire nell'esame della manovra finanziaria.

13.30 - Si apre il dibattito sull'articolo 16. Intervengono Cracolici e Dipasquale del Pd. Quest'ultimo in particolare contesta il comma 6 che prevede una convenzione con la Capitaneria di porto per la vigilanza sul demanio marittimo. L'assessore Cordaro risponde alle contestazioni. Si prosegue con Angela Foti (M5s) che, con un emendamento, chiede che l'Assessorato provveda a un servizio di vigilanza sui beni oggetto della norma. Ma Riccardo Savona, presidente della Commissione Bilancio, dichiara che per questo emendamento non c'è copertura finanziaria. Armao rassicura Foti: "Sono beni che ristruttureremo e renderemo operativi, quindi ci sarà vigilanza, come in ogni dipartimento regionale". Marianna Caronia ha presentato un emendamento che prevede che la trasformazione del centro direzionale Asi nel centro direzionale della regione avvenga previo parere della Commissione parlamentare Ambiente". Dopo la richiesta di Cracolici di riscrivere una parte della norma, Cordaro chiede di accantonare l'articolo per 10 minuti. 

13.25 - Si passa all'esame dell'articolo 16 "Disposizioni in materia di beni della Regione Siciliana". Lo illustra  l'assessore all'Economia Gaetano Armao. I primi due commi prevedono che il Centro direzionale del Consorzio ASI di Palermo, in liquidazione, e il Villino Messina Verderame di proprietà della Crias di Palermo, sono acquisiti al patrimonio della Regione. "Sono due interventi volti a rilanciare l'attività di questi beni", ha detto Armao.

13.22 - L'articolo 17, che modifica i criteri per i trasferimenti della Regione ai Comuni, è approvato. Rispetto ai precedenti nove criteri, alcuni anche molto complessi, da quest’anno il calcolo verrà basato su due dati facilmente reperibili: popolazioni e spesa storica riferita al 2016. Il governo ha fatto proprio anche un emendamento presentato da Gianina Ciancio del M5s e uno presentato dal deputato Claudio Fava. Quest'ultimo ha commentato: "Gli strumenti di partecipazione democratica possono contribuire a migliorare la spesa degli enti locali e rappresentare un nuovo rapporto tra assemblee elettive e cittadini. Per farlo occorre però che questi strumenti siano vigilati e verificati, per valutarne effetti e rispetto”.

13.13 - Micciché apre la votazione sugli emendamenti all'articolo 17.

13.02 - Sempre sui trasferimenti ai Comuni (articolo 17), prende la parola Cancelleri: "C'è uno strumento che è la Conferenza Regione-Autonomie locali che potrebbe occuparsi di determinare i criteri per i trasferimenti. Questo al netto delle riserve che ci sono, è un modo per coinvolgere i Comuni sui loro trasferimenti. Noi proponiamo un sistema di trasferimento in due tranche, 60% e 40%. Questo permetterà ai Comuni di avere risorse e ossigeno senza accedere alle anticipazioni di cassa". L'assessore Grasso risponde a Cancelleri: "Il sistema che ho proposto è stato concordato con la Conferenza Autonomie. Possiamo discuterne, abbiamo sempre dialogato perché difendiamo gli stessi interessi, quelli dei comuni, che riguardano tutti i siciliani". Cracolici interviene per contestare un emendamento presentato dal governo, in quanto andrebbe contro l'idea di modificare il sistema di riparto: "Mi si era detto che serviva un nuovo sistema di ripartizione perché c'erano troppi contenziosi e io mi ero adeguato. Allora perché si fa riferimento a vecchie norme? Così creiamo solo incertezza".

12.53 - Si passa all'esame dell'articolo 17 "Disposizioni in materia di riparto dei trasferimenti ordinari di parte corrente agli enti locali". Elena Pagana del M5s chiede delucidazioni all'assessore regionale alle Autonomie locali Bernadette Grasso: "Dopo un'attenta verifica in Assessorato abbiamo visto che molti Comuni hanno proposto ricorsi perché lamentano il ritardo nel trasferimento delle risorse. Anche la Corte dei conti critica questo sistema di trasferimento. Già c'è stato un taglio se poi applichiamo nove criteri per i trasferimenti, si verifica un corto circuito. Questo meccanismo di calcolo agevola e semplifica il sistema dei trasferimenti facendo riferimento alla popolazione e al trasferimento dell'anno precedente. Se non siete d'accordo - dice la Grasso parlando con i parlamentari del M5s - io richiamerò questo voto d'aula ogni volta che un sindaco vincerà un ricorso contro la Regione. Perché ognuno deve assumersi le proprie responsabilità".

12.50 - Approvato l'articolo 11 sui beni culturali. L'articolo prevede che una parte degli introiti dei musei regionali saranno versati direttamente all'Assessorato ai Beni culturali per investimenti. Nel 2018 la quota sarà del 50%, nel 2019 del 70%. Recepite anche le norme statali sull'erogazione dei contributi per gli edifici di interesse storico accessibili al pubblico, su cui ieri si era acceso il dibattito in merito ai criteri per l'assegnazione dei finanziamenti.

12.45 - La seduta è riaperta. Micciché invita a votare subito l'articolo 11 "Disposizioni in materia di beni culturali", che ieri sera era stato rinviato. Si ritorna a votare gli emendamenti all'articolo. Approvato un emendamento di Barbagallo per cui i criteri di assegnazione dei contributi si allineano alla normativa nazionale. Si vota l'articolo nella sua interezza.

12.00 - Puntuale, il presidente Micciché apre la seduta, ma Sala d'Ercole è pressoché vuota quindi, "mio malgrado - afferma il presidente dell'Ars - poiché dovremo votare quasi subito, sono costretto a sospendere e far riprendere alle 12.30".