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Le Amministrative

Torna la guerra nel M5s di Licata
Attivisti spaccati su Cambiano


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Angelo Cambiano

Due liste, una ispirata dall'ex sindaco. I ribelli: "Ha portato la vecchia politica nel movimento"

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LICATA (AGRIGENTO) - Due liste di candidati per le Amministrative e una lotta interna che potrebbe mettere a rischio la presenza del simbolo del Movimento cinque stelle sulla scheda elettorale. Tornano agitate le acque Cinquestelle a Licata: a dividere gli attivisti dell città è la scelta del candidato sindaco e della lista da presentare alle elezioni di giugno che dovranno dare una nuova guida al Comune, commissariato da agosto 2017, quando il consiglio comunale sfiduciò
Angelo Cambiano.

Il nome dell'ex sindaco, il cui approdo al Movimento cinque stelle aveva provocato l'addio di alcuni attivisti storici, torna a dividere i grillini licatesi. "Non daremo il nostro sostegno alla lista presentata sotto il simbolo del M5s che fa esplicito riferimento a Cambiano", si legge in una nota firmata da un gruppo di "attivisti e candidati rispettosi delle regole del movimento". Un comunicato durissimo che porta a galla il pomo della discordia: tutto ruota attorno a una data, il 20 marzo. Era la dead line per l'invio dei nominativi allo staff del movimento: da qui il vaglio e il successivo via libera all'utilizzo del simbolo dei Cinquestelle. "Tutto regolarmente inviato in piena democrazia e trasparenza, così come prevedono le regole M5s", afferma a Livesicilia Gabriella Soraci, che di quella lista è il nome indicato per il ruolo di candidato sindaco. "Abbiamo anche votato regolarmente in una assemblea e il mio nome aveva superato quello della mia competitor che ora figura in un video promozionale del movimento insieme con altri nominativi".

Ad accendere la miccia, infatti, un video diffuso pochi giorni fa sui social con una breve presentazione di alcuni candidati alle elezioni di Licata. A parlare per prima è Annalisa Cianchetti, già assessore alla Protezione civile ed alla Scuola nella giunta Cambiano, ispettore capo di polizia e candidato sindaco in pectore del movimento. Nulla di ufficiale, però: nel video, infatti, è chiaro il riferimento alle Amministrative ma non vengono specificate le candidature. L'ex assessore di Cambiano, che parla per prima nella presentazione, è il nome sconfitto da Sorace nella consultazione interna. Quella scelta, secondo quanto raccontano i 'ribelli', sarebbe stata disattesa in una nuova riunione, datata 26 marzo, in cui di fatto sarebbe stato dato il via libera alla lista capeggiata dall'ispettore di polizia vicina a Cambiano.

"La lista di candidati consiglieri e sindaco presentata sotto direttiva di Cambiano è stata attinta prevalentemente dal suo personalissimo entourage - si legge nella nota - senza tenere conto della lista da noi presentata e inviata il 20 marzo". Durissimo l'attacco all'ex sindaco, che era stato designato da Giancarlo Cancelleri come assessore del suo eventuale governo regionale. Dopo aver ricordato il passato di Cambiano in Forza Italia, i grillini della 'lista 20 marzo' attaccano: nel gruppo dell'ex sindaco "convertito" agli ideali del Movimento cinque stelle esisterebbe una "piccola parte di attivisti motivati", mentre "gran parte" degli aderenti alla linea Cambiano sarebbero "espressione della vecchia politica". Poi la presa di distanza: "Noi non crediamo a tutta questa conversione di massa, pertanto non daremo il nostro sostegno alla nuova lista".

In realtà non è ancora chiaro se ci sarà una lista M5s a Licata: "La lista Cianchetti non ha avuto alcuna autorizzazione - ricorda Soraci -, noi abbiamo inviato tutto nei tempi previsti dal regolamento. Sono favorevole all'apertura del movimento a persone con esperienze diverse, ma un singolo non può ergersi a padrone assoluto disconoscendo le regole che ci hanno accompagnato finora. Tutti noi eravamo disponibili a fare 'un passo di lato' - conclude - ma dopo un confronto sereno, qui invece c'è stata una fuga in avanti. A questo punto attendo la decisione dello staff e a seguire farò le mie valutazioni". I fari ora sono puntati sullo staff del movimento, che dovrà dirimere la questione: "Non ci sono regole scritte - raccontano fonti grilline - ma la prassi prevede che in casio di disaccordo sulla presentazione della lista non venga concesso l'utilizzo del simbolo".