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LA CESSIONE

Raffineria di Augusta agli algerini
La Esso Italiana ha venduto


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Le rassicurazioni per il personale, le perplessità dei sindacati.

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SIRACUSA - La Esso Italiana vende la raffineria di Augusta dopo 57 anni. L’algerina Sonatrach rileverà lo stabilimento industriale tra i più longevi del polo petrolchimico sulla costa a Nord di Siracusa. È la stessa azienda de gruppo ExxonMobil a comunicarlo. Sonatrach rileverà la raffineria di Augusta e tre depositi carburante ad Augusta, Palermo e Napoli. “La Esso Italiana e le società del Gruppo ExxonMobil continueranno ad essere presenti nel mercato italiano anche grazie ad accordi pluriennali per la fornitura di prodotti petroliferi”, spiega l’azienda. E rassicura: “Sonatrach si impegna a mantenere la continuità gestionale ed operativa dei siti”.

“La decisione è frutto di un’approfondita e attenta valutazione”, ha detto Gianni Murano, presidente e amministratore delegato della Esso Italiana. “Il nostro impegno in Italia – ha aggiunto -, dove operiamo da oltre 125 anni, non viene affatto meno. La Esso Italiana e le società del Gruppo continueranno a servire il mercato e i propri clienti”. L’accordo, secondo quanto comunicato dalla Esso, non avrà riflessi sulle stazioni di servizio a marchio Esso, “sui clienti, distributors e grossisti carburanti e lubrificanti, né su altre attività del gruppo”.

Dal canto proprio, gli algerini sono alla prima esperienza internazionale: “Sonatrach è estremamente orgogliosa di effettuare in Italia, in particolare ad Augusta, il suo primo investimento internazionale nel settore della raffinazione”: lo ha detto Abdelmoumen Ould Kaddour, chairman e Ceo di Sonatrach. “Ci impegniamo – ha rassicurato soprattutto - a mantenere i livelli occupazionali, la continuità gestionale, l’eccellenza operativa e gli elevati standard in materia di salute, sicurezza e ambiente. Il nostro obiettivo è una presenza di lungo termine, nell’ottica della sicurezza e dell’impegno per un dialogo costruttivo con la forza lavoro, le autorità e le comunità”.

Esso italiana e Sonatrach collaboreranno per assicurare “una gestione attenta della transizione, con particolare riferimento al personale, alla sicurezza, alle relazioni con le comunità locali e alla tutela dell’ambiente”. Nel corso della transizione la Esso Italiana si è impegnata anche “a garantire il rispetto degli impegni assunti con le autorità”, il riferimento è alle prescrizioni – pena il sequestro del sito – imposte dal tribunale siracusano nell’inchiesta in cui i vertici aziendali sono accusati di disastro ambientale per l’ipotesi di inquinamento dell’aria. La sottoscrizione è stata già approvata dall’assemblea dei soci, mentre lacessione è prevista entro la fine del 2018. Il contratto di impiego dei circa 660 dipendenti verrà trasferito all’acquirente, secondo norma.

La notizia è piombata sul territorio come un fulmine a ciel sereno: né associazioni di categoria né parti sociali coinvolte finora sulla decisione. “Notizia che ci coglie di sorpresa – dice il segretario generale della Cgil Siracusa, Roberto Alosi -. Si è scelto un metodo carbonaro di arrivare a questa operazione, all’insaputa totale del territorio. La notizia sta creando allarme tra i lavoratori sia diretti che dell’indotto, ma c’è una grande preoccupazione anche tra le forze sindacali. Ci sembra paradossale che un territorio che ha ospitato da decenni con grande generosità la Esso come gli altri gruppi industriali del Petrochimico, venga tenuto all’oscuro. Uno strappo di cui avremmo fatto volentieri a meno. Ci preoccupa la tenuta sociale, occupazionale rispetto del territorio e dell’ambiente: cercheremo incontri in questo senso. Anche se un’operazione condotta in questi termini non ci fa sperare bene: speriamo di sbagliarci”.

"Riteniamo la decisione di Esso, oltre che preoccupante, sconcertante. Una decisione improvvisa che rischia di creare incertezza in una tra le più importanti aree industriali del Paese": lo hanno dichiarato in una nota Emilio Miceli, segretario generale della Filctem Cgil, e Giuseppe D'Aquila, segretario generale della Filctem Cgil Sicilia, dopo l'annuncio della cessione della raffineria di Agusta e dei depositi di Augusta, Palermo e Napoli agli algerini di Sonatrach. "Nella totale assenza di comunicazione ai sindacati - continuano Miceli e D'Aquila-, non sappiamo qual è la strategia di Esso in Italia e non conosciamo nulla degli obbiettivi del nuovo azionista. La preoccupazione è alta tra i lavoratori diretti e indiretti, ed è necessaria una informazione dettagliata sull'insieme dell'operazione che ha le caratteristiche di una fuga". "Tutto questo non contribuisce a fare chiarezza sugli assetti industriali e le ricadute occupazionali ed economiche sul territorio. Abbiamo richiesto l'attivazione di un confronto al MiSE per comprendere gli scenari che si andranno a definire per questa decisione che riteniamo grave": hanno concluso i due leader sindacali.