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Le Amministrative

Centrodestra, unità solo a parole
La corsa solitaria dei leghisti


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Alle Comunali di giugno tante crepe sui territori. I casi di Siracusa, Licata e Trapani.

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PALERMO - La coalizione resta, dicono a Roma le note e le dichiarazioni ufficiali. Lega e Forza Italia, divise dall'abbraccio ai 5 Stelle della prima, restano alleate sui territori, assicurano tutti. Ma è proprio così? La cartina di tornasole offerta dalle imminenti elezioni amministrative di giugno suggerisce altro.
Il centrodestra non marcia esattamente compatto. E il Carroccio in diverse realtà si è sganciato da Forza Italia e compagni, presentando un proprio candidato, come in settimana faceva notare in tv Gianfranco Miccichè con una certa insofferenza.

Mandato in soffitta il bipolarismo centrodestra-centrosinistra dopo l'irruzione sulla scena dei grillini, molti guardano al bipolarismo del futuro come quello tra populisti e anti-populisti. I primi, pronti a formare il nuovo governo nazionale. I secondi relegati all'opposizione a Roma ma ancora su campi avversi in giro per l'Italia. Eppure, guardando proprio ai territori, si nota come gli schemi del passato scricchiolino.

Prendete Messina, ad esempio. Qui il centrodestra spinge la candidatura di Placido Bramanti, che vuole succedere a Renato Accorinti alla guida della terza città siciliana. Non mancano i concorrenti interni nel centrodestra, che esprime altri candidati. E la Lega? Non ha ancora deciso. Nel Carroccio si parlamenta da giorni e i segnali fin qui arrivati non sembrano il preludio di una convergenza su Bramanti.

Ancora più netta la divaricazione a Siracusa. Qui il centrodestra punta si Paolo Ezechia Reale, già assessore regionale all'Agricoltura. Ma la Lega non è della partita. I salviniani infatti qui corrono da soli, sostenendo Francesco Midolo, 58 anni, ex assessore comunale ed ex Forza Italia. Una bella spina nel fianco per i forzisti proprio nella provincia più grillina di Sicilia. Il Carroccio dal canto suo ha addebitato agli alleati la responsabilità della rottura per non aver voluto fare le primarie.

Stesso identico copione a Trapani. Dove il centrodestra, o quel che ne rimane dopo la migrazione di tanti suoi pezzi verso il dem Giacomo Tranchida, ha scelto di sostenere l'avvocato Vito Galluffo. Non la Lega, che schiera invece l'imprenditore agricolo Bartolo Giglio. "È una scelta dettata dalla consapevolezza di rappresentare l’unica vera destra del territorio trapanese e dare seguito alla volontà espressa, nelle precedenti elezioni, dagli elettori", ha spiegato il senatore Stefano Candiani, commissario della Lega in Sicilia,

A Catania, invece, la Lega alla fine ha trovato l'intesa con gli altri di centrodestra a sostegno di Salvo Pogliese. E anche a Ragusa i leghisti dovrebbero sostenere il candidato di centrodestra, a Modica i partiti di centrodestra convergono sul candidato della Lega Gabriele Amore. Ognun per sé anche a Licata, dove la Lega corre con una propria candidata, l'avvocato Annalisa Tardino.

Insomma, unità del centrodestra si fa per dire. D'altronde, la Lega con Alessandro Pagano ricordava un mese fa come chi invoca compattezza “predica bene ma ha razzolato male in questi mesi”. Un riferimento, tra l'altro, all'esclusione della Lega dal governo regionale.