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Caltanissetta

Montante arrestato per corruzione
"Spiava le inchieste dei magistrati"


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L'ex presidente di Confindustria Sicilia è ai domiciliari, così come tre agenti di polizia. I NOMI


CALTANISSETTA - Associazione per delinquere finalizzata alla corruzione. Questa l'accusa rivolta all'ex presidente di Confindustria Sicilia
Antonello Montante, che è stato arrestato dagli agenti della squadra mobile di Caltanissetta. Insieme con Montante,  che è attualmente presidente della Camera di Commercio di Caltanissetta e presidente di Retimpresa Servizi srl di Confindustria Nazionale, sono state arrestate altre cinque persone. Nei confronti di un sesto indagato è stata disposta la sospensione dall'esercizio di pubblico ufficio per un anno. L'inchiesta è coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Caltanissetta. Gli arrestati sono accusati, a vario titolo, "di essersi associati allo scopo di commettere più delitti contro la pubblica amministrazione e di accesso abusivo a sistema informatico, nonché più delitti di corruzione". Prevista una conferenza stampa per le 11. 

Tra gli arrestati, tutti ai domiciliari, ci sarebbero anche tre agenti della Polizia di stato che avrebbero fatto parte di una rete di spionaggio al servizio di Montante. I tre poliziotti, due in servizio e uno poi andato in pensione, erano in servizio a Palermo. Secondo le indagini della squadra mobile della Questura Nissena facevano parte di una 'rete di informatori' di Montante al quale avrebbero passato anche dati riservati a cui potevano avere accesso.

L'inchiesta è coordinata dal procuratore Amedeo Bertone, dall'aggiunto Gabriele Paci e dai sostituti Stefano Luciani e Maurizio Bonaccorso.  I reati ipotizzati, a vario titolo, sono associazione per delinquere finalizzata a commettere delitti contro la pubblica amministrazione, accesso abusivo a sistema informatico, e corruzione.

L'imprenditore è stato uno degli esponenti di punta della svolta antimafia di Confindustria ricoprendo anche la carica di responsabile nazionale per la Legalità. Le indagini della squadra mobile e della procura di Caltanissetta gli contestano di aver creato una rete illegale per spiare l'inchiesta che era scattata nei suoi confronti tre anni fa, dopo le dichiarazioni di alcuni pentiti di mafia. Il 22 gennaio di due anni fa, Montante aveva ricevuto un avviso di garanzia per il reato di concorso esterno in associazione mafiosa, venivano ipotizzati legami d'affari e rapporti di amicizia con Vincenzo Arnone, boss di Serradifalco, figlio di Paolino Arnone, storico padrino della provincia di Caltanissetta morto suicida in carcere nel 1992. Vincenzo Arnone è stato testimone di nozze di Montante.

Ai domicilIiari finiscono pure Giuseppe D'Agata, colonnello che ha guidato la Dia di Palermo per poi approdare ai servizi segreti; Diego Di Simone ex sostituto commissario della squadra mobile di Palermo, assoldato da Montante come responsabile della sicurezza; Marco De Angelis, pure lui sostituto commissario ma in servizio alla prefettura di Milano; Ettore Orfanello che ha lavorato alla Polizia Tributaria palermitana; l'imprenditore Massimo Romano. Sospensione per un anno nei confronti di Giuseppe Graceffa, vice sovrintendente della Questura di Palermo.

(ANSA)