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IN COMMISSIONE

No alla chiusura di Esa e Iacp
Collegato "svuotato" all'Ars


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Il Pd: "La montagna ha partorito un topolino". Caronia: "Leggi solo in Commissione Bilancio".

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PALERMO - Via il super-Irfis, via l'Agenzia per la casa, via la riorganizzazione dell'Istituto zooprofilattico e dei Beni culturali, via la soppressione dell’Esa. Il "collegato" alla Finanziaria 2018, il testo che doveva raggruppare alcune delle norme più caratterizzanti della legge di Stabilità che erano state stralciate prima dell'approvazione in Aula, esce dall'esame in Commissione Bilancio ancora più snello di quanto si pensasse. Tanto che il gruppo del Pd ironizza: "La montagna ha partorito un topolino".

Per cominciare, niente super-Irfis, ma ecco comparire l'Ifis, l'Istituto finanziario per le imprese siciliane, che raggrupperà Ircac e Crias. La norma per l'accorpamento dei due istituti di credito è stata riscritta: i due enti sono incorporati per fusione e mantengono le risorse finanziarie di pertinenza che rimangono a disposizione degli stessi comparti produttivi. Per la riorganizzazione complessiva degli enti finanziari della Regione la legge stabilisce che ci sono otto mesi di tempo.

Salta dal testo anche la norma sull'Istituzione dell'Agenzia per la casa che doveva segnare la scomparsa degli Iacp. L'articolo è stato bocciato, mentre è stata accantonata la soppressione dell'Esa. La norma potrebbe essere discussa da Sala d'Ercole nel caso in cui il governo decida di presentare un emendamento con una riscrittura. Riscritto invece l'articolo del "collegato" che riguarda l'organizzazione, la vigilanza e il controllo delle società partecipate della Regione. Bocciato l'articolo che pone a carico del Fondo pensioni i trattamenti di quiescenza degli ex dipendenti dei Consorzi Asi. Ritirata la norma che riguarda la "regionalizzazione" dell'Istituto zooprofilattico: questione che aveva creato alcuni dissapori nella maggioranza.

"Riforme inadeguate e insufficienti che non avrebbero potuto certamente essere realizzate con il rinvio a decreti del presidente della Regione. Le riforme, come abbiamo sempre sostenuto le approva il parlamento", dicono il capogruppo del Pd Giuseppe Lupo e il vice presidente della Commissione Bilancio, Baldo Gucciardi, che hanno partecipato oggi ai lavori della Commissione. "Il governo Musumeci, ad oltre sei mesi dall'insediamento, è fermo ai blocchi di partenza - continuano i parlamentari del partito democratico - anzi, nonostante i tanti proclami, non ha affrontato neppure le emergenze a partire da quella dello smaltimento dei rifiuti". Inoltre, riferiscono, "abbiamo votato contro l’accorpamento di Ircac e Crias, ritenendolo inutile, ma abbiamo chiesto che si realizzi solo a seguito di specifici pareri delle commissioni Bilancio ed Attività produttive, dopo aver sentito le associazioni delle categorie dei settori economici interessati, salvaguardando i diritti dei lavoratori e mantenendo la funzione di sostegno per il credito alle imprese esercitata fino ad oggi dai due istituti. Abbiamo votato contro un disegno di legge vuoto e inconsistente che adesso esamineremo in Aula".

"In questa legislatura - attacca Marianna Caronia, del Gruppo misto - non ci è consentito svolgere il nostro ruolo di legislatori. Praticamente, la sola Commissione che ha voce in capitolo è quella Bilancio che si ritrova a discutere di fauna, flora, ambiente, attività produttive. Alle Commissioni di merito non resta che collezionare pareri. La mia proposta, quindi - conclude provocatoriamente - è che ci mettano tutti in Commissione Bilancio". "La tecnica usata per la finanziaria e ora anche per il collegato è quella del rinvio all'attuazione delle disposizioni con decreto, o del presidente o dell’assessore. Il parlamento in questo modo viene depauperato del suo ruolo legislativo, mentre le commissioni stanno servendo a malapena a dare dei pareri e talvolta nemmeno a quello", aggiunge il deputato regionale del Movimento 5 Stelle e componente della Commissione Bilancio Luigi Sunseri. "Questo modo di agire è quello che abbiamo criticato sin dal primo giorno. I deputati - conclude Sunseri - non sono passacarte del Governo".