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IL PIANO

Tunnel, parcheggi e aree pedonali
La rivoluzione chiamata tram FOTO


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Linea per linea, tutte le novità del progetto che promette di cambiare il volto di Palermo.


PALERMO - 
Due mini-tunnel in viale Regione, 15 parcheggi multipiano, un ponte sull’Oreto, senso unico in via Leonardo da Vinci e viale Lazio, allargamento di viale Strasburgo, spostamento dei binari al centro a Notarbartolo con abolizione dell’attuale capolinea, dei pali e delle barriere anche in via da Vinci, via Roma fino a via Cavour, via Ruggero Settimo e via Marchese di Roccaforte pedonalizzate, nuove rotonde a piazzale Einstein (dove sorgeva il Motel Agip) e piazza XIII Vittime. E tanto altro ancora. Si perde quasi il conto delle novità che contiene il progetto preliminare delle sette linee di tram che il comune di Palermo intende costruire da qui a pochi anni: un piano che, se fosse attuato per intero e per come è stato pensato, segnerebbe una rivoluzione copernicana per la viabilità cittadina e per i quartieri interessati.


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In realtà il progetto è ancora alle battute iniziali. Attualmente Palermo ha tre tratte già attive, per un totale di quasi 30 chilometri, inaugurate a fine 2015, su cui corrono tre linee: la linea 1 che da Roccella porta alla Stazione centrale; la 2 e la 3 che da Cep e Borgo Nuovo vanno a Notarbartolo; la 4 che da Notarbartolo percorre viale Regione siciliana fino all’altezza di corso Calatafimi. Un sistema che al momento risulta un po’ monco, visto che la linea 4 non si collega a nessun’altra stazione e che la 2 e la 3 interessano solo una parte della periferia cittadina, oltre al fatto che nessun binario passa dal centro.

Per questo Palazzo delle Aquile ha pensato sin dal 2014 ad altre sette linee (per altri 66 chilometri) che, oltre a toccare le altre periferie (Bonagia, Zen e le borgate marinare di Mondello e Sferracavallo, quest’ultima chiesta dal consiglio comunale in sede di approvazione dello schema di massima del Prg), passerebbero da assi centralissimi come via Roma, via Libertà e via Ruggero Settimo ma soprattutto connetterebbero i grandi snodi come la Stazione centrale e quella Notarbartolo. Delle sette linee, le prime tre (A, B e C) sono state considerate prioritarie: costano 198 milioni e i fondi sono quelli del Patto per Palermo. Scelto, attraverso un concorso di progettazione, il progetto di fattibilità tecnico-economico semplificato di Rpa, Rgm e Technital (rappresentati da Cassata, Bonadies e Scotti), la tabella di marcia prevede che entro il 2018 si facciano le indagini passando alla progettazione definitiva e alla scelta del general contractor nel 2019 e ai cantieri nel 2020, che dovrebbero essere ultimati in tre anni. Per le altre quattro, invece, servono 440 milioni che il Comune spera di attingere da un fondo ministeriale ad hoc: ci sono alcuni miliardi destinati ai comuni che, progetti alla mano, vogliono aumentare le linee di tram. Manna dal cielo per Palazzo delle Aquile. Peraltro 68 milioni sono già disponibili: 18 dall’agenda urbana del Por 2014/20 e 50 dalle risorse liberate (quindi attuali) del Por 2007/13.

Al momento, però, è tutto sul piano della teoria. Le indagini dei prossimi mesi, realizzate con droni e georadar, archeologi e geotecnici, potrebbero convincere gli esperti a modificare alcune cose, così come il Comune, la Sovrintendenza il Genio Civile, il consiglio comunale o i cittadini potrebbero chiedere cambiamenti. Ma se tutto fosse confermato, il modo di spostarsi in città (e non solo con il tram) sarebbe completamente diverso da quello che attualmente conosciamo. Anche perché l'investimento sul tram, i cui fondi sono contenuti nel Patto per Palermo, potrebbe muoverne altri, come i 127 milioni di finanza di progetto per i parcheggi. “Il Patto per Palermo attiverà e promuoverà anche altri interventi, come quelli realizzabili con la finanza di progetto – spiega l’assessore Emilio Arcuri – ed è sempre grazie al Patto che abbiamo potuto finanziare la progettazione esecutiva. Si tratta di una grande opera di riqualificazione urbana”.

LE TRATTE Le principali novità rispetto allo studio di fattibilità a base del concorso e inserito da Sala delle Lapidi nello schema di massima del nuovo Piano regolatore, riguardano due percorsi circolari a Bonagia e Mondello, oltre che il prolungamento dei binari su corso Tukory e allo Zen e un nuovo deposito a Giachery (dietro il mercato ortofrutticolo grazie allo strumento della compensazione). I percorsi saranno senza pali (le vetture saranno a batteria) e in larga parte senza barriere.



La tratta A sarà senza barriere e collegherà la Stazione centrale (dove sorgerà un parcheggio multipiano) a via Alcide de Gasperi, passando per via Roma; all’altezza di via Cavour il binario si sdoppierà e proseguirà per piazza Sturzo, via Marchese di Villabianca, via Marchese di Roccaforte, piazza don Bosco (con parcheggio interrato,) piazza Leoni, viale del Fante fino a piazza Giovanni Paolo II (con due parcheggi sotterranei a quattro livelli). In direzione sud i binari percorreranno via Croce Rossa e via Libertà, via Ruggero Settimo (con parcheggio interrato su piazzale Ungheria) e infine via Cavour. Via Roma dovrebbe essere completamente pedonalizzata, così come via Marchese di Roccaforte (da Cordova a don Bosco) e via Ruggero Settimo; una zona pedonale sorgerà anche in via Sicilia. In via Libertà (nel tratto tra piazza Croci e piazza Castelnuovo) la carreggiata centrale sarà chiusa alle auto e dedicata al tram e alle piste ciclabili in ambedue le direzioni. Anche qui sorgerà un parcheggio interrato.

La tratta B congiungerà Notarbartolo con Giachery, passando da via Duca della Verdura ma interessando nelle rigenerazioni urbane e nella viabilità anche via Lazio, via Sciuti e via Terrasanta. Il progetto prevede di rimodulare lo svincolo di piazza Einstein (ex Motel Agip), istituire sensi unici in viale Lazio e via Da Vinci (con eliminazione delle barriere, almeno secondo le raccomandazioni della commissione), creando davanti la Stazione solo degli stalli per gli autobus.

La tratta C unirà l’attuale linea 4 (quella su viale Regione) con Orleans, passando da via Basile, con uno sovrappasso su corso Calatafimi. In corrispondenza dello svincolo Basile si realizzerà un doppio mini tunnel dedicato al tram, che così eviterà di ridurre lo spazio per le auto. I binari però proseguiranno su corso Tukory, giungendo fino alla Stazione centrale, eliminando così il viadotto sulla circonvallazione di cui finora si era parlato. Due sovrappassi pedonali sorgeranno in viale Regione, all'altezza di via Palmerino e via Altofonte. La tratta sarà senza barriere tra Orleans e la Stazione Centrale.

Ponte sull'Oreto



La tratta D andrà da Orleans a Bonagia. Da via del Bassotto fino a Guido Rossa sarà a binario singolo e, lungo via del Levriere, tornerà a doppio binario in via del Bassotto. Anche qui niente barriere. La circonvallazione sarà scavalcata attraverso il viadotto esistente, che sarà modificato. L’incisione dell’Oreto sarà superata con un ponte a campata unica in acciaio ad arco con impalcato intermedio.

Lo spostamento della casa del custode



La tratta E collegherà via Croce Rossa con Mondello, viale Strasburgo sarà completato espropriando i tratti oggi non percorribili (con un parcheggio interrato e la connessione alla stazione Francia), ma la tratta toccherà anche lo Zen. In viale Strasburgo e via San Lorenzo ci sarà un doppio binario su sede propria, con lo spostamento dell’edificio storico della casa del custode dell’Istituto Ventimigliano (oggi Questura) di 10 metri. Il tracciato sarà a doppio binario allo Zen, in via Pertini e in via dell’Olimpo; per 4,6 chilometri la sede sarà protetta, quindi con barriere. Da piazza Castelforte il binario sarà singolo lungo via Venere, viale Margherita di Savoia, piazza Valdesi, viale Regina Elena con capolinea tra via Teti e via Mondello, tornando da va Palinuro, via Galatea e via Mattei fino a Castelforte. I tram passeranno dunque dal lungomare che sarà pedonalizzato; anche qui niente barriere, consentendo di attraversare i binari a mezzi di soccorso e residenti.

La tratta F va da Giachery alla Stazione centrale, con la riprogettazione di piazza Giachery in più fasi con tanto di sottopasso tramviario. Le vetture percorreranno via Crispi, via Cala e il Foro Italico, tutto a doppio binario e lato mare che consentirà così di proteggere la pista ciclabile affacciata sul litorale. Il Castello a Mare sarà collegato con una passerella pedonale.

La tratta G prevede il collegamento Lanza di Scalea-Sferracavallo, passando da via Einaudi e piazza Bolivar. Un tratto sarà protetto da barriere. Su via Palazzotto al terminal del tram, che è anche stazione del passante ferroviario, verrà realizzato un giardino pubblico che contenterà il collegamento pedonale via Catullo e il terminal, dove si realizzerà un parcheggio.

Piazzale Ungheria



I PARCHEGGI La realizzazione delle nuove linee comporterà una riduzione dei posti auto sulle strade, pertanto il piano prevede la realizzazione di nuovi parcheggi grazie a economie e finanza di progetto. Ecco quindi che si prevedono parcheggi multipiano interrati nella zona Libertà, De Gasperi e Don Bosco (1.103 stalli); interrato multipiano a piazza Costantini (226); multipiano a piazza Giulio Cesare (165); Levriere a raso (150); interrato multipiano in Strasburgo (Metropolitan), Francia, Galatea e Mongibello (1.214); interrato al Foro Italico (445); a raso con un piano interrato in via Palazzotto (142). In totale 3.445 stalli contro i 2.769 su strada soppressi. In piazzale Ungheria il parcheggio a raso sarà sostituito da uno interrato a tre livelli. In totale si tratta di 15 parcheggi, di cui 10 da realizzare con finanza di progetto per 127 milioni.

LE STRADE Anche la circolazione su gomma subirà delle modifiche: attorno alla Ztl si procederà in senso antiorario unico (Cavour, Papireto, Tukory, Lincoln), mentre al Foro Italico e in via Crispi resterà il doppio senso. Via Leonardo da Vinci sarà a senso unico verso il mare e viale Lazio invece verso monte; i tir giungeranno in viale Lazio da via Montepellegrino a doppio senso e da via Imperatore Federico a senso unico. Basile e Belgio, insieme alla circonvallazione, resteranno assi principali a doppio senso.

LE PIAZZE Prevista la riqualificazione delle piazze Borsa, Nascé, Sturzo, Butera, Giulio Cesare, Due Palme, Ziino, Boiardo (Notarbartolo), Montalto e quella su corso Tukory.

FERMATE Saranno 102, distribuite su 67 chilometri. Le pensiline saranno in acciaio zincato e verniciato con sedute in lamiera forata, mentre la pavimentazione sarà realizzata con in materiale composito.

VETTURE Per le prime tre linee (21 chilometri) serviranno 12 nuove vetture; per le altre (43,2 chilometri) almeno altre 29. Le vetture saranno ibride, potranno cioè circolare su tutte le linee presenti e future.

DUE RUOTE Previste nuove piste ciclabili per 28 chilometri in sede esclusiva e 20 in promiscua, oltre a una cinquantina di stalli per bike e car sharing.

VERDE Il piano indica con precisione anche le nuove alberature, prevedendo per esempio che eucalipti e pini a Mondello lascino il posto alle erytrine, che in via Crispi ci siano due alberature laterali con essenze diverse dai pini e che alcune piazze del centro si arricchiscano con le palme. Oleandri per Sferracavallo. Sul verde la commissione giudicatrice ha previsto il restauro del verde storico, che sarà obbligatorio, la redazione del bilancio del verde pre e post cantieri e l’utilizzo sui volumi edilizi (terminal, Parcheggi, cabine di trasformazione) di pareti e tetti verdi.

AMPLIAMENTO Lo studio arriva a ipotizzare anche possibili scenari futuri: un giorno i tram potrebbero percorrere via Perpignano e via Dante, ma anche via Montepellegrino, via Alessi, Ammiraglio Rizzo sino all’Acquasanta e da viale Francia fino a giungere a Cruillas e al Cep.