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Brancaccio, il giorno del dolore
Addio ad Angela e Annamaria


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Il funerale delle donne travolte e uccise. Una parente: "All'assassino penserà la giustizia divina"

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PALERMO -
A Brancaccio è il giorno dell'addio. Un chiesa gremita ha accolto i feretri di Angela Merenda e Annamaria La Mantia, le due donne investite da un pirata della strada venerdì sera. Tutto il quartiere si è stretto attorno ai familiari, colpiti dalla tragedia quattro giorni fa, quando madre e figlia stavano per tornare a casa, all'uscita dalla chiesa evangelica "Dio con Noi", in via Fichidindia.

In quello stesso luogo, oggi, la comunità ha ricordato le due donne e pregato per loro: "Angela e Annamaria avevano riconosciuto nella loro anima, la presenza costante di Gesù - ha detto il pastore durante la celebrazione -. Adesso saranno per sempre insieme. Vorrei dire tante cose ai familiari, vorrei consolarli - ha aggiunto - ma spesso le parole non bastano. Se crediamo, non moriremo mai, anche in presenza della morte possiamo onorare la vita, come quelle delle nostre care Angela e Annamaria".

All'esterno della chiesa, amici, conoscenti e parenti, non si danno pace: "Una famiglia distrutta - dice una cugina - ed è tutta colpa di chi ha avuto il coraggio di scappare senza nemmeno chiamare i soccorsi". Le lacrime prendono il sopravvento quando prende la parola Enza Merenda, sorella di Angela e figlia di Annamaria: "Non riesco a dare una spiegazione a quello che è successo. Ieri sera, mentre ero a letto, mi sono chiesta perché fosse accaduto. Mia madre e mia sorella non ci sono più, ma sono sicura che sono con Gesù. A giugno avrebbero dovuto battezzarsi, si stavano preparando a quel momento".

Poi le parole forti della suocera della 42enne: "Angela e Annamaria, siete state due mamme esemplari, due donne semplici, ma forti, sarete sempre un esempio per tutti noi. Del vostro assassino si occuperà la giustizia divina, di fronte a quella sarà riconosciuto davvero quello che quest'uomo è stato in grado di fare. Per noi questo non è un addio, ma un semplice ciao: sarete sempre nei nostri cuori e, fino a quando avrò vita, mi occuperò dei tuoi figli, Angela. Vi vogliamo bene".

I feretri sono stati salutati all'uscita dalla chiesa dagli applausi e dal volo delle colombe bianche, mentre l'ultimo viaggio di madre e figlia è proseguito nella zona di via Oreto, dove abitavano tanti anni fa, per poi concludersi al cimitero di Sant'Orsola. Resta invece in carcere Emanuele Pelli, il 35enne il quale arresto per duplice omicidio stradale è stato convalidato ieri dal gip. Dopo essere stato individuato, nella giornata di sabato, ha confessato ai carabinieri di essere fuggito dopo l'incidente perché senza assicurazione e con la patente scaduta.