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Il caso

Indennità di rischio per usare il pc
Il Comune chiede indietro i soldi


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Stato di agitazione dei dipendenti comunali. Le opposizioni all'attacco


PALERMO - Il Comune di Palermo chiede indietro i soldi erogati ai propri dipendenti in passato come "indennità di rischio per attività svolta al videoterminale". Una mossa attuata per evitare altri richiami e sanzioni da parte del ministero dell'Economia. Il caso delle indennità di rischio per il lavoro al computer rappresenta una di quelle anomalie contestate al Comune dalle ultime rilevazioni del Mef. Quando entrò in vigore la norma, il Comune ha inserito nei contratti collettivi decentrati dei suoi dipendenti amministrativi un'indennità per l'uso del computer. Un gettone autorizzato quando l'utilizzo dei primi videoterminali provocava, a detta di medici ed esperti, problemi posturali e alla vista. Così per tutti i dipendenti che lavoravano al pc per più di venti ore settimanali i dirigenti certificavano e autorizzavano l'indennità. Successivamente la norma è stata modificata, come del resto la qualità delle dotazioni tecnologiche, e gli ispettori del Mef non hanno certo evitato di farlo notare.

Così l'amministrazione comunale è corsa ai ripari e da ieri ha cominciato ad inoltrare ai dipendenti che ne hanno beneficiato una richiesta ufficiale per la restituzione delle somme erogate principalmente dal 2002 al 2005, riservandosi la possibilità di integrare nuove cifre dopo ulteriori verifiche. Il Capo di gabinetto Sergio Pollicita, che ha redatto e firmato le note, ha imputato tale decisione alle disposizioni del ministero, riportando nelle richieste inviate parte delle osservazioni messe nero su bianco nella relazione che lo scorso novembre ha fatto tremare Palazzo delle Aquile: “Il Mef ha esplicitato chiaramente – si legge nel documento inviato ai dipendenti - come sia di tutta evidenza che il computer rientra come ordinario strumento di lavoro. Appare per tanto irragionevole il pagamento di un compenso aggiuntivo”. E ancora: “Quanto esplicitato dal Mef trova la condivisione di questo Ente, pertanto è nostro intendimento procedere al recupero delle somme indebitamente percepite per il quadriennio 2002/2005 e per il 2007”.

Le ingiunzioni di pagamento per migliaia di euro hanno fatto scattare le organizzazioni sindacali che hanno immediatamente proclamato lo stato di agitazione dei dipendenti comunali: “L'amministrazione ha deciso autonomamente e senza un preventivo confronto di inviare formali diffide ai lavoratori che hanno percepito l'indennità – si legge in una nota congiunta di Cisl, UilFpl e Csa – Questo modus operandi viene considerato inaudito e non sostenibile”. I sindacati non risparmiano battute al vetriolo al sindaco Leoluca Orlando: “Ancora oggi riecheggiano le parole del sindaco in Consiglio comunale che bollavano l'ispezione del Ministero e le sue risultanze come strumentalizzazione politica. Dalla fine dell'istruttoria del Mef invece – hanno sottolineato i sindacati - tutti i dirigenti coinvolti, insieme al segretario generale stanno attuando, senza un'adeguata informazione preventiva, una serie di misure come le diffide. Misure messe in pratica nonostante gli accordi decentrati siano perfettamente a norma e le determine dirigenziali siano firmate e autorizzate da tutti i componenti gestionali, compreso il Ragioniere generale”.

Insomma per le parti sociali se l'anomalia esiste non dovrebbe essere corretta sulle spalle dei dipendenti: “L'erogazione delle indennità non solo era prevista dai contratti – ha attaccato Gianfabio Munafò della Cigl – ma veniva autorizzata direttamente dai dirigenti di area e dopo dalla ragioneria generale che avrebbe dovuto verificare le voci di pagamento. E sono gli stessi che oggi chiedono indietro il denaro. Se i dirigenti certificavano il rischio e la ragioneria autorizzava il pagamento, non si può oggi chiedere la restituzione in blocco delle indennità accumulate in cinque anni. Non possono e non devono pagare le conseguenze dei rilievi del Ministero solo i dipendenti, ci sono altri attori in questa storia che hanno avuto responsabilità precise”. “Apprendiamo con stupore dai sindacati l’indizione dello stato di agitazione a seguito della decisione dell’Amministrazione comunale di inviare formale diffida ai lavoratori che hanno percepito l’indennità di videoterminale  – a renderlo noto è Daniele Galici, dirigente Ugl che prosegue – Decisione arbitraria, quella dell’amministrazione, posta senza un preventivo confronto per cercare altre strade per il recupero delle somme. Inevitabile chiedersi sulle scriventi organizzazioni sindacali: Dove sono state fino ad ora? Forse sono state ingenue? Perché non hanno chiesto convocazione all’amministrazione per gli opportuni chiarimenti del caso? I quesiti sorgono spontanei". 

Le diffide, ormai di dominio pubblico, hanno destato dure reazioni dal parte dei consiglieri di opposizione: “Siamo preoccupati per le numerose criticità che giorno dopo giorno emergono a causa dell’incapacità gestionale e dell’arroganza di chi nega i problemi – ha affermato Fabrizio Ferrandelli -. Dai rilievi delle Corte dei conti, passando a quelli mai chiariti del Mef, alle ultime note interne dei tecnici delle aziende controllate, emerge il quadro di una amministrazione alla deriva. Non possiamo tollerare che a pagarne il prezzo siano dipendenti e cittadini. Accenderemo un serio e duro dibattito a partire da stasera in Consiglio”.

"Senza dubbio è necessario che Comune e parti sociali creino un tavolo di discussione per trovare una soluzione nel rispetto dei lavoratori ma anche della legge", ha sottolineato Giulio Tantillo, capogruppo di Forza Italia. Entrata a gamba tesa anche da parte di Ugo Forello, che guida il Movimento 5 stelle in Aula e che è tornato a chiedere le dimissioni di Orlando: "Qualche mese fa il sindaco dichiarava in aula che la relazione era 'piena di strafalcioni', con 'anomalie' e 'incongruenze'. Oggi a distanza di sei mesi, come avevamo già da tempo preannunciato, le diverse e molteplici irregolarità denunciate dal Mef sono tanto fondate da indurre l'amministrazione, in autotutela, a richiedere indietro delle somme erogate ai dipendenti. E' uno scandalo, anche perché alla fine a pagarne le conseguenze non sarebbe chi ha sbagliato ma gli incolpevoli e indifesi lavoratori. Avevamo chiesto già a dicembre le dimissioni del sindaco e non possiamo che reiterarle con forza adesso perché responsabile politicamente di questo disastro amministrativo-contabile". Per Andrea Mineo "è preoccupante lo stato di agitazione dei dipendenti comunali proclamato dai sindacati. E' necessario un confronto serio fra le parti per mettere in campo i correttivi più adeguati per scongiurare ulteriori danni per l'Amministrazione e disagi per i lavoratori". Sulla vicenda è intervenuta anche Sabrina Figuccia: "Ai sensi del Tuel, chiederò l’invio di un commissario ispettivo al Comune per il chiarimento dei fatti".

Ha chiarito la posizione dell'Amministrazione comunale l'assessore al Personale Gaspare Nicotri che ha preannunciato le stesse misure anche per quanto riguarda le indennità per gli progressione orizzontale: "Questa situazione si è venuta a creare dopo le rilevazioni del ministero e il segretario generale e i dirigenti non hanno potuto far altro che mettere in campo i correttivi necessari. E' naturale che - ha aggiunto - la restituzione delle somme potrà avvenire anche rateizzando il debito. Se alcuni dipendenti dovessero dimostrare, motivando la propria posizione, di vivere in condizioni particolarmente difficili, l'Amministrazione comunale valuterà ulteriori soluzioni per venire incontro alle loro esigenze".