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Palermo

Infermiere aggredito al Civico
Pugno al volto davanti a un bimbo


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Autore del gesto il parente di un paziente ricoverato.


PALERMO-  E' un'emergenza senza fine negli ospedali palermitani. Un'altra aggressione è avvenuta ieri sera all'ospedale Civico, nel reparto di Oncologia medica, dove ad avere la peggio, stavolta, è stato un infermiere di 45 anni. E' stato lui stesso, poco prima delle 20, a chiamare la polizia: in base a quanto ha raccontato agli agenti, il parente di un paziente avrebbe cercato di entrare dopo l'orario consentito, ma l'ingresso non era più permesso. Avrebbe dunque sfogato la sua rabbia sferrandogli un pugno in faccia, nonostante la presenza di un bambino che teneva per mano. Il personale sanitario ha soccorso l'infermiere a cui è stato diagnosticato un trauma facciale, mentre l'aggressore si è dato alla fuga. La polizia ha acquisito le immagini della videosorveglianza per risalire all'uomo.

L'ennesimo episodio di violenza in una struttura sanitaria di palermo e provincia, che alimenta una escalation sempre più preoccupante. Il 24 aprile è stato necessario nuovamente l'intervento delle forze dell'ordine per placare gli animi all'ospedale "Cervello". I primi di aprile è stata invece presa di mira l'equipe di Chirurgia pediatrica dell'ospedale Di Cristina. Poi è stata la volta della violenza scatenata negli uffici Anagrafe dell'Asp di Carini. In quel caso una dipendente è stata presa a calci e pugni e poi trascinata per i capelli. Pochi giorni prima, un'infermiera dell'ospedale di Partinico era stata colpita alle spalle e al petto da un utente. A distanza di poche ore, un altro medico è finito nel mirino.

Era di turno al reparto di Chirurgia del Cervello quando è stato affrontato dal parente di un paziente che in osservazione, attendeva di essere trasferito: è stato preso a colpi di casco. E risale soltanto a poche settimane fa l'aggressione ai danni di operatore socio sanitario, sempre nell'ospedale di via Trabucco, picchiato mentre distribuiva i pasti. Aveva invitato i familiari ad allontanarsi perché il reparto era in sovraffollamento, ma è stato improvvisamente colpito alla testa ed ha riportato la lesione alla membrana del timpano.

"Un’ingiustificabile aggressione ad un operatore sanitario, lontano dall’area d’emergenza, che mette in dubbio la potestà genitoriale perché accaduta in presenza di bambini, tra l'altro in un reparto con pazienti anche in fase terminale."Lo dice Giovanni Migliore, commissario dell’'ARNAS Civico e vicepresidente Fiaso, commentando l’ennesimo episodio di violenza al Civico, Ancora una volta, oltre alla solidarietà incondizionata al nostro dipendente, denunceremo i fatti alla Procura della Repubblica, mettendo a disposizione le immagini del sistema di videosorveglianza. In questo caso chiederemo anche l’intervento del servizio sociale, per verificare se si tratti di di un comportamento abituale, che a nostro avviso potrebbe essere poco compatibile con la potestà genitoriale. Da padre, mi domando che esempio educativo possa essere un genitore violento, che non comprende tra l’altro, che vietare l’accesso al reparto ai bambini serve proprio a proteggerli, oltre che ad assicurare la tranquillità dei ricoverati.

 

Abbiamo realizzato una nuova e moderna struttura dedicata all’emergenza, adottato tutte le misure previste dal piano regionale per la sicurezza, messo in funzione 200 telecamere nell’area ospedaliera, ma ancora una volta tuttavia siamo costretti a sottolineare che a rischio è il diritto alla salute dei pazienti.

 

Chiediamo quindi un intervento esemplare delle forze dell’ordine e della magistratura, che possa costituire un efficace deterrente.”