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LA VERTENZA

Blutec, vertice a Roma
Sindacati: "Siamo preoccupati"


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La società dovrà restituire 20 milioni di euro e presentare un nuovo piano industriale.

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PALERMO - Preoccupati per un futuro incerto e in apprensione per le sorti di un piano di investimenti che avrebbe dovuto sostituire la Fiat e che adesso sembra invece arenarsi. Sono questi i sentimenti dei sindacati al termine del vertice romano tra il ministero dello Sviluppo e la Blutec, l’azienda che a Termini Imerese ha preso il posto della casa torinese. Blutec sarà infatti costretta a restituire il finanziamento di 20 milioni di euro ricevuto da Invitalia (primo acconto entro il 23 maggio) e a rimodulare i suoi programmi.

Due giorni fa il sindaco di Termini, Francesco Giunta, si era addirittura rivolto a Papa Francesco e il Pontefice aveva assicurato le sue preghiere, a testimonianza della complessità di una vertenza che lo stesso primo cittadino definisce “infinita per tempistiche e modalità". Blutec, che avrebbe dovuto creare nella città siciliana un polo per la produzione di auto a basse emissioni, non ha infatti rispettato i patti col ministero e, oltre a dover restituire i milioni di euro ricevuti, sarà tenuta anche a rimodulare il progetto industriale per poi sottoporlo a sindacati, al governo nazionale e a quello regionale. Un nuovo incontro è fissato per il 31 maggio, mentre a quello di oggi hanno preso parte il viceministro Teresa Bellanova, i rappresentanti della Regione, il Comune, l'azienda, i sindacati e Invitalia. Martedì prossimo, comunque, si farà un nuovo punto sulla situazione.

"Blutec ha dichiarato di essere pronta a concordare una formula di restituzione rateale dell'anticipo ricevuto da Invitalia per la reindustrializzazione di Termini Imerese - dicono Gianluca Ficco e Vincenzo Comella della Uil - Dovrebbe poi essere possibile negoziare un nuovo contratto di sviluppo che tenga conto delle modifiche nel frattempo apportate al piano industriale. Si tratta di un percorso difficile, che dovrebbe peraltro completarsi in tempi brevissimi per evitare che il progetto industriale si areni del tutto”.

"Siamo seriamente preoccupati dell'evoluzione di questo difficile processo di reindustrializzazione, in cui l'obiettivo principale è la salvaguardia occupazionale degli oltre 700 lavoratori - spiega Ferdinando Uliano della Cisl - Al tavolo ministeriale è stata data la disponibilità da parte di Blutec a provvedere entro martedì prossimo alla restituzione di un primo acconto nell'ambito di un piano di rateizzazione e alla presentazione di un nuovo contratto di sviluppo. È necessario a questo punto per verificare la credibilità degli impegni che sono stati presi al tavolo. Per verificare la tenuta degli impegni presi al tavolo ministeriale è previsto un nuovo incontro per il 31 maggio".

"La situazione di crisi finanziaria e di mancata attuazione del piano industriale e occupazionale della società rischia di far saltare tutto – aggiungono Michele De Palma e Roberto Mastrosimone della Fiom - Per scongiurare lo scoppio di una vera e propria bomba sociale in provincia di Palermo, martedì prossimo l'azienda deve garantire un piano di restituzione dell'anticipo dei finanziamenti ricevuti e una garanzia. Si tratta di un presupposto 'necessario' affinché Blutec possa presentare un nuova richiesta di finanziamento. Senza il rispetto degli impegni assunti dalla società nell'incontro di oggi, verrebbero meno i presupposti per la reindustrializzazione del sito e la rioccupazione di tutti i lavoratori coinvolti". "C'è la consapevolezza - aggiungono - che il rilancio del sito industriale sia possibile attraverso una valorizzazione dell'innovazione introdotta dalla commessa di Fca sul Doblò elettrico. La produzione del Doblò da sola non garantisce il rientro al lavoro dei 700 ex dipendenti Fiat e non crea le condizioni utili per il reimpiego dei 300 lavoratori dell'indotto". Domani le ex tute blu di Blutec torneranno a riunirsi in assemblea davanti ai cancelli dello stabilimento di Termini Imerese per decidere le iniziative da mettere in campo.

Intanto per il 23 maggio è fissata all'Ars l'audizione della Blutec chiesta dal M5s. “Torniamo a chiedere chiarezza – dice il deputato regionale pentastellato Luigi Sunseri, che in mattinata ha partecipato insieme alla senatrice Antonella Campagna al sit-in organizzato dai lavoratori davanti ai cancelli della fabbrica – Quanto emerso oggi nell'incontro al ministero dello Sviluppo economico ci preoccupa, la vertenza degli operai ex Fiat rischia di far piombare nel baratro l'economia di Termini Imerese e del comprensorio madonita, già martoriata dalla crisi dell'automotive da oltre un decennio. Sarà l'occasione per capire in quale direzione si sta andando, se si naviga a vista e se quello di Blutec è l'ennesimo bluff di una partita giocata sulla pelle dei lavoratori e dell'economica di un pezzo di Sicilia. L'incontro in programma all'Ars arriva all'indomani di quello convocato per il 22 maggio al Mise tra azienda e Invitalia a Roma”.