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COMMISSIONE ANTIMAFIA

Inchiesta Montante, Fava:
"C'era un governo clandestino"


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Parla il neo presidente della Commissione all'Ars: "Apriremo un'istruttoria".

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PALERMO - "La commissione Antimafia non potrà non aprire una riflessione sull'inchiesta che che al di là delle evidenze giudiziarie ci consegna una evidenza politica grave: momenti di decisioni importanti per la Sicilia sono stati sottratti alle sedi istituzionali e affidate a sedi private, parallele e clandestine". A dirlo è il neo presidente della Commissione regionale Antimafia, Claudio Fava, commentando l'indagine della Dda di Caltanissetta che si sta allargando e che coinvolge, come indagati, anche l'ex presidente della Regione Rosario Crocetta, gli ex assessori alle Attività produttive Linda Vancheri e Mariella Lo Bello, l'ex presidente dell'Irsap (aree industriali) Mariagrazia Brandara, l'attuale presidente di Sicindustria Giuseppe Catanzaro.

Fava è stato eletto presidente della Commissione Antimafia dell'Ars oggi subito dopo la seduta in cui è stata insediata. Già nel primo commento a caldo Fava aveva rivolto un pensiero all'inchiesta Montante della Procura di Caltanissetta: "Le notizie di queste ore proiettano - aveva detto - un'ombra su molte vicende recenti e ci chiedono di riconsiderare sotto una luce diversa fatti, storie, carriere. Una ragione in più per considerare questa Commissione anzitutto un concreto strumento di lavoro".

La commissione di Inchiesta e vigilanza sul fenomeno della mafia e della corruzione in Sicilia è formata da Antonino De Luca e Roberta Schillaci (M5S), Rossana Cannata e Stefano Pellegrino (Forza Italia), Giuseppe Lupo e Luisa Lantieri (Pd), Giorgio Assenza (Db), Carmelo Pullara (Autonomisti e popolari), Margherita La Rocca Ruvolo (Udc), Gaetano Galvagno (Fdi), Nicola D’Agostino (Sicilia Futura) e Claudio Fava (gruppo Misto).