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INCHIESTA MONTANTE

Dossier contro Nicolò Marino
"Io parte offesa, non parlo"


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L'ex assessore ai Rifiuti di Crocetta entrò in conflitto con Catanzaro, oggi indagato.

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PALERMO - "Quando parlai di 'sistema' attorno ai rifiuti i professori Salvatore Lupo e Giovanni Fiandaca dissero che o avevo atti in mano in più o tiravo a indovinare. Ecco, al momento rimango in silenzio, c'è una inchiesta e io sono stato sentito come persona offesa. Non posso dire nulla, ho rispetto dell'attività giudiziaria". Così il pm Nicolò Marino risponde all'Ansa sull'indagine della Procura di Caltanissetta che ipotizza un "sistema di potere" creato dall'ex presidente di Sicindustria, Antonello Montante, ai domiciliari con l'accusa di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione.

Marino fu assessore a Energia e rifiuti nel governo Crocetta e si dimise attaccando il sistema che stava proprio dietro al business dei rifiuti, entrando in conflitto con Giuseppe Catanzaro, proprietario della discarica di Siculiana e attuale presidente di Sicindustria, anche lui indagato nell'inchiesta della Dda nissena. Marino è stato condannato per diffamazione, dal giudice di pace. Nell'ordinanza del gip di Caltanissetta, risulta che Marino è tra i personaggi "spiati" da Montante attraverso la sua rete parallela di uomini delle forze dell'ordine. Inoltre viene citata la testimonianza di Alfonso Cicero, secondo cui Giuseppe Catanzaro "verso la fine del 2013 gli aveva confidato che Montante deteneva un dossier e un video contenente immagini relative alla vita privata del dott. Marino e si stava adoperando per diffonderli mediaticamente al fine di delegittimare costui, che, nella sua funzione di assessore aveva assunto posizioni di contrasto con Confindustria Sicilia e con il Catanzaro stesso nella vicenda della gestione dei rifiuti".