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Immigrazione, i grillini si spaccano
Gelarda: "Io in linea col movimento"


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Ugo Forello e Igor Gelarda

Lite tra 5 consiglieri e il poliziotto che attacca: "Le mie idee arrivano dal contratto con la Lega"

PALERMO - È guerra aperta nel Movimento cinque stelle di Palermo tra Igor Gelarda e gli altri cinque consiglieri comunali pentastellati sull'immigrazione. L'ennesimo capitolo dello scontro prende le mosse da
una nota inviata dai cinque consiglieri domenica a Livesicilia, che in un precedente articolo aveva sottolineato la diversità di vedute sulla gestione del fenomeno immigrazioneUgo Forello, Giulia Argiroffi, Antonino Randazzo, Viviana Lo Monaco e Concetta Amella avevano rimbrottato Gelarda, autore di una dichiarazione in cui si sottolineava la necessità dare una stretta al fenomeno migratorio "con una vera politica di rimpatri". I cinque avevano sottolineato come la posizione "ufficiale" del Movimento cinque stelle di Palermo sugli hotspot e sull'immigrazione fosse quella "diffusa dal capogruppo" Forello, chiudendo poi con una precisazione: "Ogni altra dichiarazione sull'argomento è da intendersi a titolo personale".

Oggi la controreplica di Gelarda che equivale a una dichiarazione di guerra. Il consigliere comunale inserisce ancora una volta il suo ragionamento all'interno della cornice del contratto di governo tra Lega e Movimento 5 stelle: "Da una nota diramata da Forello apprendo con stupore, e mio malgrado, che sull'immigrazione la posizione del gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle di Palermo è diversa rispetto a quella del movimento nazionale", afferma Gelarda che poi ripercorre le motivazioni del suo No all'apertura dell'hotspot allo Zen. Contrari anche gli altri colleghi, il cui ragionamento, tuttavia, prende le mosse dalla necessità di "accogliere" e "garantire" i diritti dei migranti. Ed è su questo punto che è avvenuta la frattura: "Ho spiegato che, 'posto il fallimento dell’attuale gestione dei flussi migratori, è chiara la volontà del governo che si sta per costituire di dare una stretta al fenomeno migratorio, con una vera politica di rimpatri e una valutazione delle domande di protezione direttamente nei paesi di origine o di transito'", prosegue Gelarda. E ancora, ripercorrendo la dichiarazione rilasciata venerdì in controtendenza al resto del gruppo, il poliziotto aggiunge: "Il problema dei flussi migratori deve essere limitato fortemente e non può essere gestito in questo modo sconsiderato, come è stato fin ora. Chi ha motivi e titolo per stare in Italia, secondo le norme, ben venga".

Alla luce della precisazione dei colleghi a Sala delle Lapidi, Gelarda attacca a testa bassa i cinque e cita ancora l'alleanza con i leghisti: "Mi sono solo limitato a riprendere il nuovo contratto di governo tra la Lega ed il Movimento 5 Stelle. Dopo avere scoperto che il mio gruppo consiliare prende le distanze da me, le possibilità che si prospettano sono due: o gli altri cinque consiglieri del gruppo di Palermo fanno parte di quel 6% che sul Blog delle stelle ha votato contro il contratto oppure non hanno avuto ancora modo e tempo di leggere il documento sottoscritto da colui che sta rappresentando, in maniera esemplare, il nostro movimento, Luigi Di Maio". Dopo aver ricordato il titolo "abbastanza chiaro" del paragrafo del contratto Lega-M5s ' 'Immigrazione: rimpatri e stop al business', Gelarda sintetizza così la lunga premessa: "Gli altri componenti del mio gruppo consiliare la pensano diversamente da me, che però la penso allo stesso modo del 94% dei grillini". E parlando di sè in terza persona: "Quindi Gelarda parla 'a titolo personale' e non a nome del gruppo consiliare di Palermo, ma Forello e gli altri, nel momento in cui prendono le distanze dalle mie dichiarazioni, dicono cose diverse dal Movimento 5 Stelle che si accinge a governare". Un lungo ragionamento che arriva infine a una conclusione: "Se gli altri cinque consiglieri non si sentono più rappresentati dal movimento, mi domando perché mai continuino a starci dentro. La cosa paradossale, quasi comica, è che proprio ieri l’altro, mentre alcuni tra i portavoce nazionali del Movimento sono scesi in piazza a Palermo per spiegare ai cittadini il nuovo contratto di governo, i consiglieri comunali sconfessando me, sconfessavano il contratto che illustravamo nelle piazze"

Il duello sull'immigrazione è soltanto l'ultimo episodio di scontro in un anno di liti e scontri a muso duro. Nel settembre dello scorso anno, quando il poliziotto si smarcò dalle posizioni ufficiali del gruppo in merito alla Zona a traffico limitato introdotta dall'Amministrazione Orlando, la lite scattò dopo un post Facebook in cui Gelarda criticava il provvedimento definendolo "un esperimento finalizzato solo a fare cassa e grancassa". Anche in quell'occasione un comunicato del gruppo precisò che le dichiarazioni di Gelarda erano "espresse a titolo personale". Il poliziotto, che non lesina stoccate a Forello anche per quanto riguarda il risultato elettorale di un anno fa alle Amministrative di Palermo, rivela di aver "chiesto chiarimenti"  e di avere "spiegato" le sue ragioni "più volte anche ai deputati regionali, senza riceverne risposta". Da qui l'ultimatum: "Non intendo più tollerare all'interno del gruppo consiliare del movimento cose che siano in contrasto, anche se minimamente, con l'attività che ci viene richiesta da pentastellati. Adesso informerò anche il Nazionale di quanto avvenuto - conclude - e sono certo che qualcosa si muoverà, nell'interesse e nel bene del movimento palermitano e della stessa Palermo". La chiosa sfiora ancora una volta il nascente governo Lega-M5s: "Io sono nel e del movimento, con Luigi Di Maio, e con tutti quelli che vogliono rendere l’Italia un paese diverso e vivibile".