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Centro trapianti nel caos
Si è dimessa la coordinatrice


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Bruna Piazza pronta a lasciare per "motivi personali". In bilico 36 posti di lavoro. Nel 2018 le donazioni di organi sono in calo.

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PALERMO - Acque agitate al Centro regionale trapianti, dove la coordinatrice Bruna Piazza ha rassegnato le proprie dimissioni. La questione è da oltre una settimana sul tavolo dell'assessore regionale alla Salute,
Ruggero Razza, che tuttavia ha chiesto alla dirigente di 'congelare' le dimissioni: una richiesta arrivata nel corso di un lungo colloquio, al termine del quale la coordinatrice ha comunque offerto la propria disponibilità a garantire il prosieguo delle attività. Tutto questo in attesa di una soluzione che possa riportare la quiete negli uffici di una struttura con numeri positivi: nel 2017, infatti, il Centro ha registrato un boom di prelievi e trapianti.

Nella lettera indirizzata a Razza la dirigente, nominata nel 2016 dall'allora assessore Baldo Gucciardi, parla di "motivi personali imprescindibili" che la costringerebbero ad anticipare la fine del proprio mandato prevista per il 2021. Una formula confermata anche al telefono con Livesicilia: "Le mie dimissioni? No comment", è la risposta della coordinatrice dimissionaria, che nella missiva aveva già dato la propria disponibilità a guidare il servizio fino a quando l'assessore "lo riterrà necessario".

La soluzione passa dunque da piazza Ottavio Ziino, sede dell'assessorato regionale alla Salute, a cui guardano anche i 36 lavoratori precari che temono per il proprio futuro. Si tratta di 16 dipendenti a tempo determinato e di 20 lavoratori con contratti di collaborazione che videro scadere i propri rapporti di lavoro il 31 dicembre 2017. Per i primi arrivò il rinnovo semestrale, mentre gli altri venti lavoratori dovettero attendere l'1 marzo: in quell'occasione il Centro riattivò i contratti fino al 30 giugno in virtù degli esiti di un incontro a cui parteciparono Razza, il dirigente del dipartimento Pianificazione strategica dell'assessorato, Mario La Rocca, e il commissario dell'Azienda Civico Giovanni Migliore. L'azienda avrebbe dovuto dare vita a dei progetti per garantire la continuità ai dipendenti, ma da allora nulla si è mosso e a poco più di un mese dalla nuova scadenza la tensione è tornata a salire. 

I lavoratori - tra cui  15 psicologi, nove amministrativi e sei infermieri - restano col fiato sospeso e la stessa attività del centro, nei primi mesi del 2018, sembra averne risentito con un numero di donatori quasi dimezzato rispetto al 2017: da gennaio a maggio del 2018, infatti, le donazioni si sono attestate a 22, contro le 39 dello stesso periodo del 2017. Il raffronto con i dati dello scorso anno è preoccupante: nel 2017 il Centro registrò con un aumento di circa il 50% dei prelievi rispetto al 2016 e un +40% nella casella del numero di trapianti portati a compimento. Nei primi cinque mesi del 2018, inoltre, sono stati registrati 63 trapianti, contro i 112 del 2017, ed è tornato a salire anche il tasso di opposizione, dal 38 al 48%.