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PALERMO

La vittoria degli avvocati
"Non sono tenuti a pagare l'Inps"


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La sezione lavoro della Corte d'appello ribalta decine di sentenze dando ragione ai professionisti.

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PALERMO - L'avvocato “non è tenuto al pagamento in favore dell'Inps delle somme”. È una sentenza che fa tirare un sospiro di sollievo a tantissimi professionisti quella emessa dalla sezione Lavoro della Corte di appello di Palermo. Una cinquantina i ricorsi accolti dal collegio presieduto da Gianfranco Pignataro che danno speranza a migliaia di avvocati che ancora attendono di conoscere l'esito processuali che li riguarda.

Tutto nasce dalla cosiddetta “operazione Poseidone”, una manovra avviata nel 2011 dall'Inps d'intesa con l'Agenzia delle Entrate per recuperare milioni di euro di contributi sommersi. Prima del 2011 non era era obbligatoria l'iscrizione alla Cassa forense, la gestione separata dove finiscono i contributi previdenziali degli avvocati, contestualmente all'iscrizione all'Albo qualora non si percepiva un determinato reddito minimo.

L'istituto previdenziale ha avviato l'iscrizione d'ufficio alla Gestione separata, inviando 65 mila cartelle di pagamento in tutta Italia. Ne è venuto fuori un contenzioso enorme che ha dato vita a polemiche e proteste da parte degli ordini forensi. I Tribunali non hanno deciso in maniera univoca, dando a volte ragione ai professioni e altre all'Inps. Nonostante ciò l'istituto ha spedito migliaia di cartelle di pagamenti in giro per l'Italia. Si tratta di cifre comprese fra duemila e trenta mila euro.

Ora Palermo ribalta decine di sentenze di primo grado: gli avvocati non sono tenuti a pagare le somme all'Inps.

"Grande soddisfazione" dell’Organismo congressuale forense per la sentenza. "Si tratta - sottolinea il coordinamento Ocf - di un importante passo in quella battaglia che da mesi stiamo portando avanti per bloccare l’operazione Poseidone che rischia di mettere definitivamente in ginocchio migliaia di giovani colleghi, già in grosse difficoltà. Nelle scorse settimane - continua il Coordinamento - abbiamo chiesto al ministro di intervenire invitando l’Inps a sospendere immediatamente ogni azione esecutiva della operazione Poseidone, che noi riteniamo illegittima e che, tra l’altro, sta arrecando un irreparabile danno ai giovani professionisti di età compresa tra i 30 e 40 anni e con un reddito inferiore ai 5000 che sono stati già costretti a cancellarsi dai rispettivi albi. Adesso, anche alla luce di questa pronuncia, ci auguriamo che il neo ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede che, tra l’altro è un avvocato e ben conosce la vicenda, intervenga nella direzione da noi auspicata".