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Le Amministrative di Trapani

Tranchida: "Non sono indagato
Galluffo vuole frenare la mia corsa"


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Il candidato sindaco e le inchieste su Erice: "Contro di me un tentativo di mascariamento".

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TRAPANI - "Non mi risulta che io sia indagato, non c'è alcun avviso di garanzia nei miei confronti". Lo ha detto il candidato sindaco di Trapani, Giacomo Tranchida, nel corso di una conferenza stampa convocata a distanza di 24 ore dalle dichiarazioni rese dal suo avversario, Vito Galluffo, in merito alle indagini che riguardano l'attività amministrativa del Comune di Erice. Rispondendo a Galluffo, che ieri aveva puntato il dito proprio contro l'ex sindaco della città della vetta chiedendo anche "chiarezza" alla magistratura "perchè i trapanesi - le sue parole - hanno il diritto di conoscere prima delle votazioni", Tranchida ha affermato: "Alcune delle cose dette da Galluffo sono riscontrabili in una serie di esposti anonimi che circa quattro anni fa inondarono gli uffici della pubblica amministrazione e dell'autorità giudiziaria che appronfondì e derubricò".

Nella nuova puntata del duello con il candidato socialista sostenuto dal centrodestra, Tranchida ha parlato ancora una volta di un "tentativo di mascariamento" nei suoi confronti che sarebbe stato intentato da Galluffo. L'obiettivo dell'avvocato penalista, secondo Tranchida, sarebbe uno solo: "Frenare la mia corsa - ha affermato -, abbattermi politicamente". Alla base delle accuse ci sarebbe quindi "l'odio di Galluffo nei miei confronti", ha aggiunto Tranchida. L'avvocato sarebbe mosso da un sentimento di "vendetta" e dalla voglia di "regolare dei conti". Tutto, infatti, secondo la narazione di Tranchida, partirebbe dal 2007 e dall'allontanamento dalla giunta di Erice del figlio dell'avvocato: "Da mio assessore difendeva alcuni 'personaggi' del quartiere San Giuliano mentre io, da sindaco, chiedevo alle forze dell'ordine di intervenire in quella zona".