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L'analisi

Screzi e strategie mediatiche
M5s, vita da separati in casa


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Nel gruppo consiliare di Palermo prosegue la contrapposizione tra Gelarda e gli altri 5 grillini

PALERMO - Comunicati stampa con le firme di cinque consiglieri sui sei, 'guerra' mediatica  a colpi di post Facebook e strategie di comunicazione che seguono percorsi diversi. E' la vita da separati in casa che si vive all'interno del Movimento cinque stelle di Palermo: da un lato il capogruppo Ugo Forello e i consiglieri Concetta Amella, Antonino Randazzo, Viviana Lo Monaco e Giulia Argiroffi, dall'altro Igor Gelarda. L'ultima puntata della saga risale a ieri pomeriggio, con un comunicato stampa sull'impasse vissuta dall'amministrazione comunale sull'approvazione del bilancio consolidato. Il giudizio del movimento è stato tranchant: città "in crisi di governo" e amministrazione "incapace". Parole espresse, però, ancora una volta senza che in calce alla nota comparisse il nome di Gelarda, ormai in rotta con il gruppo ma ancora 'nel' gruppo.

Una delle diverse fratture tra il poliziotto e il resto della pattuglia grillina risale all'organizzazione di una manifestazione in sostegno del governo Lega-M5s: Gelarda, in linea con quanto richiesto in un primo momento dai vertici nazionali del movimento, si mise all'opera nella messa a punto di un sit-in a Palermo ma i colleghi di Sala delle Lapidi stopparono la mossa bollandola come una "iniziativa personale". Lo scontro - che ebbe una coda polemica in chat tra Lo Monaco e Gelarda, svelata da Livesicilia - certificò la separazione tra il poliziotto e i compagni di percorso nel movimento. Una separazione che era nell'aria già da tempo.

In questa guerra di nervi, combattuta a colpi di comunicati stampa e prese di posizione, tuttavia, nessuno vuole cedere e così le due linee di pensiero avanzano su binari paralleli e il gruppo resta a ranghi compatti. In questa delicata partita a scacchi, però, i numeri giocano a sfavore di Gelarda che per contrastare lo squilibrio porta avanti una serie di iniziative in solitaria rispetto al gruppo consiliare veicolando le proprie prese di posizione attraverso i social: dal sostegno alla polizia municipale alle critiche all'Amministrazione Orlando, passando per le mobilitazioni in favore del fiume Oreto e il degrado in città. Il poliziotto, tuttavia, a ogni occasione evidenzia di essere in linea con i dettami del movimento e anche l'alleanza costruita a Roma tra i pentastellati e la Lega di Matteo Salvini sembra averne aumentato il peso specifico. In un post di oggi, nato da una denuncia per la presenza di rifiuti nel parcheggio comunale di piazza Giulio Cesare, Gelarda lancia segnali: "Scusatemi se non sono tanto bravo a fare comunicati, mi ritrovo meglio ad agire sul territorio". Si sgomita anche sulla pagina Facebook 'Movimento 5 stelle Palermo', le cui chiavi sono in mano anche ai consiglieri comunali: qui i post del poliziotto si alternano a quelli riguardanti le iniziative degli altri colleghi di Sala delle Lapidi.

Alle sue attività fanno da contraltare quelle messe in campo dal resto del gruppo, che si muove invece compatto su diversi temi e prova ad arginare il protagonismo del poliziotto: dai problemi di Amat ai numeri del bilancio, senza dimenticare l'acceso confronto sulla relazione degli ispettori della Ragioneria generale dello Stato che ha visto protagonista Forello. Strade divise anche nella comune critica a Orlando. L'1 giugno, infatti, partiva una nota durissima nei confronti di Palazzo delle Aquile che ancora una volta accomunava cinque consiglieri: "L'Amat rischia lo stato di insolvenza e il fallimento se non si interverrà in tempi rapidi, mentre l'amministrazione, con le sue condotte acefale e in assenza di pianificazione, sembra volere determinare proprio questo stato". Stesse firme anche in calce alla presa di posizione contro l'hotspot previsto a Palermo, che aveva generato un'altra polemica con Gelarda: la linea "ufficiale" espressa dal capogruppo sottolineava la necessità di "accoglienza per i migranti", mentre Gelarda puntava sui "rimpatri". Anche in quel caso la rottura con i compagni di viaggio fu pubblica. "Parla a titolo personale", dissero i consiglieri pentastellati ma la risposta fu altrettanto secca: "Io sono in linea con il movimento e con quanto scritto nel contratto di governo, loro?".