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SIRACUSA

Fecero bruciare l'auto del sindaco
I posteggiatori restano in carcere


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L'auto incendiata di Garozzo

Per la Procura i tre sono i mandanti dell'intimidazione. Vendetta per i Daspo urbani.

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SIRACUSA - Confermata la misura cautelare in carcere per tre parcheggiatori abusivi accusati di aver fatto incendiare l'auto del sindaco di Siracusa Giancarlo Garozzo lo scorso novembre. Il Tribunale del Riesame di Catania ha respinto la richiesta di scarcerazione e annullamento della misura formulata dai legali di Andrea Amato, Francesco Mollica e Salvatore Urso. I tre sono accusati a vario titolo di tentata estorsione in concorso, formale e materiale, e danneggiamento. Dallo scorso 19 maggio sono in carcere, mentre una quarta persona, Lucia Urso, è ai domiciliari: per quest’ultima il riesame si pronuncerà giovedì 14 giugno.

L’indagine dei carabinieri a loro carico partì in seguito all’atto intimidatorio ricevuto dal sindaco Garozzo sotto casa, ossia l’incendio della vettura di famiglia. Successivamente anche l’assessore alla Polizia municipale, Salvatore Piccione, aveva sporto denuncia per aver ricevuto minacce dagli indagati.

I carabinieri di Siracusa, dopo sei mesi di indagini, hanno ritenuto di aver ricostruito un contesto di minacce, pedinamenti e avvertimenti ai rappresentanti del Municipio siracusano: una escalation di intimidazioni sfociata poi nell'incendio dell’autovettura del primo cittadino. I quattro, secondo l’accusa, sarebbero i mandanti. Sugli esecutori le indagini sono ancora in corso.

La reazione dei parcheggiatori abusivi, secondo gli investigatori, era stata dettata dall’adozione da parte del Comune del Daspo urbano. Gli avvocati difensori degli imputati si sono rivolti al Tribunale del Riesame di Catania, formulando richiesta di scarcerazione e annullamento della misura. Richieste che non sono state accolte, perciò i tre restano in carcere. Ricorreranno in Cassazione non appena avranno in mano le motivazioni del tribunale. La linea difensiva di uno dei difensori, l’avvocato Junio Celesti, è ritenere che non si tratti di tentata estorsione, ma semmai di violenza privata. Giovedì davanti al riesame andrà la quarta persona imputata, Lucia Urso, l’unica ai domiciliari.