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LA SEDUTA

Caso Malta, nuove accuse al M5s
All'Ars niente leggi, solo polemiche


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Anche Armao coinvolto in uno scontro con i grillini. Il dem Dipasquale: "Avete fatto schifo".

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PALERMO - Si alza la voce sul pulpito, si punta il dito, ci si agita tra i banchi. È infuocata la seduta del Parlamento regionale di oggi e il Movimento 5 stelle rimane isolato. Si comincia dalla stigmatizzazione del gesto "di protesta" dei grillini che lasciano l'Aula davanti al presidente di Malta, si passa da un Dipasquale che non riesce a non urlare e si finisce con un Armao nervoso ma controllato costretto a difendersi dopo la diffusione di un video registrato durante un comizio elettorale per le elezioni amministrative di domenica scorsa.

La prima a prendere la parola, nella seduta che avrebbe dovuto dare il via all'esame del collegato (sfortunato) è
Valentina Zafarana, capogruppo del Movimento 5 stelle. Il suo è un attacco al presidente Micciché che "si è permesso di definire come 'violenza' il nostro gesto e di esibire su una lavagnetta i nomi dei buoni e dei cattivi". "Il nostro è stato un gesto pacifico, ci siamo pacificamente alzati e abbiamo lasciato l'aula quando il presidente di Malta ha preso la parola. Ripeto, è stato un gesto pacifico, ma il presidente Miccichè si è permesso di definirlo 'violento' e di fare la lavagnetta dei buoni e dei cattivi. Quel gesto è stato capito da tutti i siciliani, solo qui dentro non lo avete capito". "Il problema dell'immigrazione non si risolve esprimendo solidarietà parolaia - ha aggiunto Zafarana - l'accoglienza va fatta, ma va fatta fino in fondo". Al momento dell'intervento del capogruppo del M5S i lavori d'aula erano guidati dal vicepresidente dell'Ars Roberto Di Mauro che ha dichiarato: "Avrei preferito che questo intervento si fosse svolto davanti al presidente Micciché".

Subito dopo Zafarana è intervenuto il capogruppo di Forza Italia Giuseppe Milazzo: "La seduta di ieri era una seduta solenne, abbiamo ospitato un Capo di Stato - ha detto - il presidente dell'Ars ha fatto bene a prendere posizione. La vostra è stata una violenza nei confronti delle Istituzioni". E dopo un pacato Giuseppe Lupo, intervenuto per chiedere spiegazioni al presidente Nello Musumeci, che però non era presente in Aula, su una sua dichiarazione in merito alla chiusura dei porti - "mossa azzeccata politicamente", ha detto il governatore - ecco lo "show" di Dipasquale: "Questo è il vostro stile - ha detto rivolgendosi direttamente ai colleghi del Movimento 5 stelle - lo avete dimostrato con Mattarella con cui avete avuto un atteggiamento da schifo. Siete urlatori e chiacchieroni, fate teatro, siete teatranti. Quindi ha fatto benissimo Miccichè a prendere posizione, perché ha rappresentato quanti di noi credono nelle istituzioni".

Nessuna possibilità di replica per i deputati pentastellati, le iscrizioni a parlare erano ormai chiuse. Ed è arrivato dunque il turno di Armao. L'assessore si è difeso dopo che Giancarlo Cancelleri e Angela Foti avevano fatto riferimento a un video, diffuso su Facebook, in cui Armao definisce il Movimento 5 stelle "un cancro". "È vero - ha ammesso - ho usato questa definizione in una riunione privata, tra militanti, ed è stato ripreso e diffuso abusivamente. È vero ho detto che siete un cancro per la nostra cagionevole democrazia, ma la mia è un'analisi fatta in campagna elettorale e riguarda la morfologia del Movimento e non riguarda i parlamentari e gli elettori siciliani con cui ho sempre discusso correttamente". "La politica è organizzazione della speranza, il populismo è soltanto mobilitazione del livore sociale. Il vostro giustizialismo populista è molto grave. Il giudice Giovanni Falcone ammoniva che bisogna stare attenti a non confondere la politica con la giustizia penale. Quel che è accaduto sia da monito a cominciare da me per ricominciare a lavorare tutti insieme per il bene dei siciliani".

La seduta è stata poi sospesa per permettere ai capigruppo di discutere di collegato, per dettare i tempi di una norma che sembrerebbe non riuscire a vedere la luce. L'Ars tornerà a riunirsi soltanto tra una settimana.