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IN TRIBUNALE

In tribunale liti per 200 milioni
Tutte le cause di Sicilia Digitale


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Sei contenziosi aperti. La Regione che ricorre contro se stessa. Aricò: "Situazione che stordisce".

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PALERMO - Sicilia Digitale ha lanciato l'allarme: le restano solo 4 mesi di vita se la Regione non interverrà. E un intero capitolo della relazione che l'amministratore unico Dario Corona ha presentato alla Commissione Bilancio dell'Ars è dedicato ai
contenziosi che la partecipata regionale ha in corso davanti al Tribunale civile di Palermo. Cause per quasi 200 milioni euro. Molte sono state intentate dall'ex socio privato, Sicilia e-Servizi Venture (Sisev), altre no. E molte di queste "liti" hanno come contro parte proprio la Regione. "Una situazione che mi stordisce", ha commentato il parlamentare regionale di Diventerà Bellissima Alessandro Aricò, riferendosi al fatto che è come se la Regione ogni volta ricorresse in tribunale contro se stessa.

Le cause in corso sono ben sei. Quella di maggior rilievo economico riguarda un "conto" di più di 93 milioni di euro, ma è rimasta in sospeso. La vicenda ebbe inizio nel 2013 quando il Tribunale di Palermo, su ricorso proposto da Sicilia e-Servizi spa, al tempo società mista, ingiunse alla Regione siciliana il pagamento della somma per le prestazioni rese in seguito alla Convenzione quadro tra amministrazione regionale e società partecipata. La Regione si oppose. Nel frattempo il socio privato uscì dalla proprietà e quindi, data la natura di società in house, ovvero totalmente partecipata dalla Regione, il tribunale ha revocato il decreto ingiuntivo e Sicilia Digitale ha rinunciato all'appello data la "inopportunità/inutilità" di proseguire nel contenzioso. E quei 93 milioni di euro sono rimasti solo sulla carta.

Ha un valore invece di 73 milioni di euro la causa ancora in corso che Sisev ha intentato contro la Regione e Sicilia Digitale per "la mancata esecuzione delle obbligazioni assunte con l'Accordo bonario del 2012". La Regione, in questo caso, ha sfruttato lo strumento giuridico della "domanda riconvenzionale", ovvero ha contrattaccato rivalutando la causa per 93 milioni di euro. Forse sperando anche di trovare come ripagare i fondi della causa precedente. Questo contenzioso non è ancora arrivato a sentenza, ma stando alla consulenza tecnica d'ufficio, che si prevede nelle cause civili, la pretesa di Sisev non dovrebbe superare i 4.095.908 euro.

Per le stesse ragioni, "mancata esecuzione delle obbligazioni assunte con l'Accordo bonario del 2012",  l'ex socio privato ha ancora in corso contro la Regione una causa per 30 milioni di euro. Il Tribunale ha emesso un decreto ingiuntivo contro cui la Regione si è opposta tempestivamente. 

Ci sono poi due cause che Sicilia Digitale sta affrontando contro Telecom e Var Group per l'acquisto di beni informatici che non sono stati pagati. La Regione siciliana ha commissionato alla società l'espletamento di due gare ad evidenza pubblica per l'acquisto di beni informatici. La fornitura, in entrambi i casi, è stata eseguita: nel primo caso da Telecom, che si è aggiudicata l'appalto da 900 mila euro, e nel secondo caso da Var Group, per 600 mila euro. Tutte e due le società hanno successivamente citato Sicilia Digitale in giudizio per il mancato pagamento. Mancato pagamento, è scritto nella relazione, determinato dal fatto che la Regione non ha pagato il corrispettivo alla partecipata.

L'ultima causa riguarda un contratto del 2008 tra Sicilia Digitale e la Regione per la realizzazione del "Sistema informativo regionale per il controllo, la gestione e il monitoraggio della spesa farmaceutica". Il contratto fu regolarmente registrato dalla Corte dei Conti e fu seguito da un sub-contratto con Q.E.I. srl, titolare del sistema di gestione che si sarebbe utilizzato. Quando però, nel 2009, il primo contratto è stato sciolto su richiesta dell'Assessorato regionale alla Salute, Q.E.I. ha citato in giudizio l'allora Sicilia e-Servizi per il risarcimento dei danni, stimati in 1.061.591 euro. Questa causa si trova adesso in appello.

Il totale è pressappoco di 200 milioni di euro. Fondi che mancano dalle casse della Societa e che potrebbero restituire nuova linfa a Sicilia Digitale. O alla Regione. Che solo formalmente non è la stessa cosa.