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MIGRANTI

Orrore a bordo
I cadaveri in mare


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L'unità militare Trenton si trova ora bloccata nel Mediterraneo senza approdo

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Una nave militare statunitense, la Trenton,
è intervenuta per la prima volta in un salvataggio a largo delle coste libiche. L'unità americana ha raggiunto e accolto i quaranta migranti che viaggiavano su un gommone in balia del mare, durante la serata di martedì scorso. Oltre ai superstiti, sono stati portati a bordo anche i corpi delle dodici persone che sono morte durante la traversata. Gli americani, allora, hanno chiesto aiuto ai volontari della "Sea watch", una ong tedesca, che hanno fornito ai profughi viveri e coperte. L'organizzazione non governativa si è però  rifiutata di imbarcare i migranti superstiti, per l'assenza di un porto certo in cui fare approdo.

Le quaranta persone tratte in salvo sono rimaste quindi sulla nave americana, che però ha dovuto abbandonare i corpi delle dodici vittime: l'assenza di celle frigorifere a bordo non ha permesso ai militari statunitensi di conservare i cadaveri, che sono stati abbandonati in mare.

L'unità statunitense si trova ora bloccata lungo il Mediterraneo senza l'autorizzazione di sbarcare in un porto italiano. Da Roma, infatti (secondo quanto riporta Repubblica) non c'è stato ancora il "via libera" all'approdo, dal momento che l'intervento di Trenton non era stato concordato con il Viminale.

"E' inaccettabile - commentano dalla nave dell'ong "Sea watch"  -che persone che sono state letteralmente raccolte dall'acqua, che hanno visto i loro amici annegare, siano bloccate in mare senza un porto pronto ad accoglierle. Questa è una condanna schiacciante della politica dell'Unione Europea".