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LA DECISIONE DEL CGA

Consorzi di bonifica
Sì alla riforma di Crocetta


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Passano da 11 a 2. Rigettato il ricorso di Agrigento.

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PALERMO - Via libera dal Consiglio di Giustizia amministrativa alla riforma dei Consorzi di bonifica in Sicilia, varata dal governo Crocetta con la drastica riduzione degli enti nell'Isola, da undici a due. I giudici di appello hanno rigettato il ricorso proposto da un gruppo di dirigenti e funzionari del Consorzio di bonifica di Agrigento avverso l'ordinanza con cui, lo scorso mese di marzo, il Tar Sicilia aveva detto no alla richiesta di sospensiva delle norme di attuazione della riforma non ravvisando il requisito del periculum in mora in quanto l'eventuale danno non incide direttamente nella sfera giuridica dei ricorrenti (già dipendenti dei singoli consorzi) i quali, nel nuovo assetto organizzativo, hanno mantenuto intatto il loro inquadramento giuridico ed economico.

<p>L'avvocato Giuseppe Ribaudo</p>



"Legittima e giusta - commenta l'avvocato Giuseppe Ribaudo, che assisteva il Consorzio di Bonifica della Sicilia orientale - risulta la decisione adottata dal CGA, stante che era palesemente illegittimo, illogico e pretestuoso l’appello proposto dai lavoratori rispetto agli interessi pubblici perseguiti attraverso la riforma del settore dei Consorzi di Bonifica di cui alla legge regionale n.5/2014, che risponde a esigenze di economicità ed efficienza della moderna pubblica amministrazione”.

Restano in piedi l'intera impalcatura della riforma, compresi lo statuto, il regolamento organizzativo e le nomine dei commissari straordinari del Consorzio di bonifica Sicilia occidentale (retto oggi Vincenzo Pernice) e Sicilia orientale (guidato da Marcello Maisano) e dei due direttori generali - Luigi Tomasino in Sicilia occidentale (con competenze sugli accorpati consorzi di Trapani, Palermo, Agrigento, Caltanissetta e Gela) e Fabio Bizzini in quella orientale (con competenze sugli accorpati consorzi di Enna, Caltagirone, Ragusa, Catania, Siracusa e Messina).